giovedì 17 giugno 2010

Pizzette da rinfresco: inno alla gioia dello stare insieme!


Sono tornata. Già, da una incredibile dis-avventura. Per la prima volta nella mia vita ho fatto l'accompagnatrice-referente per un gruppo di lavoro in incentive. Meta: Taormina. 6 giorni che mi hanno visto protagonista di mille e non più mille scenette, qualcosa che fatico a riassumere a parole. Ho avuto l'immensa fortuna di avere al mio fianco delle persone a dir poco fantastiche, a cominciare dal signor Sebastiano. Un metro e 45 cm di pura razza siciliana, un'età indefinibile confusa dalla pelle cotta dal sole e solcata da rughe profonde, mani di chi ha lavorato duro per una vita intera ma ancora piene di comprensione, sostegno e umanità. Un cuore grande rispecchiato nei suoi acuti occhi neri e una cavalleria e un rispetto che ormai purtroppo non se ne vedono più in giro. Lui è stato il mio Caronte, il mio traghettatore nelle mille andate e ritorno dall'aereoporto di Catania e nelle varie escursioni dei nostri sei giorni siciliani. E poi Sara, mio Angelo Custode che mi ha alleggerito animo e corpo in giornate lavorative di quasi 20 ore, una presenza salda, serena, dolce e comprensiva che è riuscita ad alleviare pene emotive e casini incredibili di organizzazione: ma che cavolo avrei fatto senza te, Saretta mia, donna favolosa? 


E poi tutte le meravigliose persone che ho portato in giro, che mi hanno commosso a non finire con le loro storie, i loro racconti, le loro parole e i tanti gesti di affetto che hanno avuto nei miei confronti soprattutto in momenti di mia stanchezza o difficoltà. In aereoporto al rientro ho pianto tutte le mie lacrime, le emozioni sono state davvero infinite e li ho adorati tutti come persone facenti parte della mia vita. Prima di partire avevo messo sulla bilancia e nella valigia ogni possibilità, bello e brutto tempo, fatiche e problemi da gestire, ma non sapevo che avrei avuto così tanta ricchezza d'animo. Ringrazio la vita che mi ha dato la possibilità di vivere questa avventura, mi sento infinitamente fortunata perchè Dio mi ha dato un cuore che sa leggere tutto questo e auguro ad ognuno di voi che passa di qui di poter anche solo una volta assaporare un'esperienza del genere.


Inno alla convivialità, dedico a tutti loro queste fenomenali pizzette da cocktail: fanno subito allegria, gioia e amicizia. Fatene in abbondanza perchè davvero spariscono in un lampo.


INGREDIENTI

125 gr farina manitoba
125 gr farina 00
100 gr latte
6 gr lievito di birra
50 gr burro sciolto e raffreddato
3 cucchiaini di sale
25 gr zucchero
salsa di pomodoro
abbondante origano
formaggio a piacere (io un mix di mozzarella e formaggi semistagionati)


Preparate un lievitino con il latte a temperatura ambiente, 100 gr di farina 00 e il lievito. Coprite con pellicola e fate riposare per una mezz'ora. Aggiungete a questo punto al lievitino la restante farina, il burro sciolto, lo zucchero e il sale e impastate con forza per almeno 10 minuti. Formate un panetto e fare riposare per due ore coperto da pellicola. Passato il tempo riprendete l'impasto, lavoratelo per altri dieci minuti energicamente e rimettete a lievitare in luogo asciutto e tiepido per altre due ore. Trascorso il tempo prendete l'impasto, stendetelo con un mattarello ad un altezza di circa 1 cm e tagliatene con dei coppapasta dei dischi: posizionateli sulla placca da forno nel forno preriscaldato a 50°C e fateli lievitare 40 minuti. A questo punto conditeli con salsa di pomodoro, formaggi e origano e cuocete a 200°C per 10-15 minuti circa.

sabato 5 giugno 2010

Charlotte en Rose. Ecco cosa bolle in pentola.



