sabato 17 novembre 2012

Scrigni di frolla con marmellata di uva fragola



Nella pentola bollono le patate vitelotte in attesa di diventare gnocchi con i carciofi e il calore fa condensa sul vetro appannandolo e lasciandomi solo immaginare la montagna che si staglia fuori dalla finestra. Freddo davvero pungente e odore di camini accesi, comignoli che fumano e uno spicchio di luna sottilissimo che fluttua sopra la Valle mentre ti guardo scrivere appunti sul tuo quaderno nel silenzio della cucina. Casa. Semplicemente, finalmente, respirare una manciata di felicità e rifugiarsi in un abbraccio, pensando a nulla al di fuori di oggi e sgombrando i cassetti della mente dai mille pensieri polverosi e assillanti che per troppo tempo lì hanno albergato. 
In questo periodo fatto di genuine quotidianità e di valigie e ancora valigie e lavatrici e vestiti sempre in disordine e 90 km andata e ritorno per ritrovarsi di nuovo e ancora ho riscoperto il piacere delle piccole cose.








Come comprare la frutta e vederla diventare la marmellata che coccolerà ogni risveglio di chi è lontano, ma al tempo stesso profondamente e intimamente vicino al mio cuore.

Queste crostatine sono state fatte in settembre ma le mille corse e la vita in quanto tale hanno preso il sopravvento e il tempo da dedicare al mio angolo è miseramente svanito.
Ma il ricordo di questa profumatissima marmellata mi fa venire ancora il desiderio di mangiarla e di leccare golosamente il cucchiaino sporco adagiato sul piatto dopo averne spalmato una considerevole quantità su una fragrante fetta di pane.


INGREDIENTI per la marmellata:
:: 1 kg di uva fragola ::
:: 300 gr di zucchero ::
:: il succo di mezzo limone ::
:: 1 mela ::

Per la frolla:
:: 200 gr di farina ::
:: 100 gr di farina di mandorle ::
:: 150 gr di burro ::
:: 100 gr di zucchero a velo ::
:: 1 uovo ::
:: la scorza di mezzo limone ::
:: un pizzico di sale ::


Per la marmellata: fate bollire gli acini dell'uva ben lavata con 50 grammi di zucchero e un bicchiere di acqua per 10 minuti circa, devono cominciare a disfarsi. PAssate quindi al passaverdura per eliminare semi (fastidiosissimi!) e bucce (operazione noiosissima ma necessaria). Tagliate la mela a pezzi piccoli e aggiungetela alla purea di uva: versate anche lo zucchero e succo del limone e fate cuocere per circa 1 ora e mezza, il tempo che diventi densa. Invasate da bollente in vasetti sterilizzati, tenete capovolti finché freddi e conservate la marmellata al riparo da fonti dirette di luce.
Prepare la frolla: in una bacinella lavorate a crema il burro con l'uovo, lo zucchero a velo, la scorza del limone e un pizzico di sale e in un solo colpo aggiungete la farina e la farina di mandorle. Amalgamate velocemente con la punta delle dita senza rilavorare troppo e mettete a riposare in frigo avvolta da pellicola alimentare per circa 1 ora. Trascorso il tempo stendete la frolla in una sfoglia di 3 millimetri, foderate gli stampini da mini quiches e formate le crostatine aggiungendo la marmellata. Cuocete in forno caldo a 180° per circa 15 minuti, fate raffreddare, spolverizzate di zucchero a velo e servite.



domenica 28 ottobre 2012

Penny e il Menù di Halloween



La notte è scesa precocemente sul viale alberato, il vento ulula impazzito e sembra gridare qualche strana filastrocca in una lingua dimenticata nei secoli. Foglie amaranto sull'erba oramai secca e odore di pioggia e freddo che penetra attraverso gli infissi scricchiolanti della mia antica casa. Le ombre lunghissime disegnano lugubri scene sui muri delle abitazioni e un gatto miagola impazzito fuori dai bianchi davanzali del bow-window.

