venerdì 29 luglio 2011

Freddo Folle, Piatto Folle: Pasta&FAgioli, senza pasta!!



La prima settimana è andata. Con un mare di pioggia, grandine, distese di nuvoloni neri brontolanti pronti a piangerci in testa tutte le loro lacrime, pronti a farci chiudere persiane, finestre e case intere e a rifugiarci dentro guardando dietro i vetri appannati. E a cercare conforto dentro golfoni pesanti di lana, dentro coperte sul divano e sopra i letti, dentro pantofole morbide e dentro caffè bollenti e tisane fumanti. Una settimana che però mi ha ridato quel benessere che avevo perso, quell'equilibrio così prezioso, quella carica per continuare a lavorare ancora un intero mese prima di potermi concedere una settimana di distese oziose tra sabbia e onde e pelle che brucia. Questo folle clima ci ha fatto venire desiderio di comfort food (parola che mi mette una spina al cuore sti giorni...) e ieri, data che è piena stagione, ho preparato questa meraviglia: pasta & fagioli, senza pasta! Già, la mia pasta & fagioli è tutta matta, non ha la pasta e data la mia forte intolleranza alla odiatissima e temutissima cipolla, è fatta con altre verdure e spezie. Però posso dirlo: è un capolavoro!


DOSI PER QUALCHE PERSONA... da 4 a 6

::  8 pomodori perini ben maturi ::
::  5 carote ::
::  un pezzo di zucca ::
::  3 zucchine ::
::  1 kg di fagioli borlotti freschi ::
::  curry ::
::  paprika ::
::  alloro e timo ::
::  olio extravergine di oliva ::
::  sale &  pepe ::
::  un pezzetto di soppressa calabra (già, avete capito bene....) ::





Lavate la verdura e tagliate per primi i pomodori: in un pentolone (tipo quello della strega per intenderci...) mettete un goccio di olio, curry, paprika e alloro e fate rosolare il pezzo di spianata per 5 minuti, infine calatevi i pomodori. Fateli sobbollire e insaporire per 5 minuti, dopodiché mettete anche le altre verdure e continuate la cottura senza aggiungere acqua per almeno mezz'ora, 40 minuti. Quando le verdure cominciano a essere morbide, salate e mettete un poco di acqua alla volta. Continuate la cottura per un'ora e mezza circa. Nel mentre sgranate i fagioli e lessateli in acqua salata a parte. Passate poi le verdure in un passaverdure (eliminando la spianata) o in un mixer o con il minipimer e se risultasse troppo denso aggiungete acqua calda, versatevi dentro i fagioli e finite la cottura altri 10 minuti. Servite caldissimo condito con qualche fogliolina di timo fresco e una macinata di pepe nero.



lunedì 25 luglio 2011

Consoliamoci: pain au chocolat





Finalmente. E' finita.
Ovviamente con un coup de theatre e un'ultima punta assassina, come da previsioni.
Questo periodo il lavoro mi ha assorbita totalmente, al punto che ho dei rasta nei capelli dato che non ho avuto il tempo di pettinarli, la pelle del corpo  spelata a quadretti come quella dei coccodrilli (risultato di due giorni di piscina, ustione fucsia e poi mai più creme idratanti), le unghie delle mani non si possono vedere sembra che io lavori in miniera e la faccia mi cade a tocchi. Come mai? Semplice: lavorare SEMPRE dalle 8 del mattino sul set e tornare SEMPRE a mezzanotte dopo 15 ore in piedi a parare deliri non è facile. Si arriva a casa che si ha solo voglia di una doccia evitando sprechi di tempo per spazzola e creme e poi nanna filata quelle circa 6 ore. Per cui sono un relitto lo ammetto e venerdì ho toccato la vetta più alta: dopo 3 giorni di tartassamento da parte del famigerato fotografo di turno (definito da una mia carissima amica che lavora nel settore "tanto carino, tanto burino"), dopo che ero lì per lui a parargli il c**o con il suo miglior cliente internazionale (ha combinato dei casini di planning atroci e davvero subdoli), lavorando senza sosta correndo per il set, preparando food per almeno 3 decine (!) di scatti fotografici, facendogli da segretaria rispondendo anche al telefono (e non si  mai vista una food stylist che risponde al telefono....), preparando caffè per i suddetti clienti (per altro adorabili) ecc ecc ecc andando anche gratis una mattina... beh, dopo tutto ciò mi ha maltrattata per 3 giorni perchè è il classico uomo che se la sa prendere solo con chi è più debole (pusillanime delle mie palle!) e chi è in condizioni di non rispondere (se solo avessi potuto...)