Il mare è un miraggio pari a quello delle oasi. Una cosa lontaaaaaaaana lontaaanaaa. Comincia a fare un caldo appiccicoso e le zanzare che mi girano intorno sono un numero che sfiora le tre cifre nel pomeriggio. Gioie e dolori di vivere nel verde fuori dalla metropoli di cemento. Periodo di grande lavoro, pochi progetti, giorno dopo giorno a completare le tessere che mancano alla prossima consegna. E pochi pensieri. Pensare è faticoso, la fatica fa aumentare la sudorazione. E già la temperatura è feroce: perchè fare altre fatiche? :D Soprattutto se il lavoro costringe anche a far andare il forno giorno e notte in produzione di mille e non più mille dolcini con frutta. 



Per alleviare la calura io vi propongo una favola al cucchiaio fatta per lavoro recentemente: charlotte en rose con fragole e yogurth greco. A voi provare per dire che ne pensate!

INGREDIENTI

una decina di savoiardi casalinghi
200 gr di fragole
175 gr di yogurt greco  
125 gr di ricotta 
125 gr di lamponi 
7 cucchiai di miele
l5 gr di colla di pesce
100 ml di panna
 zucchero a velo

Lavate le fragole accuratamente, privatele del picciolo e tagliatele a pezzi. Frullatele nel mixer fino ad ottenere una salsa liscia e cremosa. In una ciotola mescolate lo yogurt con la ricotta, il miele e in ultimo le fragole frullate. Ammorbidite la colla di pesce in acqua fredda, strizzatela e fatela sciogliere in un pentolino insieme ad un cucchiaio di fragole frullate che avrete tenuto da parte: aggiungetela al composto di frutta e formaggi e mettetelo in un recipiente cilindrico dai bordi alti foderato con pellicola o carta da forno bagnata e strizzata. Mettete in frigorifero a solidificare per 6 ore circa.
Sformate la charlotte con delicatezza, trasferitela su un piatto e spalmatela con un sottile strato di panna montata. Adagiate sui bordi della charlotte premendo lievemente i savoiardi, in modo che aderiscano bene alla panna. Decorate con lamponi e zucchero a velo e servite.

lunedì 31 maggio 2010

Il cammino dei sensi. Auguri Annina!

Vorrei essere brava a scrivere. Ma non lo sono. Però faccio lo stesso un regalo alla mia amica ANna, un regalo sottovoce, di quelli bisbigliati in un orecchio. Per il tuo compleanno partecipo con queste foto al tuo contest bellissimo, Il cammino dei sensi. Non riesco a trovare le parole per descrivere questo luogo, il tuffo al cuore che mi prende quando scendo dalla macchina e respiro a pieni polmoni il profumo di bosco, pini, erba, stelle e fiori di campo in estate e neve pungente in inverno. So solo che le mie radici risiedono lì, questo luogo dove il tempo non ha tempo e dove ogni cosa sembra restare fissa, dove io torno ad essere Chiara di sempre, di quando avevo 15 anni e il postino mi portava le lettere da me tanto attese durante estati passate a scorrazzare con gli amici. 



Già, gli stessi che un tempo giocavano con me a guardia e ladri di notte per le piccole stradine nascondendoci nelle case del villaggio, gli amici con i quali si andava tutti "ai 3 scalini" e si usciva fuori che si puzzava così tanto di fritto e fumo che solo lì si poteva essere stati, gli amici dei Capodanni nel bar ghiacciato o in taverna da Ale, gli amici che scendevano insieme a me come pazzi con i bob nel pratone del bosco innevato, gli amici che bivaccavano negli inverni in taverna da me e con i quali ho passato praticamente tutti i compleanni della mia vita essendo io nata sotto le stelle cadenti di agosto. 