Non un gatto qualsiasi, LaGatta. Penny, Nera come onice, lucida come lava del Vesuvio, felina fino al midollo e maledettamente coccolosa. Con la testa spinge la porta e entra scodinzolando sul mio parquet intarsiato, mi segue come un'ombra e cerca attenzioni facendo la ruffiana come nessun altro gatto al mondo. 
Sembra davvero LaGatta di Halloween e se non fossi più che certa che le streghe non esistono non mi stupirei se la vedessi cavalcare una scopa insieme ad una Signora con il Cappello a Punta il 31 ottobre a mezzanotte sopra i cieli della mia silenziosa e seducente Milanino.

Questa festa tutta americana negli anni per me ha perso un po' di mordente, vuoi la tantissima infinita stupida pubblicità che le ha davvero tolto la sua aurea di magia, vuoi che il consumismo ha preso piede e nessuno ha la pur minima idea di che origini abbia, vuoi che forse sto diventando io stessa troppo "grande" per ritrovarci ancora quel suo charme che tanto mi attraeva.

Ma sono certa che a molti piace ancora e ancora, per cui ecco qualche ricettina tratta dal mio ultimo ricettario in edicola con delle idee per festeggiare con i bimbi o con i vostri amici. Buon Halloween a tutti voi!

Mano del Mostro - Ingredienti

::  300 gr di petto di pollo  ::
:: 150 ml di panna  ::
::  spinaci  ::
:: 120 gr di pancetta coppata ::
:: 1 uovo ::
::  basilico & timo ::
:: 80 gr di parmigiano reggiano  ::
:: 2 fette di pane in cassetta ::
:: latte q. b. ::
::  mandorle spellate  ::
::  sale, pepe, noce moscata ::
::  fette di formaggio tipo da toast  ::

Pulite il pollo da eventuali filamenti o parti grasse e frullatelo in un mixer potente con la panna fino a ridurlo in crema morbida. Aggiungete quindi anche l'uovo frullato con il pane in cassetta e gli aromi, il formaggio grattugiato, metà della pancetta rosolata in padella insieme agli spinaci, sale, pepe, noce moscata e se necessario del pangrattato per ottenere un composto morbido ma consistente. Con un cucchiaio bagnato dategli la forma di una mano modellandolo su carta da forno e decorate la superficie con strisce di pancetta alternate a strisce di formaggio e posizionate le mandorle a formare le unghie. Cuocete in forno ben caldo a 180° per circa 30 minuti e servite con barbabietole o radicchio!



Vellutata della Palude - Ingredienti a spanne per 4 persone

::  200 gr di piselli  ::
:: 5 zucchine medie ::
:: mentuccia  e basilico ::
:: mezzo scalogno ::
:: 8 mozzarelle  ::
:: formaggio grattugiato  ::
::  4 pomodori secchi  ::
::  olio extravergine di oliva ::
::  brodo vegetale q. b. ::


In una casseruola mettete un goccio di olio e tuffatevi lo scalogno tritato finemente: fatelo appassire e aggiungetevi quindi le zucchine e i piselli e coprite con brodo vegetale. Fate cuocere per 40 minuti circa dopodiché frullate con un minipimer insieme al basilico e menta a piacere. IMpiattate e decorate con mozzarelle, formaggio e pomodori secchi a formare la faccina e un giro di olio a crudo per insaporire.


Crostata Ragnatelosa 

::  200 gr di farina ::
:: 70 gr di farina di mandorle  ::
:: 140 gr di burro ::
:: 1 tuorlo + 2 cucchiai di albume ::
:: 80 gr di zucchero a velo vanigliato  ::
:: 150 ml di latte  ::
::  150 ml di panna  ::
::  3 tuorli d'uovo  ::
::  40 gr di zucchero semolato ::
::  1 cucchiaio colmo di maizena (circa 20 gr) ::
::  essenza di vaniglia ::
::  cioccolato fondente  ::




