domenica 21 dicembre 2008

Che sia un Dolcissimo Natale


Ebbene siamo giunti a chiusura pre-natalizia di questo mio angolo. Fino a dopo Capodanno questo spazio rimarrà silenzioso, la sottoscritta va via qualche giorno e non avrò modo di aggiornare di venirvi a trovare. Però idealmente vi abbraccio tutti forte forte, e visto che ci sono, e visto che siamo in chiusura di un anno che è stato davvero incredibile per me, ci tengo a ringraziare una persona. Questa persona, che mi ha anche dato la ricetta di questi buonissimi biscotti-cavallini, ha cambiato il mio percorso, mi ha aiutata a realizzare un sogno che rincorrevo da anni, e io provo nei suoi confronti un senso di gratitudine infinito: il mio mitico capo. Io non so dove sarei oggi se non ti avessi incontrato, probabilmente in una qualsiasi sera a casa, con l'ansia di dover andare in agenzia domani e il tarlo nella testa di voler cercare di dare una svolta al mio cammino.  E invece ho nella testa e nel cuore la grande serenità che questa fantastica avventura ogni giorno mi regala! Che dirti... che spero che tutta la gioia che tu mi hai dato la possibilità di vivere,  tu possa averla triplicata per infinite e ancor più infinite volte. Nessuna parola è sufficientemente grande. Ah... Anche la Wilmetta ti ringrazia di cuore...ih hi ih!

Allora, per Natale data la crisi e dato il fatto che ogni anno mi ritrovo a cercare regali assurdi, ho deciso che per tutti sarebbero stati biscotti. Ho iniziato questa iper produzione 2 settimane fa circa, e oggi eccovela qui: Baci di Dama, Shortbread alle Mandorle, Biscotti Speziati al Mais, Vanillakipferl e Margherite di Stresa. Questi sono i miei auguri di Natale!

BISCOTTI DI MAIS SPEZIATI 
  • 300 g di farina gialla fine (tipo fioretto!)
  • 150 g di farina bianca
  • 170 g di burro 
  • 160 g di zucchero a velo 
  • 50 g di buccia d'arancio candita 
  • 4 g di
  • lievito in polvere  
  • 1 uovo  e 1 tuorlo d'uovo 
  • la buccia grattugiata di 1 limone 
  • 1cucchiaino di spezie miste in polvere ( cannella, zenzero, anice stellato)  
  • un  pizzico di sale

Setacciare la farina bianca e la farina gialla sulla spianatoia, disporla a fontana, mettervi al centro lo zucchero a velo setacciato con il lievito, l'uovo, il tuorlo d'uovo, la buccia grattugiata del limone, il burro ammorbidito a temperatura ambiente e  diviso a pezzetti, la buccia d'arancia candita tritata , le spezie miste e un pizzico di sale; impastare rapidamente gli ingredienti senza lavorare troppo l'impasto, avvolgerlo in un foglio di pellicola trasparente e farlo riposare in frigorifero per 1 ora circa.  Stendere la pasta allo spessore di 3 mm circa e ritagliare tanti biscotti di forme a piacere e cuocere in forno preriscaldato a 190° per 12 minuti circa. Io li ho decorati con perline, cioccolato bianco e fondente e glassa.


SHORTBREAD ALLE MANDORLE
  • 75 gr di zucchero
  • 150 gr di burro
  • 175 gr di farina
  • go gr di farina di riso
  • 75 gr di mandorle
  • 1 fialetta di vanillina
  • mezzo cucchiaino scarso di sale

Eliminate la pelle delle mandorle, fatele tostare nel forno a 180° per qualche minuto e tagliatele a fettine. In una ciotola impastate il burro ammorbidito a temperatura ambiente con lo zucchero, il sale e la vanillina fino ad ottenere una crema. Unite tutto di un colpo le farine e metà delle mandorle sfilettate e formate una palla. Fate riposare la pasta in frigo per un'ora. Stendete la pasta ad un'altezza di 8 mm circa, ricavate delle stelle, sulla superficie mettete per decorare le mandorle rimaste e spolverate con zucchero semolato. Fate riposare 10 minuti i biscotti in freezer, e cuocete nel forno a 170° per 15-20 minuti circa