Gli stessi amici che oggi sono mamme, papà, promessi sposi e professionisti avviati ma che nel mio cuore in questa incantata cornice di una favola senza tempo restano sempre i bambini che correvano come pazzi nel bosco. AnninaCara, per te e per il tuo compleanno un piccolo pezzo di cuore attraverso queste mie emozioni.
Ti voglio bene, davvero. Auguri con grande affetto.



domenica 16 maggio 2010

Contro i rospi vivi... Cocottine di Uova, asparagi & Chèvre





Ho fatto indigestione di rospi. Già. E' un periodo che mi mangio così tanti rospi vivi che ora ho uno stagno nello stomaco che gracida. Maledetti. E poi sta pioggia incessante ha alimentato questi esseri verdi e il mio umore saltella dal nervoso, depresso, pessimo con punte di acido da far paura e oscenamente inverso. Grazie al cielo non apatico, sono troppo nevrotica per essere svogliata da tutto. Diciamocela, mi sono rotta di un bel po' di cose. Qualche buona notizia è anche arrivata e qualche frutto è stato portato a casa (anche se la maldicenza imperante non poteva astenersi dal commentare in modo maligno e saccente). Alla faccia dei rospi verdi, della gente che dovrebbe pensare al suo invece che guardare al mio, alla faccia del maltempo che spero sia terminato, del malumore e delle negatività, alla faccia della cattiveria e delle gelosie, e pure dei rospacci che mi sono dovuta ahimè ingollare, mi pappo queste facilissime cocottine: asparagi, uova, una spolverata di grana e qualche fettina di chèvre. E faccio un po' pace almeno con me stessa.



INGREDIENTI per 4 

un mazzetto di asparagi fini (o asparagina)
4 uova
grana
un tocchetto di burro
chèvre semi stagionato
sale e pepe




Fate bollire o cuocere a vapore gli asparagi fino quando saranno teneri. Preparate le cocottine: con un pennello da cucina spennellatele con burro ammorbidito, cospargetele bene di abbondante grana e sul fondo mettete una fettina di chèvre. Ripiegatevi dentro gli asparagi, se fosse difficoltoso tagliateli anche a pezzetti, apritevi sopra un uovo facendo attenzione a non rompere il rosso, completate con una grattata di grana, sale, una macinata di pepe nero e una fettina di chèvre. In forno a 180° per circa 10-15 minuti (guardatele perchè sembra non cuociano mai poi d'improvviso sono anche fin troppo cotte!). Mangiate belle calde gustandovi la favolosa crosticina di chèvre gratinato.




mercoledì 5 maggio 2010

Storie di Mamma e Figlia. Crema al caramello light





Trambusti, tanti progetti, poco tempo e soprattutto, disordine ovunque. Per non parlare di dover condividere la cucina: io per lavoro, e tu anche (sfamare 6 persone 3 volte al giorno da 38 anni è un lavoro da Premio alla Carriera). Questo indubbiamente ci fa litigare, bisticciare. Per non parlare di quante volte mi fai sempre la stessa domanda, perchè la risposta che ti do non ti piace e speri di averne una diversa. No, se la risposta è quella, quella rimane (spesso anche perchè non dipende da me). Madre e figlia, uniche due donne in una casa di uomini disordinati, pigri, musoni, introversi, intrattabili, egoriferiti e nulla-aiutanti (credo che il 98% degli uomini sia così). Storie di una figlia ormai grandicella che spesso gioca a fare la bambina, che ancora ti butta la testa tra le braccia in cerca di una carezza, che è felice come un giullare se per caso o per sbaglio riesce a stare da sola con te  anche solo tre ore, senza fratelli/padri/nonni gelosi a fare da guastafeste. Storie di disavventure ridicole, di un gelato mangiato sedute sui gradini del Duomo di Milano tra piccioni e teenagers a vagabondare, storie di giornate passate nel gelo con la caldaia rotta a 5° in casa la Vigilia di Natale, storie di capponi ripieni chiamati Abdullah, di notti insonni causate dall'ennesimo fidanzato stronzo che ti molla perchè se la fa con una più gnocca di te, storie di risate a crepapelle, confessioni impossibili e speranze condivise.