Preparate una normale frolla lavorando il burro a crema con lo zucchero e l'uovo, dopodiché in un solo colpo aggiungete la farina con la farina di mandorle e lavorate velocemente formando un panetto. Mettetelo a riposare in frigo avvolto da pellicola per un'ora circa, trascorso il tempo stendetelo e foderatevi uno stampo a cerniera da circa 20 cm di diametro. Cuocete in bianco con dei pesi per 15 minuti e fate raffreddare. Preparate la crema: aromatizzate con la bacca incisa la panna con il latte facendoli bollire e poi riposare per circa 20 minuti. In un pentolino lavorate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la maizena, mescolate bene e versate la panna con il latte: fate cuocere fino ad ottenere una crema densa. Versatela nel guscio di pasta cotta e con la frolla avanzata create un decoro "a ragnatela" formando tra le mani dei lunghi filoncini di pasta che appoggerete sulla superficie della crostata; cuocetela in forno a 170° per circa 40 minuti proteggendo i bordi con carta stagnola se scurissero troppo. FAte raffreddare, decorate con cioccolato fondente fuso e servite con sangue di pipistrello (succo purissimo di frutti di bosco!)



lunedì 1 ottobre 2012

La (miracolosa) Torta d'Oro



Ho fatto dei salti mortali per esserci. Sfatta da una settimana no stop di shooting milanesi tra richieste deliranti di altrettante deliranti agenzie pubblicitarie e direttori creativi poco creativi, supermercati e fruttivendoli e giri vorticosi mai visti. E shooting in VilleFavolose con padrone acide come limoni acerbi norvegesi e piene di sé, preoccupatissime nel vedere che 40 persone imperversavano nei mq che loro avevano affittato a carissimo prezzo per girare l'ennesimo spot pubblicitario della maionese turca... 
Ecchestress e ecchepazienza! Finalmente sabato (con insonnia notturna allegata), sveglia ore 7 (sempre causa insonnia da emozione) e pulisci tutta casa, riordina, fai la valigia, impacchetta e chiudi e parti direzione montagna (con annesso stop tecnico da Ikea a comprare i piumini e km con i tacchi e il mac a tracolla per corridoi stracolmi di famigliole annoiate tra gli scaffali...). Svenire sarebbe stata la mossa giusta dopo una settimana da follia ma non potevo permettere che quel compleanno passasse senza una delle mie torte. E no, mi spiace, ma la torta DEVO farla, piuttosto schiatto ma non puoi festeggiare senza una torta preparata con le mie mani. E così è nata sotto queste stelle contrarie la torta d'oro, mio rifugio di coccole e benessere da quando la incontrai qualche anno fa sulla mia strada.
Peccato però che mancasse lo strumento fondamentale per realizzarla: bi-lan-cia.





Arggghhhh! E così vai di bicchieri, mezzi bicchieri, mezzi pacchetti, cucchiai e occhio ( e c...o oserei dire!). CI siamo incollati come imbecilli a guardare il vetro, ammirare come la torta crescesse e si spaccasse facendo fuoriuscire burro e morbidezza invitante. E l'abbiamo studiata, scrutata, curata per tutto il tempo. Risultato? Il giorno dopo era davvero super, è stata la nostra colazione delle pigre e lente mattine successive e solo perchè finita non siamo andati avanti a mangiarla per giorni !


INGREDIENTI
::  250 gr di farina ::
::  50 gr di frumina  ::
::  200 gr di ricotta ::
::  3 uova  ::
::  40 ml di olio di semi ::
::  150 ml di latte  ::
::  350 gr di zucchero ::
:: uvetta e pinoli  ::
:: tre quarti di bustina di lievito ::
:: scorza di un limone ::
::  2 mele golden ::

Semplicemente con una frusta a mano montate lievemente le uova con 200 gr di zucchero, poi aggiungete anche la ricotta e amalgamate bene. Versate quindi a pioggia con un setaccio la farina miscelata alla frumina e al lievito intervallando con il latte e l'olio. Ultimate con la scorza di limone e ora potete scegliere cosa preferite fare. O fate un caramello con i rimanenti 150 gr di zucchero e lo versate sul fondo di una tortiera rivestita di carta da forno, oppure sul fondo mettete lo zucchero così com'è intervallato da fiocchetti di burro (diciamo 50 grammi circa). Sopra il caramello (o zucchero e burro) mettete le uvette rinvenute in acqua tiepida e i pinoli, poi a raggiera mettete fettine di mele tagliate sottili e versatevi l'impasto. Cuocete in forno a 175° per circa 45 minuti e ancora calda ribaltate sottosopra. Servite fredda o tiepida!




giovedì 26 luglio 2012

A tavola con.... Silvia e Nora!!!