Le ricette dei Vanilla Kipferl, delle Margherite di Stresa e dei Baci di Dama le ho semplicemente prese in rete da Cavoletto, Pinella, e da ChefBlog. Un bacio a tutti voi, che sia un dolcissimo Natale!





venerdì 19 dicembre 2008

Sformato di Panettone e tante emozioni


Ci sono cose che nella vita non trovano spazio, non trovano posto, non trovano parole: le emozioni enormi. Una cicatrice in una mano apre una voragine di ricordi che danno un pugno nello stomaco. Un pezzo di carta igienica arrotolato come per magia su un albero spoglio sembra messo lì ad arte ad aspettare i nostri occhi. Il vento freddo su un tramonto rosa della città in un momento così celeste che è il copione di un film, e dei protagonisti di un intreccio che sono consapevoli della trama assurda del tutto, e stringono mani senza parole. C'è un libricino scritto anni fa, che si pensava fosse importante, che fosse Tutto Lì. E ora, a distanza di tempo, capiamo che quella era solo la prefazione di una favola senza lieto fine, ma che è di una bellezza così struggente che leggerla è sempre un'emozione che lascia in una dolcissima apnea di dolore. Cicatrici. Ne ho anche io, non solo tu, e ne vado anche estremamente fiera. Il leone rosso ruggisce sempre.

Ok, prefazione un po' criptica per questa ricetta meravigliosa che mi ha fatto conoscere il mitico Iviano... Ricetta di Gualtiero Marchesi, molto facile, molto buona, molto calorica...ih ih ih!


DOSI PER UNO STAMPO DA UN LITRO E MEZZO
  • 500 g panettone
  • 150 g zucchero
  • 4 uova
  • 4 dl latte
  • 1 dl panna
  • 1 dl marsala secco
  • 1 bustina vanillina
  • 70 g mandorle o nocciole leggermente tostate
  • 70 g cioccolato fondente
  • 20 g burro
  • un pizzico di sale 
Imburrare uno stampo da plum-cake della capacità di 1,5 l circa. In una ciotola mescolare le uova con lo zucchero; aggiungere la vanillina, il sale, la panna, il latte e il marsala e mescolare facendo amalgamare bene gli ingredienti. passare al passino.Tritare grossolanamente le mandorle e dividere il cioccolato a scagliette. Privare il panettone della crosta, tagliarlo a fette dello spessore di 1 cm circa, distribuirne uno strato nello stampo preparato , cospargere con un poco delle mandorle tritate e scagliette di cioccolato e versarvi una parte del composto di uova, latte e marsala.Continuare con un altro strato di fette di panettone, mandorle, cioccolato e una parte di composto; terminare con le fette di panettone; gli ingredienti dovranno occupare 2/3 dello stampo; versarvi il composto rimasto facendolo assorbire completamente.Porre lo stampo in forno a 170° e far cuocere il dolce per 50-60 minuti.Toglierlo dal forno, lasciarlo raffreddare e sformarlo sul piatto di portata.IO l'ho servito con una salsa vaniglia, ovvero una crema inglese alla vaniglia. Buonissimo anche se fatto fino a tre giorni prima conservato in frigo e tenuto 2 ore a temperatura ambiente prima di gustarlo!



E ora....La CarissimaImma, che io adoro e ringrazio perchè è una donna davvero incredibile e che spero prima o poi riuscirò a incontrare, mi ha girato questo gioco "la letterina a babbo natale "che prevede poche regole: si tratta di fare un post con una letterina a Babbo Natale, le regole sono davvero poche: 1) ci deve essere tutto, dai regali spirituali (sarò più buono e andrò sempre a letto presto...) ai regali materiali.2) un regalo per il mondo 3) scegliere 5 amici a cui girare il gira-gioco4) mettere una figura che vi piace di Babbo Natale e scrivere che l'ha lanciato Anna Paola