 Storie semplici, fatte di gesti sempre uguali, di una coperta ricamata a 6 mani con la nonna, di spese con 2 carrelli enormi e scontrini lunghi un metro a sfamare questi lupi che si aggirano per casa, storie di trasferte in macchina epiche, con i pacchi sopra, sotto i piedi e anche in braccio e oltre.Storie di mamma e figlia.
Pensi che io non ti voglia bene solo perchè siamo bisticciose, però se guardo anche oltre me, io e te abbiamo il più bel rapporto mamma-figlia che la storia abbia mai visto. E so per certo che se tutte le figlie avessero avuto una mamma come sei tu, il mondo sarebbe stato un posto davvero molto più felice.


Per il tuo compleanno, tra un paio di ore, il tuo dolce preferito, come lo faccio io: con pochissime uova, un poco di zucchero, latte e vaniglia.




DOSI PER VARI BICCHIERINI
500 ml di latte
80 gr di zucchero+200 per il caramello
un uovo e due tuorli
un baccello di vaniglia




Semplice, come la migliore delle coccole. Portate a ebollizione il latte con la vaniglia, raschiatene i semini e lasciate in infusione per un quarto d'ora. In una terrina sbattete le uova con 80 gr di zucchero, versate il latte a filo e mescolate bene. Fate il caramello in un pentolino di acciaio, girate solo per necessità con un cucchiaio di legno e appena brunito spegnete. Versate subito il caramello nei bicchierini, e sopra la crema ottenuta.
Cuocete a 120 -130 gradi a bagnomaria in forno per un paio di ore, rimane morbido e delizioso se rispettate la temperatura (l'acqua non deve mai bollire!). Fate raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo per 4 ore circa prima di affondarci il cucchiaino!

giovedì 22 aprile 2010

Farfalle moderate di primavera ai pomodorini al forno, per moderare i miei "troppo"

Risucchiata da una specie di calderone di inferno dantesco, mescolata con del magma liquido come quello del vulcano che erutta e tornata ad una sembianza di normalità, che di normale non ha nulla dato che sono in previsione trasferte di lavoro incompatibili con le scadenze di progetti importanti milanesi. Arrrghhh, mannaggia ma come mai nella mia vita o non lavoro per nulla (non per volere ma per mancanza di) oppure lavoro troppo?
Troppo credo sia la parola che mi descriva meglio. Ebbene sì, sono una donna di eccessi, il grigio non so cosa sia, io vesto o nero o bianco o fuoco. Di me si dice che sono una persona troppo teatrale, troppo sensibile, a volte fuori luogo, troppo in ogni caso. Sono troppo felice, oppure troppo triste. Dormo troppo oppure troppo poco. Sono troppo vitale, cadendo poi in periodi di troppa "stasi". Esco troppo facendo tardi per locali, oppure mi rintano in casa per mesi e non vedo nessuno. Però c'è una cosa di cui vado fiera, in questo mare di cose non del tutto positive: la via di mezzo è che mi voglio bene, non troppo da essere egoista, e non troppo poco da farmi calpestare. E in fondo, mi sto simpatica e in qualcosa mi cambierei, ma non troppo :)





La ricetta di oggi è semplice e moderatissima: non troppo light, non troppo calorica. Non troppo saporita, non troppo sciapa. Una giusta perfetta via di mezzo che amo molto. E la dedico con grande grande affetto alle mie due Girls, Anni e Ste, che per una terrificante settimana del Salone del Mobile di Milano mi hanno sostenuta in un luuuuuunghissimo servizio di catering che è stato un Truman Show di 13 ore al giorno per 7 giorni no stop: grazie grazie grazie cuori cuori cuori!