Erano le 8 e mezzo di un primo marzo, umore fetente come ogni buona mattina che si rispetti e quel lieve senso di agitazione che accompagna qualsiasi shooting prima che inizi. Cerca parcheggio, scendi dalla macchina, porcaccia quanti diavoli di kg di legumi ho da trasportare in questa borsaccia gialla limone.... ma non potevo continuare a fare quella che passa 12ore davanti al computer invece che scegliere e desiderare fortemente un lavoro che solo un matto vorrebbe fare? Divagazioni nel mio cervello quando ho visto lei. Mi è venuta incontro con un sorriso incredibile. "chiara? Sei tu? ti ho riconosciuta solo dal logo del sacchetto! Che bello rivederti dopo anni". In effetti sì, ci eravamo incontrate qualche anno fa alla fine di una serata tenuta per le blogger da Voiello a Milano. Me la ricordavo esattamente come è, solare e bellissima.

Da quella mattina del 1 di marzo di mattine insieme ne abbiamo poi passate davvero tante... Oddio, a dire la verità molti pomeriggi perchè se inizialmente tenevo alla puntualità nell'arco dei mesi la stanchezza ha prevalso e non sono mai riuscita a presentarmi prima delle 11 passate in studio da lei. Ricordo il senso di strana euforia a fine prima giornata di lavoro, perché Silvia ed Eleonora sono state meravigliosamente straordinarie dal primo istante.
Questo posso certamente dire è stato un lavoro complesso, molto faticoso a tratti (la calura milanese e il forno a 200° hanno provato a uccidermi davvero!) e di una bellezza rara. Oggi porto con me il ricordo di molti momenti preziosissimi: il thè freddo del mattino tra chiacchiere e riassunto gossip dei giorni precedenti,  "dai dai facciamo le foto anche alle melanzane ripiene che poi le mangiamo per pranzo insieme ai cannelloni al timballo di crespelle e alle polpette", la bravura e il talento incredibile di Silvia, le mie paranoie compulsive con le quali ho ossessionato lei e Nora per mesi, la voglia di ridere ridere ridere.



Grazie Silvia, Grazie Nora.
Siete davvero l'incontro più bello che io potessi desiderare e non vedo l'ora di avere queste mie chiappe biancolatte sulla nave che ci porterà alla nostra settimana di delirio!!



Le foto sono una piccola preview delle 100 ricette che abbiamo sviluppato, sono state tutte scattate da Silvia come fotografa e io mi sono occupata solo del food styling e della ricettazione per il sito a tavola con Annalisa. Trovate tutto qui, se vi va... nelle prossime settimane verranno inserite tante nuove idee tutte da provare! stay tuned!






giovedì 12 luglio 2012

Dal mio angolo di Pace: insalatina aromatica zucchine & chèvre



Ci sono angoli che restano privati. E di cui ho una gelosia infinita. Questi 2 mesi sono angoli solo miei, in cui mi sono ritrovata, in cui la vita mi ha regalato tutto quello che ho, a lungo, cercato.

E' arrivata Lei, in tutta la sua meravigliosa bellezza. Non sono stata io a sceglierla, lei ha scelto me.
Perché aveva bisogno che qualcuno si prendesse cura di lei, aveva bisogno che un cuore grande le desse l'Anima che si meritava.
Quando sono entrata qui per la prima volta ho sentito e riconosciuto come prima cosa il suo odore: Casa.

Dopo 4 giorni era mia.

Da quel giorno di giorni ne sono passati poco più di 30. 
E da una settimana il mio cuore risiede qui dentro, in questi 65 mq che mi hanno regalato tutto quello che in anni mi era stato sottratto e negato. La possibilità di essere felice.

Sono arrivata qui dopo un percorso lunghissimo, fatto di mille spigoli e di mille cadute e mille e oltre volte che mi sono asciugata le lacrime con il dorso della mano e come una bambina testarda mi sono tirata in piedi pronta a ricominciare con gli occhi ancora umidi e la fierezza e tenacia che mi caratterizzano.
Sono arrivata qui per caso, perché sono convinta che lei quel giorno mi abbia chiamata e mi abbia fatto leggere quelle lettere nere su fondo arancione che prevedevano la vita che sarebbe stata: Affittasi.