"Caro BabboNatale, che cosa posso dirti...credo che dovrei cercare di essere una persona meno aggressiva e più comprensiva, credo che dovrei imparare a non tenere rancore e a cercare di perdonare chi mi ha fatto del male, forse non era intenzionale... Dovrei essere paziente, verso gli altri, verso i miei familiari in primis, e poi dovrei smettere di essere sempre così esigente verso me stessa e accettare i miei limiti. Però, lo so che è Natale, ma io quest'anno non chiedo regali: io voglio ringraziare. Quest'anno ringrazio chi ha creduto in me, ringrazio il buon Dio che mi ha progettata donna determinata e tenace e coraggiosa, ringrazio la vita che è stata generosa e che tanto mi ha dato in questi mesi, ringrazio per le emozioni, per le lacrime, per le vittorie, e anche per le sconfitte, che mi fanno crescere. Ringrazio chi mi ama, chi a distanza di anni mi vuole bene in modo incondizionato e purissimo, ringrazio chi mi stringe le mani forte facendole vibrare, chi mi sostiene e chi mi fa ridere, come le amiche. Ringrazio perchè sono fortunata e raccolgo l'amore che semino e la voglia di mettersi ogni tanto a nudo senza troppe maschere.
NOn vorrei regali materiali, davvero non mi servono, a parte un piccolo cruccio di donnina (ah...quel profumo mi piace da matti...) ma vorrei solo serenità e salute e calma e pace. E mando un abbraccio pieno di calore a tutti gli amici che passano di qui, grazie di cuore. Giro questa lettera a NightFairy, a Moscerino, a Serena, a Simo e a TwoSTella!

domenica 14 dicembre 2008

Natale si avvicina...Shortebread Lampone&Cioccolato Bianco ***


Andata, partita, tornata... La valigia piena di sogni e speranze e il mio lettore MP3 ad accompagnarmi! Mi spiace non riuscire a fare tutto, non aggiornare molto il blog, non venirvi tanto a trovare, però... Credo che chiunque in questo periodo sia alle prese con pranzi, cenette, impegni di lavoro, regali da fare! Quindi...sono scusata? Il mio forno va 20 ore su 24, inforno biscotti e dolcetti come un'indemoniata, alla fine del periodo lo farò benedire con dell'Acqua Santa, perchè non ne potrà più nemmeno lui, il povero forno di anni 30 circa! Questi biscottoni di oggi sono molto buoni, per veri golosoni e veri romantici...

DOSI PER 10 biscottoni circa
  • 75 gr di zucchero
  • 150 gr di burro
  • 225 gr di farina
  • una fialetta di vanillina
  • marmellata di lampone (se la fate voi con lamponi freschi è anche molto più buona)
  • 40 gr di cioccolato bianco
  • sale
Gli shortbread sono dei biscotti scozzesi, che non hanno uovo nell'impasto, fatto solo da zucchero burro e farina. Prendete lo zucchero, la vanillina, il sale e il burro a temperatura ambiente e mescolateli fino ad ottenere una crema morbida. A questo punto aggiungete tutta d'un colpo la farina e avendo cura di non impastare troppo formate una palla. Questi impasti vanno toccati pochissimo per rimanere morbidi e friabili, davvero meno mescolate e impastate, più i biscotti saranno friabili e buoni. Lasciate riposare mezz'ora in frigo. Stendete la pasta a7 mm di spessore e con le formine fate dei cuori, metà pieni e metà con il buco centrale. Sulla metà piena, con un pennello da cucina prima passate la marmellata, e poi una spolverata di cioccolato bianco a scagliette. Appoggiate sopra la metà a forma di cuore con il buco, e a questo punto riempite con ulteriore cioccolato bianco e marmellata il foro, fino al livello della pasta. una volta formati i biscotti metteteli in freezer per una decina di minuti: questo vi aiuterà a mantenere la forma in cottura. Cuocete per 25 minuti circa in forno a 170°.

