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lunedì 25 luglio 2011

Consoliamoci: pain au chocolat





Finalmente. E' finita.
Ovviamente con un coup de theatre e un'ultima punta assassina, come da previsioni.
Questo periodo il lavoro mi ha assorbita totalmente, al punto che ho dei rasta nei capelli dato che non ho avuto il tempo di pettinarli, la pelle del corpo  spelata a quadretti come quella dei coccodrilli (risultato di due giorni di piscina, ustione fucsia e poi mai più creme idratanti), le unghie delle mani non si possono vedere sembra che io lavori in miniera e la faccia mi cade a tocchi. Come mai? Semplice: lavorare SEMPRE dalle 8 del mattino sul set e tornare SEMPRE a mezzanotte dopo 15 ore in piedi a parare deliri non è facile. Si arriva a casa che si ha solo voglia di una doccia evitando sprechi di tempo per spazzola e creme e poi nanna filata quelle circa 6 ore. Per cui sono un relitto lo ammetto e venerdì ho toccato la vetta più alta: dopo 3 giorni di tartassamento da parte del famigerato fotografo di turno (definito da una mia carissima amica che lavora nel settore "tanto carino, tanto burino"), dopo che ero lì per lui a parargli il c**o con il suo miglior cliente internazionale (ha combinato dei casini di planning atroci e davvero subdoli), lavorando senza sosta correndo per il set, preparando food per almeno 3 decine (!) di scatti fotografici, facendogli da segretaria rispondendo anche al telefono (e non si  mai vista una food stylist che risponde al telefono....), preparando caffè per i suddetti clienti (per altro adorabili) ecc ecc ecc andando anche gratis una mattina... beh, dopo tutto ciò mi ha maltrattata per 3 giorni perchè è il classico uomo che se la sa prendere solo con chi è più debole (pusillanime delle mie palle!) e chi è in condizioni di non rispondere (se solo avessi potuto...)


Come ultima cosa io vado appunto GRATIS l'ultimo giorno per fargli un favore e lui mi chiama vicino e con fare atrocemente iroso mi intima di lasciare il set! Il tutto per una sua paranoia irreale. Al che mi è presa una crisi isterica (dovuta appunto per il fatto di non aver potuto dirgli in faccia che omuncolo di m... che è ) e mi sono tappata in bagno come una bambina di 12 anni a piangere tutte le mie lacrime, con i clienti internazionali che bussavano volendo fare pipì e io che non potevo uscire causa faccia rossa maculata di pianto isterico ... porcaccia ladra. Penso che il fotografo sia sulla tazza del water da 3giorni dato le maledizioni che gli ho mandato, e se non c'è ancora finito spero ci vada presto in preda a coliche e ad aerofagia incontrollabile, augurandomi che si scateni il tutto proprio davanti ai tanto cari clienti ;))


E a me, auguro la più serena delle discese, sempre lavorando, ma meno faticosamente e consolandomi con queste meraviglie...




PAIN AU CHOCOLAT

:: 125 gr di farina 00 ::
:: 125 gr di farina manitoba ::
:: 50 gr di zucchero ::
:: 20 gr di burro ::
:: un tuorlo ::
:: 120 ml di latte ::
:: 6 gr di lievito di birra ::
:: un pizzico di sale ::
:: 100 gr di cioccolato fondente ::

per il tournage
:: 125 gr di burro ::


Fate un lievitino con 70 ml di latte latte, 50 gr di farina 00 e il lievito: mettete a lievitare per un'ora. In una ciotola mescolate il burro, lo zucchero e il tuorlo a crema, aggiungetevi poi le restanti farine, il sale e il latte fino ad ottenere una pasta briciolosa. Mescolatela con il lievitino e incorporatela lavorando energicamente per almeno 15 minuti su un piano infarinato fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Fatene un panetto e fatela riposare in frigo per circa 40 minuti. Prendete il burro e mettetelo tra due fogli di pellicola e con un mattarello schiacciatelo fino ad ottenere un panetto basso e compatto, della consistenza della plastilina: tenetelo in frigo. Ora riprendete la pasta, stendetela in una sfoglia sottile, su una metà adagiate il panetto di burro e l'altra metà libera ripiegatela sul burro formando un panetto e sigillando bene i bordi. Ora  fate i classici giri di tournage per sfogliare (il sito di paoletta lo spiega benissimo). Io ho fatto 5 giri, steso la pasta in una sfoglia grande, ricavato dei rettangoli e avvolto nei rettangoli dei pezzi lunghi di cioccolato. I rettangoli li ho lasciati in frigo tutta notte, al mattino dopo li ho fatti lievitare 2 ore e mezzo e poi cotti a 180° per circa 20 minuti. Giuro, erano buoni che non potevo crederci di averli fatti io!!! Grande ricompensa morale e di gola per questo allucinante periodo ^____________^