L'amore che provo per questo luogo appartiene solo a me e non trova nessuna corrispondenza nelle parole. L'amore che mi spinge a passare le mani su ogni singolo centimetro, scoprendo superfici e angoli e scanalature del legno color avorio e vecchie ferite nell'intaglio del parquet antico e bellezza sconfinata nelle bianche porte e nei bianchi davanzali e dettagli ancor non visti nell'affresco sul soffitto. E stupore per ogni riflesso di luce e per ogni angolo di pace che qui dentro riesco a provare.

Questo è il luogo dove posso permettermi di piangere una delusione senza sentirmi giudicata, dove posso far battere il cuore per una magia che sta nascendo, dove posso ridere senza ritegno e non vergognarmene. E dove posso iniziare la mia vita da adulta.
Da sola. Pensando a quanto sarebbe orgogliosa mia nonna nel vedere la donna che sono diventata.








So che mi vedi e che ci sei da qualche parte: la coperta di Eva la sto finendo proprio ora. Dopo 7 anni di lavoro.
I 7 anni della tua assenza, solo fisica. Sei qui con me, in ogni lacrima che mi viene agli occhi appena ti penso. In ogni volta che alzo la testa con orgoglio perché tu avresti voluto così. In ogni traguardo che vinco e che ti dedico. Abbracciami ancora un po', anche se ora sono grande ho sempre bisogno di te.




Il caldo, il poco tempo a disposizione, la spossatezza e la stanchezza dovuta ad 1 anno che penso e sviluppo ricette.
Ho bisogno di qualcosa di leggerissimo e velocissimo senza perdere in gusto.
Misticanza + zucchine + menta +pimpinella oppure santoreggia + chèvre.
Con una goccia di extravergine, sale e pepe nero. E una bruschetta casereccia.
Perfettissimo.


Grigliate le zucchine, mettetele a profumare con trito di menta e santoreggia (o menta e basilico, o menta e timo, o menta e pimpinella), un goccio di olio, sale e pepe. Condite la misticanza con zucchine, pezzetti di chèvre e ancora olio, sale e pepe. Accompagnate da una bella fetta di pane casereccio abbrustolito sulla griglia.
Enojy!!





mercoledì 30 maggio 2012

Per il pozzo dei miei adorati difetti: Pasta al pesto di menta & pecorino



Ho imparato a volermi bene. E non è stato facile per niente. Voglio bene anche a tutti i miei difetti, dal primo all'ultimo. E dirò di più: voglio più bene ai miei difetti che ai miei pregi, perchè loro mi hanno fatta tribulare, penare per anni, dannare l'anima per notti intere e infine li ho dovuti perdonare, accettare, accogliere e stringere a me. Sono una dannata testarda, più cocciuta di una mula recalcitrante. E sono permalosa come una scimmia. Sono pure vanitosa. E a volte egocentrica. Sono pigra, di una pigrizia atavica, sfondata, senza senso e senza misura, dormirei giorni interi sul divano sotto una coperta rigirandomi sul lato destro o quello sinistro come unico sforzo. E golosa, irrimediabilmente golosa e ingorda di tutte le cose che fanno male: mangio interi sacchetti di patatine, una ad una spalmate di ketchup o intinte in senape piccantissima. Sono anche acida come il famoso limone acerbo cresciuto ad Oslo, pungente e acre come fumo negli occhi quando mi ci metto. E bisbetica, isterica, nevrotica, lunatica, sprucida e scostante.
E disordinata a livelli galattici, metto a posto i vestiti solo quando la sedia sulla quale a strati li butto non si capovolge facendoli crollare sul pavimento.
E mi innamoro sempre degli uomini più sbagliati su questa terra, quelli che mi faranno sanguinare e strisciare e vomitare, e più le mie storie sono a senso unico più io ho gli occhi a cuore.


Eppure, al di là di questo oceano di negatività, io mi voglio bene. E ho imparato a rispettarmi innanzitutto e anche a mettere me stessa al primo posto delle mie priorità.


Sono un pozzo senza limiti di imperfezioni, nefandezze, mostruosità.
Eppure non mi cambierei di una sola virgola, di una sola doppia punta, di un solo rotolino di ciccia o smagliatura o brufoletto isterico impazzito.