martedì 2 dicembre 2008

La mia cioccolato&pere al profumo di rum



Si avvicina il Natale e comincio a respirare aria di preparativi e di grandi impegni. Già, una partenza alle porte, devo preparare delle cose da portare, la valigia....Sì, ma per lavoro, non per vacanza! E va benissimo così, potessi fare più viaggi del genere sarei una persona ben contenta...No, non pensatemi con i sandali ai piedi e un trolley pieno di costumini e parei pronta per chissà quale impegno che mi porta a fare un non meglio specificato progetto ai Caraibi! Non sono così tanto fortunata, ah ah!
Periodo anche di grandi scombussolamenti alimentari, io golosissima di salato, sono diventata amante del dolce, cosa che mi risulta strana...boh, che dire...anche giusto cambiare ogni tanto! E da qui mille dolcetti girano per casa, sarà che amo fotografare i dolci, sarà che già 7 anni fa avevo come sfondo del mio computer una vastissima selezione di meravigliose foto di ciambelle, crostatine ai frutti di bosco e zuccheri puri. Questa torta è stata sperimentata non solo da me, e tutti ne sono rimasti davvero ben entusiasti. A breve farò anche la versione "crostata cioccolato&pere", per ora iniziamo da quella morbidona e alta! E allora...via, ecco la ricetta!

DOSI PER UNO STAMPO DA 22 CM circa
  • 1 vasetto yogurt muller alla vaniglia ( o anche altro gusto va benissimo)
  • 2 vasetti abbondanti di zucchero
  • 3 vasetti di farina
  • 1 di olio di semi (io girasole)
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito
  • 4 pere belle mature 
  • cannella
  • mezza fialetta di aroma rum
  • rum
  • 1 tavoletta cioccolato al 70%
  • cacao amaro


Sbucciate le pere, tagliatele a fettine e mettetele a marinare con un po' di rum e una spolverata di cannella.
Nel frattempo prendete una terrina e metteteci lo yogurt, lavate  il vasetto che servirà da dosatore e iniziate con la torta. Prendete le uova,
aggiungetele allo yogurt e amalgamate bene. Aggiungete lo zucchero, la farina, il lievito, il vasetto di olio per ultimo. Quando il composto è bello liscio aggiungete 5 cucchiai di cacao setacciato in polvere  e mezza tavoletta di cioccolato sciolto a bagno maria. L'altra metà tavoletta la spezzettate  a pezzetti piccoli e la aggiungete al composto. A questo punto, aggiungete la mezza fialetta di aroma rum e siete pronti. Aggiungete le pere al composto, amalgamate bene e infornate nella tortiera di alluminio direttamente senza mettere carta da forno o burro o altro: la torta deve avere da cruda un'altezza di circa 3 dita, diventeranno 4 dita da cotta. Cuocete in forno a 160° circa per circa 45 minuti.ì, in base anche alla tenuta del vostro forno. Si conserva morbidissima per anche 3 giorni!




