
Poche parole oggi, vari pensieri si accavallano ma non riescono a trovare un filo logico, per cui li lascio sostare nella mia testa finchè non troveranno naturalmente ordine. Queste giornate piovose novembrine mi rendono instabile e gli eventi non sostengono (mi è pure tornata la malefica insonnia, argh!), per cui urgono maniere forti, molto forti. Nessun brodino a scaldare nel freddo, nessun purè a fare da comfort food, qui passiamo all'ascia di guerra direttamente: gli spaghettoni alla tamarro. C'è un ristorante a cui sono molto legata qui a Milano perchè ha fatto da palcoscenico a molte belle serate a due in tempi felici, uno di quei posti che rimangono solo di una persona e che proprio non ci potresti andare con nessun altro. Un ristorante a metà tra l'intimo e il caciarone, dove peperoncino e 'nduja la fanno da padroni per mia gioia che sono una vera appassionata del piccante. Piccoli effetti collaterali (sudorazione folle del mio "cavaliere" nelle serate estive con relative lacrime della suddetta e mal di pancia dal ridere tanto per toglierlo dall'imbarazzo ah ah), e garantita soddisfazione all'uscita. Io lì prendo sempre degli spaghettoni terrificantemente piccanti e questa è la mia versione.
INGREDIENTI
INGREDIENTI
- spaghettoni grossi
- un bel cespo di trevisana
- pomodori ramati o pelati
- 'nduja
- ricotta salata o cacio ricotta
- olio extra vergine di oliva
Lavate la trevisana e tagliatela a striscioline. Fatela saltare in una padella molto calda con un filo d'olio extra vergine, salatela e mettetela da parte. Preparate un sugo denso e consistente di pomodoro, con dei pelati o preferibilmente con dei pomodori ramati spellati e tagliati a cubetti piccoli e a fine cottura del sugo aggiungete a piacere pasta di 'nduja (essendo molto piccante state attenti a dosarne la quantità) e la trevisana. Scolate la pasta al dente e condite con il sugo preparato e abbondante ricotta salata o cacio ricotta.