Come ultima cosa io vado appunto GRATIS l'ultimo giorno per fargli un favore e lui mi chiama vicino e con fare atrocemente iroso mi intima di lasciare il set! Il tutto per una sua paranoia irreale. Al che mi è presa una crisi isterica (dovuta appunto per il fatto di non aver potuto dirgli in faccia che omuncolo di m... che è ) e mi sono tappata in bagno come una bambina di 12 anni a piangere tutte le mie lacrime, con i clienti internazionali che bussavano volendo fare pipì e io che non potevo uscire causa faccia rossa maculata di pianto isterico ... porcaccia ladra. Penso che il fotografo sia sulla tazza del water da 3giorni dato le maledizioni che gli ho mandato, e se non c'è ancora finito spero ci vada presto in preda a coliche e ad aerofagia incontrollabile, augurandomi che si scateni il tutto proprio davanti ai tanto cari clienti ;))


E a me, auguro la più serena delle discese, sempre lavorando, ma meno faticosamente e consolandomi con queste meraviglie...




PAIN AU CHOCOLAT

:: 125 gr di farina 00 ::
:: 125 gr di farina manitoba ::
:: 50 gr di zucchero ::
:: 20 gr di burro ::
:: un tuorlo ::
:: 120 ml di latte ::
:: 6 gr di lievito di birra ::
:: un pizzico di sale ::
:: 100 gr di cioccolato fondente ::

per il tournage
:: 125 gr di burro ::


Fate un lievitino con 70 ml di latte latte, 50 gr di farina 00 e il lievito: mettete a lievitare per un'ora. In una ciotola mescolate il burro, lo zucchero e il tuorlo a crema, aggiungetevi poi le restanti farine, il sale e il latte fino ad ottenere una pasta briciolosa. Mescolatela con il lievitino e incorporatela lavorando energicamente per almeno 15 minuti su un piano infarinato fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Fatene un panetto e fatela riposare in frigo per circa 40 minuti. Prendete il burro e mettetelo tra due fogli di pellicola e con un mattarello schiacciatelo fino ad ottenere un panetto basso e compatto, della consistenza della plastilina: tenetelo in frigo. Ora riprendete la pasta, stendetela in una sfoglia sottile, su una metà adagiate il panetto di burro e l'altra metà libera ripiegatela sul burro formando un panetto e sigillando bene i bordi. Ora  fate i classici giri di tournage per sfogliare (il sito di paoletta lo spiega benissimo). Io ho fatto 5 giri, steso la pasta in una sfoglia grande, ricavato dei rettangoli e avvolto nei rettangoli dei pezzi lunghi di cioccolato. I rettangoli li ho lasciati in frigo tutta notte, al mattino dopo li ho fatti lievitare 2 ore e mezzo e poi cotti a 180° per circa 20 minuti. Giuro, erano buoni che non potevo crederci di averli fatti io!!! Grande ricompensa morale e di gola per questo allucinante periodo ^____________^





martedì 12 luglio 2011

Ringraziamenti a FineViaggio.


E' passata la tempesta, è passato tutto. Quando ci si inbarca per una lunga traversata, spesso si soffre. Si soffre da morire lo sciabordio e il mal di mare, la nausea ci assale giorno e notte, non si ha il senso dell'orientamento e si sta sempre come "ubriachi" barcollanti. SI soffre l'umidità, dannata umidità, ci si spacca la pelle sotto il sole cocente e si desidera solo che vedere terra. Poi piano piano si trova un equilibrio nel caos e ci si affeziona anche a quello che inizialmente si detestava, e il Sole non brucia più, il mare culla di notte e l'odore di salsedine diventa Casa. Fino al giorno in cui suona una campanella, e ci dicono che si è arrivati e bisogna scendere... Si prende la piccola valigetta e si va, svuotati dall'incredibile viaggio, perchè il colore dei lampi nella notte a spaccare il cielo blu oltremare è ancora nei nostri occhi e il rumore assordante dei tuoni e delle urla e risate dei compagni è ancora nelle orecchie e nel cuore. E la nostalgia ci assale profonda.