Questa ricetta l'ho assaggiata di recente in una delle tante pause pranze di giornate da 20 ore di lavoro. E' davvero super buona, provatela e spero vi piacera!


INGREDIENTI
::  un mazzetto generoso di menta  ::
::  un pezzetto di pecorino (io ho usato il brigante, pecorino morbido)  ::
::  una manciata di pinoli  ::
::  qualche foglia di basilico  ::
::  un pizzico di sale  ::
::  olio extravergine di oliva  ::



Mettete i pinoli in freezer: aiuteranno a mantenere vivo il verde del pesto. In un mixer frullate a quantità desiderata gli ingredienti tenendo conto di non esagerare con il formaggio e aggiungendo olio a filo man mano fino ad ottenere la consistenza desiderata. Cuocete la pasta al dente, in una padellina mettete il pesto con un cucchiaio di acqua di cottura della pasta e mantecate per qualche secondo. Servite subito!





venerdì 18 maggio 2012

Contro le jatture degli ultimi 6 mesi, crostata con crema amande e frutti di bosco


 Pubblicherò questo post quando sarò rientrata in base. Dove sono finita? E chi lo sa, almeno, io non lo so onestamente. Fisicamente mi trovo nel mio “buen retiro”, sono bellamente seduta su una sedia a sdraio imbottita sotto il mio portico, sottofondo di grilli del bosco, avvolta in una coperta di lana . Sono le 20, 50, mi trovo in questo luogo mooolto isolato da ieri perché ho preso e sono scappata dalla città. Le jatture sono state decisamente troppe al che ho pensato che prendendo la macchina e percorrendo questi 100 km magari le avrei disseminate. E’ un giovedì da caldo record, il sole di oggi mi ha ustionata e sebbene io sia circondata da pini montani anche qui ci sono stati 27 gradi quasi. Da dove ha inizio tutto? Da 6 mesi fa, forse 7. Dopo 6 mesi di tira e molla con MisterEx, mio bellissimo (ex) fidanzato di design, ero riuscita a convincerlo ad andare in vacanza insieme. Lui è il MisterBig all’amatriciana, de noantri. Quasi quarantenne, rampantissimo avvocato milanese, fascinosissimo, brillantissimo, elegantissimo, simpaticissimo, coltissimo… imprendibilissimo! Trascorriamo la nostra settimana in terra sarda nella lussuosissima tenuta che avevamo affittato (a un prezzo modico però eh!) nell’idillio tra topi grandi come gatti in casa, rane e animali di ogni tipo fuori dalle mura, acqua ghiacciata in bagno e un rientro Olbia-Genova che se non sono morta o di paura o di annegamento è solo che faccenda miracolosa. In ottobre decido che sì, è arrivato il momento di comprare casa: eh già, il tranello è teso. La compro io ma a suon di pollo ai peperoni & pizze all’unto ti accalappio e con l’inganno ti porto a vivere con me, ah ah! Trovo così la casa: bella, luminosissima, con un arco che è un sogno. Mia, mia, miiissima! Ma…. Ma la famigerata immobiliare che inizia per Pir e finisce con Elli guarda caso si dimentica di dirmi che il proprietario che vende non è il proprietario e dopo aver scartabellato chili di scartoffie tra tribunali, avvocati, notai e affini ne viene fuori che la compravendita è più losca della truffa Parmalat e di truffe si parla. Triste ma rassegnata dico ciao con la manina alla mia casa. E con lei se ne va pure MisterEx, annoiato e scontento della relazione dopo 5 anni si fa di fumo con i miei sogni di famiglia e convivenza. E chissenefrega, vattene brutto panzone che non sei altro, non sei nemmeno così bello come credi ecco (SNIFF, SOBB, datemi un altro kleenex).