INGREDIENTI
2 zucchine
pomodorini cherry
olive nere taggiasche e verdi
semi di finocchietto
origano
alloro
buccia di limone
un peperoncino piccante
pangrattato
olio extravergine di oliva


Facilissimo: tagliate a metà i pomodorini, conditeli con abbondante olio extravergine, le olive, origano, sale, peperoncino, le zucchine a rondelle sottili, i semi di finocchietto e alloro e fate cuocere in forno a 170° circa per una quarantina di minuti. Cuocete la pasta (farfalle) e nel mentre fate tostare il pangrattato in un padellino antiaderente. Scolate la pasta, conditela con le verdure al forno, grattugiate del limone fresco e una spolverata di pangrattato. Buonissime.


domenica 4 aprile 2010

Tradizioni pasquali&Pastiera: Zia AnnaMaria docet



Anche i muri conoscono le mie origine sorrentine, anche perchè ne vado abbastanza orgogliosa. Tutti mi scambiano per nordica per aspetto, faccina pulita da Madonnina e capellino biondo. Però quando mi conoscono meglio capiscono che dietro questo aspetto etereo c'è O' Vesuvio! E... si salvi chi può ah ah!




Un anno fa, con grande sorpresa, ci ha fatto visita direttamente da Meta di Sorrento Zia Annamaria e suo nipote Angelo. Da brava zietta è arrivata carica di doni: una meravigliosa pastiera e un limoncello fatti da lei. Una sinfonia.
Io mi vergognavo come una ladra a far vedere le mie pastiere "nordiche", rispetto la sua verace sembravano prodotte a Berlino, a Oslo!(sebbene siano dieci anni che le faccio tra tribulazioni varie, troppo secca, cruda da far schifo, bruciata fuori liquida dentro..) Ovviamente non ho perso tempo, taccuino e penna ed eccomi qui, con la sua ricetta, che devo dire è una bomba. Ho diminuito lo zucchero perchè io non amo i dolci dolcissimi, ma ugualmente la percentuale risulta così zuccherina che ha letteralmente creato caramello bellissimo in cottura, uno spettacolo alla vista. Le dosi sono enormi, perchè da usanza se ne fanno tante per essere regalate ad amici (che non aspettano altro voraci come lupi e pronti a combattere duelli a sangue per una fetta di pastiera) e parenti, a me ne sono venute 6. Se volete dividete in tre e fatene due.







DOSI PER 6 PASTIERE 


Pasta frolla
1500 gr di farina
750 gr di burro
500 gr di zucchero
6 uova
buccia di 3 limoni

Crema Pasticcera
1,5 litri di latte
12 uova
220 zucchero
120 farina
vaniglia

Per il ripieno
1, 5 kg ricotta
3 scatole di grano da 420 l'una
900 di latte
1200 gr di zucchero
9 uova
3 cucchiai di burro
4 fialette Pane Angeli essenza fior d'arancio
1 fialetta essenza Millefiori
vaniglia
cannella
300 gr canditi arancia e cedro
buccia di 4 limoni
succo di 2 arance
un bicchierino liquore Strega



Fate la frolla e fate riposare in frigo per almeno un'ora. Preparate la crema pasticcera e fate raffreddare. Mettete il grano con il latte e il burro in un tegame a fuoco basso finchè non diventa crema e fate raffreddare. Unite in un recipiente molto capiente la crema, il grano, la ricotta, le uova, lo zucchero, i canditi, i profumi vari. Foderate con la pasta frolla, mettete ripieno fino all'altezza della teglia con un mestolo, fate le strisce per decorare e la parte più delicata: la cottura.


La pastiera va cotta a 170° massimo per un'ora e mezza circa. Deve risultare dorata, lucida e la pasta colorita ma non scura. Fate raffreddare, conservate in frigo un giorno e al secondo giorno gustate in tutto il suo splendido profumo inebriante. Grazie Zia, è una delizia.



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