Le cose che avrei da dire sono mille, le lascio decantare e le scriverò a settembre.
Però un grazie va ad Ari e a Carmen, per le loro perle di saggezza e allegria infinita "come chiami la cimice? PuzzaCacata ovviamente. Ma al paese di fianco al mio la chiamano CaldaPuzza" A Bianca "Da me si chiama Puzzola, come quella Bianca e Nera. Tanto è difficile che ce le hai tutte e due nella stessa stanza!"


Un grazie di cuore alla MiaCorsaraVale, che ha condiviso zucche marce & interiora da porzionare alle 7 del mattino, oltre ad aver calmato i miei isterismi e i miei attacchi di ansia... Un grazie a Roby, mio Caronte traghettatore, insostituibile compagno di corse disperate per Milano alla ricerca del props mancante per la scenografia... Un grazie a Dany, che ha sopportato le mie nevrastenie, a Ricky&Giulio, li avrei ammazzati la maggior parte delle volte ma cmq senza loro chi avrebbe mai maneggiato quelle orrende anguille? 


Ma soprattuto grazie alla mia Cippa, Elisa, Angelo mediterraneo bellissimo che ha alleviato le mie sofferenze, cercato le mie mantelline disperse, i miei biglietti da visita in momenti favorevoli sotto chili di macerie di carta da ufficio ma soprattutto ha camminato al mio fianco per tutto questo tempo.


E un grazie a Me, per aver avuto pazienza illimitata, fegato più grande di quello sottovuoto da mettere nei piatti, coraggio da Leonessa e soprattutto fiducia nelle mie capacità.


Quello che ho imparato è grande, come quello che ho dato e quello che ho ricevuto.


 Ho nel cuore la nostalgia malefica del viaggio che finisce, ho il Mald'Africa (dal caldo che faceva sembrava di essere in effetti in terra straniera) e mi auguro solo che tutto questo possa, magari migliorato date le esperienze, un giorno ritornare ed essere l'ennesima fantastica dis-avvenutra da vivere. Tutto questo, e molto altro ancora, vi racconterò tra due mesi, quando da casa mi emozionerò a non finire vedendolo stravaccata sul mio divano in tv :)


Nelle foto per i golosi: i miei lavori che continuano oltre tutto. UNa panna cotta con composta di mirtilli e fragole e un pain perdu alle albicocche e caramello. Gnammm!

mercoledì 6 luglio 2011

Quando un viaggio volge al termine... Comfort food: Torta albicocche e caramello


Il canto notturno delle anguille erranti di Viale Mecenate. Le rane alle quali "ridare una forma di rana perchè così spellate e decapitate sono orrende". Le lumache cotte e bollite da "rimettere nel guscio che sgusciate non si possono vedere". Le interiora da porzionare alle 7 del mattino. Nessun animale vivo sul set. Le zucche marce che esplodono emanando un odore da voltastomaco che ti trapana la testa. I chili di gelato da farci le riprese in centomila gradi estivi milanesi! Le ore a passo d'uomo in tangenziale. Il catering, maledetto catering, sempre sempre sempre lo stesso, grrrr.... La lotta al maltempo e il dono della "luce di Dio" per fare le foto. Le sveglie antelucane e le corse delle 6 del mattino. I bigodini in testa tutta la notte (ovviamente insonne) per avere un aspetto decoroso (e successo garantito!). La food designer (che poi beh, il titolo nn corrisponde alla professione). La ricerca folle delle foglie di bambù e il relativo piccolo furto... Le cassette da riempire, cassette da riempire, cassette da riempire.... Il tavolo da scenografare. La torta sette veli e Biasetto, che persona meravigliosa! Gli alimenti decomposti che cambiano forma/colore/odore/consistenza. Il banco del pesce di SoraLella a Fregene. I filetti di triglia volanti. L'adrenalina ancora forte a mezzanotte dopo giornate interminabili. Le due Me che ora hanno fatto pace tra di loro. L'accettazione con il mio passato. I miei amati ricettari da portare avanti come una crociata nel mezzo dei deliri. I fiori di zucca da me cucinati per famosissssssssssssimi imprenditori milanesi (e una gocciolina di sudore da pathos che scende dalla tempia mentre il suddetto li mangiava...)


Questo, e molto molto molto altro sono stati gli ultimi 3 mesi. Un viaggio nel viaggio, che tra una settimana volgerà al termine. Tanto non vedo l'ora che finisca questo lavoro, tanto so che ne sentirò la dannata mancanza e una volta che le porte del set si chiuderanno, per l'ultima volta, dietro le mie spalle so che scoppierò in un pianto. Liberatorio, isterico, malinconico e dannatamente viscerale. Ve lo racconterò. Tra circa 7 giorni.