 L’orrido e gelido inverno passa portando con sé le mie tristezze e in quel di febbraio un’immobiliare mi contatta: hanno la casa per me. Ma sì, me ne vado io a vivere da sola alla faccia tua, sai come sto bene, sai che pacchia senza i tuoi calzini sporchi e maleodoranti dopo gli allenamenti, senza i tuoi peli sparsi come un tappetino in bagno, senza le tue camice e completi da stirare. Tiè. La casa è lì: bella, bellissima, con il balcone che guarda verso le montagne lontane, con la cucina che è una bomboniera. E ricomincia con il direttore di banca e mise da guerra per estorcere il mutuo con mezzi ai limiti del lecito (no beh dai ero solo elegante come se stessi andando ad un ballo monegasco con i Principi), e conti in tasca e richieste e carte bollate e… in un mese le facciamo sapere. Passa il mese, con altri deliri come l’asportazione di un neo sospetto. “ma va chiara non essere tragica, che vuoi che sia un neo, sei ridicola”… La ridicola si è beccata 4,5 cm di taglio e 9 punti di sutura e un decorso che non è stato esattamente come una passeggiata a mangiare un gelato alla vaniglia & pistacchio. E sia, passata pure questa. Arriva la data e speranzosa chiamo la mia agente che con tono lugubre mi dice “mi spiace ma la proprietaria non ha accettato perché non ha trovato dove andare a vivere lei”. Le bestemmie e insulti che sono volati li so io e nessun altro al mondo, oltre i miei, i miei vicini di casa, le mie amiche, il mio capo ;) PorcacciaLadracciaMignottaccia ora mi tocca ricominciare la ricerca, e che palle di qui e che palle di là---- DRIIIINnnnnNN (telefonata del mio editore) “Sono spiacente di dirti che delle due testate che sviluppi per noi una chiude (Ergo ti diamo la metà dei soldi che ti davamo e Dio solo sa se questo ricettario continua o ti togliamo anche questo che ti resta). EMMISONOROTTALEPALLE, ecco! In 6 mesi ho: due case in meno, un fidanzato di Design in meno, una scucchiaiata di pancia (ma non di ciccia) in meno e un lavoro in meno. Per questo sto qui, medito nel buio del portico, tra lo scampanellare delle mucche e i grilli pensando che poteva andare peggio, che tutto quello che se ne va lascia il posto a qualcosa che arriverà e che la vita è una continua montagna russa: attese di ore per fare i biglietti (e trovare case degne, lavori possibili, fidanzanti non agghiaccianti) molta adrenalina, momenti di panico, attacchi di vomito, la sensazione di voler abbandonare la corsa spesso e volentieri ma pur sempre emozionantissima e terribilmente affascinante.


Per la frolla
::  300 gr di farina ::
::  150 gr di burro  ::
::  1 uovo ::
::  100 gr di zucchero a velo ::
::  scorza di un limone ::
::  un pizzico di sale  ::

Per la crema 
:: 250 ml di latte  ::
::  16 gr di farina  ::
::  40 gr di zucchero  ::
::  60 gr di burro  ::
::  60 gr di zucchero a velo   ::
::  60 gr di farina di mandorle  ::
::  2 tuorli + 1uovo  ::
::  scorza di un limone  ::
::  150 gr tra lamponi e mirtilli  ::

In una terrina lavorate a crema il burro con l'uovo, il limone, il sale e lo zucchero a velo. In un solo colpo aggiungete la farina e con la punta delle dita amalgamate molto velocemente lapasta in un panetto. Avvolgetela in pellicola alimentare e fatela riposare in frigorifero un’ora. Preparate la crema pasticcera: in un pentolino portate a bollore il latte con la scorza di limone in infusione.  In un altro pentolino amalgamate due tuorli con lo zucchero semolato e la farina, dopodiché versate a filo il latte filtrato e mettete sul fuoco: cuocete la crema rigirandola fino a bollore poi spegnete. Foderate una tortiera da 22 cm con la pasta frolla e mettetevi sopra un disco di carta da forno con appoggiati dei pesi, ad esempio fagioli secchi. Cuocete “in bianco” in forno a 170¡ per circa 10 minuti, eliminate i pesi e continuate la cottura per altri 5 minuti. In un mixer frullate la farina di mandorle con il burro a pezzetti, lo zucchero a velo e l’uovo e aggiungete il composto alla crema pasticcera: versate il tutto nel guscio di frolla, decorate con i lamponi e i mirtilli e cuocete a 170¡ per 25 minuti, il tempo che raddenserà la crema. Se i bordi della crostata dovessero scurire troppo potete proteggerli avvolgendoli con carta stagnola!

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