venerdì 21 novembre 2008

I dolci cannoli di una meravigliosa avventura



Venerdì, non lavorativo. Oggi sono leggera, felice. Mi capita di rado, corro sempre moltissimo, e per una volta oggi no. Faccio con calma colazione, vado a fare la spesa. Torno. Il sole  pallido ma il cielo azzurro sul mio angolo di mondo, il mio paese. Un allegro girotondo di foglie balla nel vento sulla strada deserta. I rami dondolano armoniosi con le chiome gialle. Foglie ovunque su queste strade alberate, sui giardini, sulle villette. Sembra davvero di essere nel 1800, in un primo pomeriggio di autunno. Le giostre sono vuote, data l'ora del pranzo, aspettano che i bimbi arrivino festanti nel pomeriggio. Un albero di cachi con i suoi meravigliosi frutti arancioni maturissimi in un giardino governa la vista. Il grosso terranova, da me sempre soprannominato   Sugo che invece recentemente ho scoperto chiamarsi Priscilla (!) dormicchia con un occhio aperto e uno chiuso sotto il portico di una villetta bianca. Un uomo scuote la tovaglia dalla porta di ingresso. un gruppo di bambini allegri attraversa le vie deserte: una bellezza malinconica che prende lo stomaco. Dei lavori stradali mi obbligano a guidare in una via a senso unico in direzione opposta. Per la prima volta in 25 anni percorro quel pezzo di strada al rovescio, e ho un'altra visione delle case, delle villette, dei giochi, degli alberi, della vecchia torre dell'acquedotto. Un'altra prospettiva. Questo mi ha portato oggi ad essere leggera, il mio voler vedere la mia vita da un punto di vista differente. La felicitࠏ una conquista difficile, dura, faticosa. Ma io ho scelto di essere felice, e oggi, anche se le apparenze mi danno sempre molto "nervosetta", sono una persona migliore. E felice. Felice di godermi delle cose che prima non avevo. Felice di avere la consapevolezza di essere felice. Felice di aver intrapreso un cammino con coraggio e quel pizzico di incoscienza che talvolta  necessario. Questo momento di leggerezza, di gioia, lo dedico con questo post ad una persona che c'è,  silente, talvolta  sfuggente, assente. Ma se non ci fosse stata oggi non sarei qui, a scrivere un blog, a lottare per un sogno che ho realizzato grazie al suo appoggio. Grazie ad una lettera bellissima ricevuta un anno fa insieme a 3 libri, che mi hanno fatta piangere e aperto il cuore e cambiato la vita. E ho capito che la paura ci fa rimanere sempre sulla stessa strada, mentre talvolta il coraggio ci fa diventare persone migliori. A lui devo dire grazie, perch l'appoggio e il sostegno in questa fantastica avventura mi hanno permesso di regalarmi una possibilità di gioia: grazie Joux. Lui. Golosissimo di cannoli siciliani.



DOSI PER 15 CANNOLI CIRCA
  • 200g di farina
  • 20g di burro
  • 30 gr di zucchero
  • 2 cucchiai di marsala secco (o di più se l'impasto dovesse risultare troppo duro e difficile da stendere), 
  • un pizzico di sale
  • 1 cucchiaio di cacao in polvere
Per la farcia
  • 600 gr di ricotta di pecora freschissima
  • 80 gr di zucchero a velo vanigliato
  • 70 gr di cioccolato fondente al 70%
  • ciliegine candite

Fate la pasta mescolando la farina, il cacao, lo zucchero e il burro sciolto a bagnomaria con il marsala: se la pasta risultasse molto dura aggiungete ancora un goccio di marsala. Molto dipende dalla farina e dalla sua umidità. Fate riposare mezz'ora, poi stendetela in una sfoglia sottile e tagliatela a cerchi di 12 cm circa. A questo punto arrotolatela sulle canne di alluminio e friggete in olio di semi ( io uso arachide). Preparate la farcia: la ricotta deve essere rigorosamente di pecora e rigorosamente freschissima. Io l'ho prima strizzata in un canovaccio pulito per toglierne l'umidità e l'acqua in eccesso, e poi l'ho passata al setaccio 2 volte. A questo punto ho aggiunto lo zucchero a velo vanigliato, io ne ho messi 80 gr circa, perchè a me le cose troppo dolci non piacciono e perchè altrimenti andiamo a intaccare il sapore della ricotta. In ultimo mettiamo il cioccolato, precedentemente tagliato a pezzetti e pulito dalla polvere nel setaccio: questo per avere una crema bianca con pezzi scuri e non una crema già beige!!! Farcite le scorze solo all'ultimo, massimo 10 minuti prima di mangiarle. Buonissime.

domenica 16 novembre 2008

La lasagna bianca e verde della domenica


Domenica...casa. Riposo. Calma. Pensieri. Mi sveglio stamattina, la voce allegra dei miei genitori che fanno colazione in cucina. Sposati da 36anni, 4 figli e una vita di mille sacrifici. Ridono, mio padre canta una canzone mentre mia madre prepara il thè. Sembrano talvolta due fidanzatini, litigano come pazzi, si mandano a... ogni due per tre eppure si vogliono ancora un bene infinito e non possono stare separati per più di mezza giornata. Il sole entra in casa, le foglie gialle appese agli alberi che si stagliano contro un cielo azzurro autunnale illuminato da una luce gialla e caldissima. Profumo di casa. Mio nonno arriva per pranzo, a tavola c'è solo uno dei miei tre fratelli. Risate, un'occhiata fugace di scherzi, una piccola presa in giro, il solito allegro battibecco dei miei, le ore lente e la calma di una domenica novembrina che mi lascia in bocca e nel cuore il desiderio di tranquillità e la consapevolezza della fortuna che ho nel potermi essere svegliata ed essere quasi serena. Oggi il mio lato spesso un po' nervoso e arrabbiato giace sotto il profumo di casa e di famiglia.  