sabato 27 marzo 2010

Focaccia Simil Barese. Esercizi per coccolare una futura mamma



Già, anche a me la primavera mette sonno. Un sonno incredibile. Ma la ragione sta nel fatto che la notte la passo progettando, rimuginando, organizzando, facendo liste di "to do" e calcolando tempistiche, giorni di lavoro e dedicati ad altro. E finisco in questa specie di delirio adrenalinico a non dormire e a svegliarmi con un sonno atavico. Poi un caffè, doccia e si ricomincia con la lunga giornata. Arrivo distrutta a letto, yawwwnnn, ultimo sforzo la crema in faccia, spengo la luce finalmente posso dormire lettuccio morbido... ma ho segnato quel lavoro? La mail alla fine l'ho mandata o no? Allora domani faccio quello, poi passo a fare le compere per il lavoro, poi devo andare a cercare il vestito del mariage, poi no, ecco, forse è meglio se... Fino le due passate. Ora in cui devastata svengo e... Attaccano i colombi. Malignazzi, tubano tutta la notte sul tetto sopra camera mia, UUuhhhh...UUUhhh e io a girarmi e rigirarmi e aprire e chiudere la finestra a scacciarli. Ah, maledetta primavera eh eh!




La ricetta è dedicata con infinito amore a GiuliaMia, sorella lontana che ha festeggiato una data bellissima, i suoi 30 nel modo più straordinario: nella sua pancia cresce il prossimo incanto. Il cuore la porterà al nord, lontano dalla sua terra natia, e io per farla sentire "a casa" faccio prove di focaccia con i pomodorini da portarle in regalo ogni volta che andrò a trovarla. Quando ho infornato sono scesi tutti affamati come lupi in cucina, attirati dal profumo. Erano le tre del pomeriggio!




DOSI PER DUE FOCACCE

300 gr di semola di grano duro
200 gr di farina 00
mezzo cubetto di lievito di birra
3 cucchiaini di sale
1 cucchiaino e mezzo di zucchero
60 ml di olio evo
1 patata da 200 gr circa
pomodori ciliegina a volontà
una scatolina di polpa di pomodoro
olive verdi
stracchino se piace (a me piace, eccome se piace)
origano generoso
acqua q.b.



Fate bollire la patata, spellatela , schiacciatela e fatela raffreddare. Preparate il lievitino con 100 gr di farina 00, il lievito e mezzo bicchiere di acqua tiepida. Mettete a riposare coperto da pellicola per mezz'ora. Trascorso il tempo aggiungete al lievitino le restanti farine, sale, zucchero, olio e quel poco di acqua ad ottenere un impasto omogeneo. Lavorate energicamente sul piano per una decina di minuti, fate una palla, incidete una croce e mettete a lievitare due ore. Trascorso il tempo prendete la pasta, dividete in due parti, ungete due teglie e stendetevi i panetti aiutandovi solo con le mani. Distribuite sui panetti un velo di polpa a pezzetti di pomodoro. Tagliate a metà i pomodori ciliegina e infilateli nella pasta, così fate anche con le olive e con le dita fate dei buchi per mettervi dentro lo stracchino che avrete tagliato a cubetti. A questo punto una spolverata di sale, origano e un goccio di olio. Fate riposare un'ora in forno a forno spento. Cuocete a 200° una ventina di minuti.



Ti voglio tre universi di bene GiuliettaMia.


lunedì 23 febbraio 2009

Torta di Rose Salata... allegria assicurata!




Mi sento in sala d'attesa. Ho un bel libro tra le mani, un po' triste ad essere onesti, ma che mi fa pensare. Ho della buona musica nelle orecchie che mi fa compagnia e che amplifica le mie emozioni. Ho la stessa agitazione, la suspense di chi sta lì fuori dalla porta ad aspettare che la porta si apra e che qualcuno ti dica qualcosa. Ho le persone intorno a me, alcune se ne stanno rintanate nei loro cappottoni o schermati dietro i loro occhiali da sole, altri ti guardano incuriositi ma rimangono seduti dove sono nella loro finta cortesia, e invece taluni con una scusa qualsiasi hanno voglia di condividere qualcosa con te, un pensiero, un sorriso, una gentilezza, un po' di calore umano semplicemente. Queste persone aspettano come te. A queste persone che mi sono vicine, dico grazie. Sono poche in questo periodo, ma hanno un'importanza fondamentale e sono assolutamente insostituibili. A tutti loro, dedico questa buonissima Torta di Rose Salata: so che apprezzerebbero molto.