Ecco un dolce che amo molto: torta sottosopra, in questo caso albicocche e caramello. Amore garantito.

INGREDIENTI

:: 6 albicocche mature ::
:: 200 gr di farina ::
:: 50 gr di frumina ::
:: 3 uova ::
:: 180 gr di zucchero + 8 cucchiai per caramellare::
:: 140 ml di latte ::
:: 80 gr farina di mandorle ::
:: 180 gr di burro ::
:: mezza bustina di lievito ::
:: vaniglia ::
:: limone ::

In una terrina montate i tuorli d'uovo con 3 cucchiai di acqua bollente fino a che saranno gonfi e spumosi. Aggiungete lo zucchero e continuate a montare. Aggiungete alternate farina ,farina di mandorle, frumina e il latte. Fate sciogliere a bagnomaria 150 grammi di  burro, fatelo intiepidire e versatelo a filo nel composto. Montate a neve gli albumi, aggiungeteli e terminate con vaniglia, limone e lievito. Foderate il fondo di una tortiera a cerniera con carta forno, imburrate e infarinate le pareti e sul fondo mettete 8 cucchiai di zucchero + qualche fiocco di burro, le albicocche lavate e tagliate a metà e sopra versate il composto. Cuocete in forno a 180° per circa 40 minuti, sfornate e capovolgete ancora calda sottosopra. Potete poi, come ulteriore tocco, versare ancora caramello fatto con zucchero e burro sulla superficie prima di servire. Molto comfort food.



domenica 19 giugno 2011

Sogno di una notte di mezza estate. Gamberoni al LemonGrass&Ginger



Tu sei una terra vergine, inesplorata, una foresta selvaggia e umida di acquazzoni tropicali, feconda di frutti esotici e di colori scintillanti, di templi sacri agli dei e al Cielo, di angoli segreti da scoprire e da contemplare. 

Sei l'odore della pioggia che si posa sul nostro bosco, la rugiada dell'ultima alba del mondo, la luna piena che rischiara le mie notti di petrolio. 

Sei la magia di quei grilli che insieme non abbiamo mai sentito ma solo immaginato, sei l'incantesimo di quelle lucciole che raccolgono tutti i sogni che gelosamente custodiamo come lanterne di fuoco in un mare di ghiaccio. 

Sei la coperta che mi riscalda da questo dannato freddo, quella che avvolge di abbracci le mie lacrime mal celate agli altrui occhi, il bicchiere di vino che non ti ho versato e le ciliegie che non ci siamo a vicenda rubati dalle bocche assetate di parole e sorrisi e baci e risate. 

Sei la musica che riempie questo silenzio con la sua leggerezza, sei l'energia di un uragano di lampi e tuoni che scatena la mia arte, il libro che non vorrei mai finire di leggere. 

Sei la tavolozza, terreno fertile di tutti i miei blu, indaco, porpora, pervinca, ocra, vermiglio e cobalto con i quali voglio dipingere a mani nude questa tela grezza fatta di corda e desideri, fatta di passione e di incanto.



Sei la felicità che se potessi ti regalerei, la gioia di aver incontrato questo tuo animo dolce e ricco che ha accompagnato per mano ogni giornata fatta di troppi spigoli e ogni traguardo conquistato con lacrime e sorrisi. 

Sei il primo fiocco di neve che danza in un cielo di cristallo a dicembre, la Notte di Natale, Il primo giorno dell'Anno e anche l'ultimo.

Sei l'edelweiss che è nato selvatico sulla roccia della vetta più alta , il vento che soffia nei miei capelli e tra le mie dita, l'incendio nel cielo di un'aurora boreale che toglie il respiro, la papaya matura e succosa in un'assolato mezzogiorno d'agosto. 

Sei questa notte che non abbiamo vissuto, delicata e forte come un'orchidea, come una digitale purpurea, questa notte sotto un cielo trapuntato delle parole che non ci siamo ancora detti. 

Sei il mio Sogno in una Notte di Mezza Estate.