DOSI PER 6 PERSONE
  • Una confezione di lasagne sottilissime (io uso Sfogliavelo Rana)
  • 400 ml di panna fresca
  • 6 zucchine
  • 2 confezioni di stracchino
  • 20 foglie di basilico
  • formaggio grattugiato
  • una confezione di rucola 
Tagliate a rondelle le zucchine e fatele rosolare a fiamma alta in padella 10 minti per alto con un filo di olio. Prepariamo la lasagna: mettete uno strato di panna sul fondo, poi iniziamo la torre degli strati: uno di pasta di lasagna, sopra stracchino spalmato con un goccio di panna fresca, poi mettete ancora la pasta di lasagna, lo starto di stracchino, zucchine spolverate di grana e con sopra spezzettate le foglie di basilico e finite con un goccio di panna. Andate avanti alternando gli strati di rucola con quelli di zucchine. Sull'ultimo mettete solo abbondante panna e una spolverata di grana. Cuocete in forno a 180° per 20 minuti, finchè vedrete questa gustosissima crosticinia sulla superficie. Casa. Domenica.




mercoledì 5 novembre 2008

Vellutata verde



Da quasi due settimane piove su Milano in modo continuo. C'è una lamentela a dir poco feroce da parte di chiunque, io ormai vi dirò, mi sembra quasi normale sta pioggia, nel senso che se vedo un raggio di sole mi fa effetto e dico "mmmhhh...che tempo strano che c'è oggi!" Pazzesco! In ogni caso devo ammettere che sono così indaffarata tra lavoro e altro che non ho neanche il tempo di riflettere sulle condizioni meteo avverse, anche quando sono in macchina alla guida sono sempre lì che mi arrovello di pensieri e progetti da non farci molto caso. Meglio così. Però c'è una parte di me che invece sente eccome questa umidità: le mie papille gustative. Oggi mia madre mi ha proposto per pranzo la bresaola: l'ho guardata come si guarda un pazzo, dicendole "Mamma scusa, e domani cosa vorresti fare, una bella insalata di riso?". Così sono sempre alla ricerca di minestre e zuppe&affini per scaldarmi un pochino dal freddo, e l'altra sera mi sono preparata una delle mie due preferite: la vellutata verde

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
  • un paio di manciate di piselli secchi
  • 3 zucchine
  • 1 patata grossa o due piccole
  • basilico
  • olio extra vergine
  • un dado vegetale
  • pepe

Facilissimo: fate ammollare per un paio d'ore i piselli secchi in acqua fredda. Tagliate le zucchine e le patate, lavate i piselli secchi e mettere tutto a rosolare 5 minuti in un tegame con un filo di olio extravergine di oliva. Aggiungetevi il brodo (io per mancanza di tempo l'ho fatto con il dado, ma meglio se lo fate con le verdure fresche) e fate cuocere per un paio di ore a fuoco dolce coperto. Verso fine cottura togliete il coperchio, fate evaporare e con un cucchiaio cercate di spaccare le patate in modo da farle diventare purea. Una volta cotta la vellutata aggiungetevi abbondante basilico fresco tritato. Condite con un filo di olio a crudo, una macinata di pepe nero e se vi piace formaggio grattugiato. Comfort food!

martedì 28 ottobre 2008

La mia ricetta del cuore...le braciole dell'adorata nonna


Mi sono scervellata per un po' rinunciando alla fine: non ho una ricetta che mi lega all'infanzia. Ricette della tradizione italiana, grandi classici passano sulla tavola di questa allegra e caotica e numerosa famiglia di quattro figli, ma niente che mi leghi all'infanzia, a quei sapori e odori che ti riportano a quando eri bambino. Stamattina, nonostante il tempo pessimo, il mio umore era ottimo, un giorno da passare nel relax di casa. Colazione con caffè latte "Mamma, cosa facciamo per pranzo?" Risposta "Le braciole". Folgorazione. Lampo. Ma come ho fatto a non pensare alle braciole?