INGREDIENTI
  • 250 gr di farina 00
  • 250 grammi di farina manitoba
  • 250 gr di latte a temperatura ambiente
  • 50 gr di zucchero
  • 30 gr di sale
  • mezzo cubetto di lievito di birra
  • 200 gr di burro circa
  • prosciutto cotto
  • provola silana
  • salsa di pomodoro precedentemente preparata
  • origano
  • sale

Preparate la pasta: in poco latte sciogliete tutto il lievito e impastate con 100 grammi di farina oo, e fate lievitare 40 minuti circa. Passato il tempo procedete impastando le farine rimaste, il burro sciolto MA RAFFREDDATO (perchè se è caldo inibirà la lievitazione della pasta), il latte avanzato, lo zucchero e il sale al panetto lievitato. Per ottenere ottimi risultati dovete lavorare bene e molto energicamente la pasta per fare sviluppare il glutine, almeno un quarto d'ora. Mettete a lievitare al caldo per un paio d'ore (io metto a lievitare in forno tiepido ma spento, sarà sui 30 gradi, non di più). Una volta lievitata la pasta, stendetela in una sfoglia di mezzo centimetro: spalmatela con il sugo di pomodoro, ricoprite con fette di prosciutto e abbondante provola silana grattugiata. Arrotolate la pasta su se stessa e tagliate dei pezzetti di circa 5 cm. In una tortiera affiancate i pezzi, e lasciate riposare un'altra oretta. Infornate e cuocete a 200° per una quarantina di minuti circa.

lunedì 26 maggio 2008

Panini al Latte


Come prima cosa vorrei ringraziare davvero di cuore Imma, che mi ha dato il premio Revolution. 
Grazie infinite Imma, il tuo premio arriva in un momento della mia vita per cui ha un sapore ancor più speciale ed importante.  Il regolamento del premio lo trovate qui. 

A mia volta voglio premiare:
- la dolcissima Night
- Paoletta 

Passando a noi, questo weekend mi sono cimentata nella preparazione di panini al latte: credo sia stata la ricetta che più mi ha dato soddisfazione perchè sono facili da preparare, buonissimi e anche bellissimi. Serve solo un pochino di tempo ma garantisco un risultato strepitoso da accompagnare sia al dolce che al salato.

DOSI PER 10 PANINI
  • 125 gr farina manitoba
  • 125 gr farina 0
  • 100 gr latte
  • 6 gr lievito di birra
  • 50 gr burro a temperatura ambiente
  • 3 gr sale (un cucchiaino)
  • 25 gr zucchero
  • 1 uovo (per spennellare)
Prendete il lievito e scioglietelo in poco latte tiepido, aggiungete un cucchiaio di farina e lasciate lievitare mezz'ora.
Passata la mezz'ora, prendete il lievitino, aggiungete tutti gli altri ingredienti e lavorate con forza per 15 minuti, fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido. Ponete a lievitare per 2 ore. Dopo due ore riprendete l'impasto, lavoratelo di nuovo per 10 minuti, e ponete nuovamente a lievitare per 2 ore. Passato il tempo indicato prendete l'impasto, formate 10 palline da circa 50 gr e fatele lievitare un'ora sulla teglia del forno.
A questo punto,  spennellate la superficie con rosso d'uovo e latte, e fate cuocere a 180 gradi per 15 minuti circa, finchè i panini saranno belli dorati in superficie. Inutile dirvi che consiglio di mangiare tiepidi, farciti come più vi piace, ma anche così al naturale per assaporarli al meglio!



mercoledì 23 aprile 2008

PIZZA...FRITTA!

Questa ricetta porta alle mie origini, che sono per metà di sangue Sorrentino.
La pizza è l'icona madre dei prodotti della mia terra, il simbolo per eccellenza. Io vi propongo la mia versione, un connubio meraviglioso di ingredienti armonici legati dalla magia di una leggera frittura.

INGREDIENTI PER 15-20 PIZZETTE CIRCA
  • 250 gr di farina
  • un quarto di cubetto di lievito di birra
  • 1 patata
  • sale
  • zucchero
  • olio
  • salsa di pomodoro
Facilissime, richiedono solo un po' di tempo per la lievitazione della pasta, che solitamente faccio in due passaggi.
In tre dita di acqua tiepida sciogliete il lievito, e aggiungetelo a un pugnetto di farina. Otterrette una pagnottella molto morbida, a cui praticherete la classica croce, spolverizzate di farina e ponete a lievitare in luogo tiepido e asciutto per una quarantina di minuti. Passati i 40 minuti, aggiungete al panetto lievitato la restante farina, 3 cucchiai di olio, 2 cucchiaini di sale e uno di lievito (serve per far lievitare meglio e attenuare il sapore di lievito di birra) e la patata precedentemente bollita e schiacciata. Con acqua quanto basta formate un nuovo panetto e lavorate energicamente la pasta fino a renderla morbida e liscia. Mettetela a lievitare per 3 orette. Io la faccio lievitare in una terrina ricoperta un telo, e chiudo il tutto dentro a una coperta in un armadio, bene al caldo.
Passate le 3 ore, formate delle pizzette dal diametro di 10 cm circa e friggetele in abbondante olio di oliva o di semi.
Una volta fritte, scolatele dall'olio e sopra ogni pizzetta mettete una cucchiaiata di salsa di pomodoro e una fogliolina di basilico: belle calde sono irresistibili!
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