INGREDIENTI x 2
::  12 gamberoni ::
::  5 stecche di lemongrass  ::
::  uno zenzero fresco  ::
::  un limone o lime  ::
::  olio extravergine di oliva  ::
::  un peperoncino piccante fresco  ::


Sgusciate i gamberoni, salvate solo le codine finali, eliminate incidendo il dorso il filetto nero e sciacquate sotto acqua fredda. Sbucciate lo zenzero e grattugiatelo su un fazzoletto di carta bianco: in una ciotola mettete i gamberoni, spremete il succo dello zenzero, aggiungete olio extravergine di oliva e il peperoncino fresco tagliato piccolissimo. In ultimo sbucciate il lemongrass delle foglie esterne e il resto tagliatelo a fettine e aggiungetelo alla marinatura. Mescolate bene e lasciate a marinare in frigo per un'ora. Scaldate una griglia antiaderente caldissima, infilzate con il lemongrass i gamberi e cuocete per un paio di minuti per lato i gamberi. Servite con lime.

NdR: ci tengo a precisare che queste parole non sono per una persona che esiste, ma per quella che spero un giorno verrà e che nel mio cuore ha già trovato un posto...

giovedì 16 giugno 2011

Clafoutis, Sogni & Deliri in agguato!



Qui la faccenda si fa Cosmica. Cosmicamente legata a triplo filo alla Jella. Giornata nero pece ieri, una sveglia ANTELUCANA per essere sul set dall'altra parte di Milano alle 7.30 . E già ci sarebbe moooolto da dire. Il giorno prima ho girato la città e l'intero Hinterland per preparare il lavoro raccogliendo materiali su materiali, facendo salti mortali con il runner e da sola per fare tutto. Tronfia di orgoglio per quello che avevo pensato preparo il mio set... et voilà, alle 9 dopo 2 ore di preparazione mi "smontano" tutto dicendomi un "nn piace" come motivazione. 


Livida mi metto la lingua in gola con 3 giri e eseguo come un automa i nuovi input "fai qui, metti lì, togli là, un poco + un poco meno" come se avessero un telecomando innestato con il mio cervello e muovessero loro le mie mani. Dopo due ore di questo delirio guardo il risultato finale e lo trovo esteticamente raccapricciante e disgustoso. La mia rabbia sale a livelli interplanetari. Sbotto con chi di dovere e faccio notare che il banco a tema marino che io avevo pensato in modo creativo si è trasformato nel Banco del Pesce della SoraLella a Fregene (che sarà pure bellissimo il banco della SoraLella, ma non indicato nel mio caso!). Il ritardo sulla produzione è di ore 2 al che, chissà come, mi addossano la colpa facendomi uno shampoo e contro shampoo "bla bla bla, ritardo, bla bla bla, colpe, bla bla bla". I miei iniziali GRRRRR si trasformano in ROARRRRR e solo lo sgabellino del domatore potrebbe tenermi a bada. Ribollo come il Vesuvio in fare pre eruttiva. 




Mi aspetta un pomeriggio faticoso di impacchettamento di tutti gli oggetti presi a noleggio, litigate con i pony, discussioni discussioni e discussioni.  Fine giornata, sfatta come poche, davanti al PC ore 21.30 a fare ancora ricerche, un mio "ammiratore" diciamolo così del set (esercitando anche una posizione di rilievo rispetto a me) che gentilmente e discretamente in disparte mi aveva chiesto un aperitivo insieme qualche giorno addietro , spazientito dall'attesa della mia risposta urla davanti ai capi "allora, quando andiamo a fare sto aperitivo?" Io che in realtà ho una timidezza innata sprofondo nella sedia, mi infiammo di color pomodoro estivo per la vergogna e balbetto qualche parola alla rinfusa senza senso. Stanca, mortificata, prendo su le mie cose e vado ad acchiappare una borsa di "prodotti" che la produzione aveva acconsentito di portare a casa da parte dello staff. Sgattaiolo fuori con il mio sacco in carta furtivamente (ok che avevo il nulla osta ma l'avevo ben riempita sta borsa!) e appena metto fuori il piede dalla porta... SVRAMMMM! Si straccia la carta e vedi rotolare in ogni dove pomodori, vongole, gamberi, basilico.... NAAAAAAAAA disastroooo! Raccolgo il tutto infilando, ahimè, in borsa il retino delle vongole (non avevo altro) e il sacchettino di mais con i gamberi, i mazzi di basilico e random i pomodori... arrivando a casa con una zuppa di mare nella mia borsa in pelle :(( Sono accadute anche altre cose Fantozziane da sbellicarsi dal ridere (se non le si vive in prima persona!) ma che non posso scrivere per privacy e per timore che vengano lette dalle persone che proprio non devono... eh eh!