Questo è un piatto che io ho sempre e solo mangiato a casa mia, mai visto in nessun ristorante, mai da amici o a casa altrui, solo sulla mia tavola. Un piatto della tradizione sorrentina, che faceva la domenica la mia amatissima Nonna. Già, la nonna. Nonna è una parola che rievoca una vecchietta dolce e dai capelli argento che fa la calza sulla sedia a dondolo. Ecco, la mia era una nonna di un altro stampo. Dura, aspra, a tratti difficile, capricciosa, talvolta fredda. Ma una donna che io ho sempre ammirato tanto, di una forza e una testardaggine unica, coraggiosa e combattiva come un leone, una donna che sapeva essere in vecchiaia anche dolce verso i nipoti maschi, verso di me, unica femmina, a tratti tenerissima a tratti tedesca.
"Sì bella Fofò" "Sì grazie lo so" "Sì brutta Fofò" "No, questo poi no". Cantavamo questa filastrocca, non so bene cosa volesse dire, so solo che me l'aveva insegnata da bimba e la canticchiavamo allegre. La nonna, che con mia mamma sono state le due donne della mia vita in una casa di uomini, la nonna che quando eravamo piccoli ci portava una caramellina di quelle a cono, al pino, gommose, e ogni sera ce ne lasciava una a testa e quando andava via ci diceva "chiara, benedetto, vi ho lasciato la caramella sul tavolo dello studio". Era un rito, la caramella che mangiavamo tutte le sere alle otto, ma che era così piccola che di certo non ci rovinava l'appetito. La nonna, che la domenica a mezzogiorno dopo la Messa passava da casa a salutarci, e io ero ancora in pigiama e assonnata e pigra, lei era perfetta con gli occhiali da sole, il suo rossetto rosso, il basco messo di sbieco e la mantella color fuoco. La nonna che nelle foto da ragazza sembrava un'attrice di Hollywood per quanto era bella e sofisticata, anche se vestita di quel poco che la guerra permetteva e le aveva lasciato. La nonna, che quando mi sgridava le dicevo sempre per provocarla "Cosa vuoi tu, non sei mia madre" e lei rispondeva orgogliosa come non mai "Io sono tua nonna, sono mamma due volte!" girando la faccia dall'altra parte perchè offesa ai massimi livelli. La nonna, un mito.
Un mito che però non cucinava, non era amante dei fornelli, per nulla golosa. Ma aveva un piatto che faceva la domenica a pranzo: le braciole. Le facevano già sua mamma e sua suocera, tutte nate e vissute nella bellissima Penisola Sorrentina. Questo piatto sì, è il piatto dei ricordi, dell'infanzia ma anche della vita intera, perchè noi ci siamo legatissimi e lo facciamo spesso. La nonna faceva questi involtini nel sugo, e poi con il sugo ci condiva anche la pasta, mentre noi non lo facciamo più. Nonna, quanto vorrei che tu fossi anche solo un pochino orgogliosa di quello che faccio, perchè le mie scelte sono scelte di cuore e coraggio, come eri tu. Coraggiosa e con un cuore grande.

Ingredienti per 6 persone
  • 6 fettine magrissime di vitello tagliato sottile o di carpaccio
  • 6 fette di mortadella
  • uvetta
  • basilico
  • passata di pomodoro
  • pane grattato
  • sale pepe
  • olio extra vergine di oliva

La ricetta è facilissima: su ogni fettina di vitello mettere una fetta mortadella, sopra pane grattugiato tostato, uvetta ammollata nell'acqua e una foglia di basilico. Chiudere gli involtini, farli rosolare nell'olio extravergine di oliva, sfumare con del vino bianco e poi aggiungere la passata di pomodoro e basilico fresco. Cuocete a fuoco lento e coperto per una quarantina di minuti. Scarpetta obbligatoria!


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