Orrore. Orrore &Deliri :D Ok, bene, non può andare peggio... sìììì invece! Mi sveglio con una chiamata della produzione alla quale non rispondo di proposito (so che sono altre rogne) e senza i miei adorati biscotti per la colazione: scendo in cucina e mio fratello si sta addentando l'ultimo. Ragazzi, giornata faticosa pure oggi ^____^


Bene, però una buona c'è. Ovvero questa pubblicazione. Lo so, non è nulla di che, ma a me ha aperto il cuore. I miei sogni che accendono ogni giorno questo cuore come una stella cometa in un cielo d'agosto, riescono ancora a distanza di anni a darmi le più grandi delle emozioni.


Clafoutis&Sogni. Binomio Pazzesco. Abbracci&Sorrisi per tutti voi.

NdR: ho scritto queste righe ridacchiando sotto i baffi. Perchè sui propri "guai" si deve solo che sdrammatizzare e dire una frase a me molto cara "me ne devo... ehm... infischiare" (sarebbe un'altro verbo che finisce in "ere" e comincia con "fot..." ma mi sembrava poco bello da citare sul blog ^__________^)

lunedì 30 maggio 2011

Gnocchi di PatateViola: alchimie navigando leggeri.



 Navigo ormai a vista da giorni, non cerco più itinerari o rotte da in - seguire, mi lascio cullare da queste onde e vado dove mi sta portando il vento. Questa condizione di ritrovata libertà da tutti quei maledetti schemi che da soli ci prefiggiamo mi sta dando una leggerezza che non avevo, un senso quasi mistico in cui la parola "possibilità" e l'aggettivo "possibile" sono le uniche che vengono riconosciute e stimate. Non so bene dove andrò, non so se mi basteranno i viveri e se vedrò aurore boreali oppure deserti di sabbia e palme. Non so se avrò compagni di avventura oppure sarò da sola nelle notti sotto la luna a immaginare il dolce suono dei grilli in un bosco e il profumo dei gelsomini in fiore, non so se mi basteranno le coperte o la mia pelle sarà arsa di luce azzurra e accecante. Quello che ora so è che parto da qui, da questo bagaglio di esperienze, sbagli, errori, avventure e di fiducia. Parto con il sorriso di chi respira a pieni polmoni l'aria frizzante di un'alba dorata e quella specie di elettricità sotto la pelle, parto con l'allegria di chi ha deciso di stare bene.





Chi frequenta questo blog sa bene che io non sono una chef e mai ho preteso di esserlo: ognuno faccia il suo lavoro, come dico sempre io. Non ho mai sperimentato cose "strane" dato che sono per la semplicità in cucina, e non mi sono mai lanciata in accostamenti bizzarri. Oggi, rompo lievemente il mio trend con questi che sono, lo posso giurare, gli gnocchi più buoni che io abbia mai mangiato o fatto: gnocchi di patate viola con zucchine, asparagi & pancetta croccante.


Le patate viola non sono una novità lo so bene, e non le ho nemmeno mai cercate: complice la produzione televisiva per la quale sto lavorando (ne parlerò in settembre...) mi sono capitate tra le mani e non ho saputo resistere alla tentazione di provarle: al di là del colore stupendo e stupefacente, hanno un sapore incredibilmente buono e una consistenza talmente perfetta che i miei gnocchi si scioglievano in bocca senza però essere molli.


DOSI PER 4 PERSONE

:: 500 gr di patate viola (da cotte e sbucciate!) ::
:: 120 gr di farina ::
:: un tuorlo d'uovo ::
:: sale, pepe & noce moscata ::
:: 3 zucchine piccole con il fiore ::
:: 5 asparagi ::
:: 70 gr di pancetta coppata ::
:: basilico & Timo ::
:: olio extravergine di oliva ..



Cuocete le patate CON LA BUCCIA fino a quando saranno morbide: spelatele e schiacciatele. Unite sale, pepe e un poco di noce moscata, il tuorlo e amalgamate con 100 gr di farina velocemente (a me sono bastati per avere gnocchi sodi e fantastici da lavorare). Formate gli gnocchi e tenete da parte. In un padellino antiaderente preparate il condimento spadellando a fiamma vivace le zucchine a rondelle con la pancetta a quadratini, in ultimo unite gli asparagi (sbollentati a parte) e gli aromi. Cuocete gli gnocchi, condite e adorate!

PS: guardate che acqua bellissima: è quella di cottura degli gnocchi, le patate hanno lasciato il loro colore e me a bocca aperta :)


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