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mercoledì 30 maggio 2012

Per il pozzo dei miei adorati difetti: Pasta al pesto di menta & pecorino



Ho imparato a volermi bene. E non è stato facile per niente. Voglio bene anche a tutti i miei difetti, dal primo all'ultimo. E dirò di più: voglio più bene ai miei difetti che ai miei pregi, perchè loro mi hanno fatta tribulare, penare per anni, dannare l'anima per notti intere e infine li ho dovuti perdonare, accettare, accogliere e stringere a me. Sono una dannata testarda, più cocciuta di una mula recalcitrante. E sono permalosa come una scimmia. Sono pure vanitosa. E a volte egocentrica. Sono pigra, di una pigrizia atavica, sfondata, senza senso e senza misura, dormirei giorni interi sul divano sotto una coperta rigirandomi sul lato destro o quello sinistro come unico sforzo. E golosa, irrimediabilmente golosa e ingorda di tutte le cose che fanno male: mangio interi sacchetti di patatine, una ad una spalmate di ketchup o intinte in senape piccantissima. Sono anche acida come il famoso limone acerbo cresciuto ad Oslo, pungente e acre come fumo negli occhi quando mi ci metto. E bisbetica, isterica, nevrotica, lunatica, sprucida e scostante.
E disordinata a livelli galattici, metto a posto i vestiti solo quando la sedia sulla quale a strati li butto non si capovolge facendoli crollare sul pavimento.
E mi innamoro sempre degli uomini più sbagliati su questa terra, quelli che mi faranno sanguinare e strisciare e vomitare, e più le mie storie sono a senso unico più io ho gli occhi a cuore.


Eppure, al di là di questo oceano di negatività, io mi voglio bene. E ho imparato a rispettarmi innanzitutto e anche a mettere me stessa al primo posto delle mie priorità.


Sono un pozzo senza limiti di imperfezioni, nefandezze, mostruosità.
Eppure non mi cambierei di una sola virgola, di una sola doppia punta, di un solo rotolino di ciccia o smagliatura o brufoletto isterico impazzito.




Questa ricetta l'ho assaggiata di recente in una delle tante pause pranze di giornate da 20 ore di lavoro. E' davvero super buona, provatela e spero vi piacera!


INGREDIENTI
::  un mazzetto generoso di menta  ::
::  un pezzetto di pecorino (io ho usato il brigante, pecorino morbido)  ::
::  una manciata di pinoli  ::
::  qualche foglia di basilico  ::
::  un pizzico di sale  ::
::  olio extravergine di oliva  ::



Mettete i pinoli in freezer: aiuteranno a mantenere vivo il verde del pesto. In un mixer frullate a quantità desiderata gli ingredienti tenendo conto di non esagerare con il formaggio e aggiungendo olio a filo man mano fino ad ottenere la consistenza desiderata. Cuocete la pasta al dente, in una padellina mettete il pesto con un cucchiaio di acqua di cottura della pasta e mantecate per qualche secondo. Servite subito!





domenica 4 marzo 2012

L'orgoglio dell'unto e dell'eccesso di testosterone: linguine asparagi & gamberi al brandy





Ho fritto per due giorni. E i miei capelli si sono unti come la carta da parati della cucina di un ristorante cinese: inesorabilmente. Ho chiesto alla produzione di darmi, un rimborso per il parrucchiere e ho detto che in fattura del lavoro metterò il trattamento anti-unto che dovranno applicarmi per farli ritornare normali. Mi hanno riso in faccia. Ma io non ho mica scelto di friggere kili di cibo per giorni interi per diletto, l'ho fatto per ovvie esigenze di lavoro (ammettendo di aver rubato un paio di bocconcini di pollo mentre ero al centesimo filtraggio olio e l'occhiaia mi faceva assomigliare ad un panda assonnato).


Niente da fare. Non so, forse li dovrò tagliare a zero dopo questo lavoro, temo che non verranno mai del tutto profumati e lindi dopo aver sopportato 24 ore d fritto a 180° di unto e particelle di olio che schizzano impazzite sulla mia testa ed evaporano attaccandosi alla mia tinta oramai slavata e sbiadita. Ma ne è valsa la pena, come sempre.


Il mio lavoro rimane da qui all'eternità il mio grande Amore, il sorriso e l'orgoglio, la Tenacia e l'Incanto e la dimostrazione che IO sono molto più Uomo di tanti UOmini e trovare un Uomo che sia più Uomo di me resta un'impresa davvero da Guiness dei primati :))


Ma ho fiducia e so attendere: se esiste un uomo che non abbia paura di una donna con i capelli che sanno di cotoletta e con la grinta di Rocky Balboa, beh, si faccia avanti (per aumentare le possibilità di non rimanere zitella per sempre posso anche aggiungere che ogni tanto ho il tempo di frequentare l'estetista, me la cavo alla grande in cucina e sono poco impegnativa perchè lavoro spesso anche di domenica quindi voi potete in santa pace guardare tutte le Moviolone della tv che tanto io mi starò facendo i gran affari miei!!! )



Questo è il mio MasterPiece, cavallo di battaglia. Se devo fare un primo ad effetto, faccio sempre, da anni, questa pasta. In casa mia spopola e devo dire che anche fuori da casa ha sempre fatto la sua gran porca figura :)



INGREDIENTI

::  300 gr di linguine  ::
::  8 asparagi  ::
::  qualche pomodorini ciliegino  ::
::  15 gamberi  ::
::  un bicchierino di brandy  ::
::  panna fresca  ::
::  olio evo  ::
::  sale & pepe  ::
::  basilico  ::


In un padellino saltate i pomodorini a metà con dell'olio e del basilico spezzettato per qualche minuto. Salate e pepate. Spelate gli asparagi dalla punta in giù, tagliateli a tocchetti e fateli sbollentare finchè morbidi, dopodichè aggiungeteli ai pomodorini spadellati e rifinite con della panna fresca e un cucchiaio di brandy: fate cuocere tutto insieme per 1 minuto, il tempo che insaporisca. Nel mentre private i gamberi del guscio, incidete la schiena ed eliminate il filetto nero e tagliateli a tocchetti. In una padella antiaderente ben calda (scaldatela vuota!) mettete un filo di olio e i gamberi: cuocete per 30 secondi mescolando, sfumate con un bicchierino di brandy, continuate la cottura altri 30 secondi e spegnete. Salate, pepate, unite ai pomodorini e asparagi e condite le linguine aggiungendo una macinata di pepe e qualche foglia di basilico fresco. Davvero, provatele!!!

venerdì 27 gennaio 2012

Ode ai Casoncelli... e non solo a loro!



Quando si ha un sogno nel cuore, si parte sempre con il pieno di tutto: energie, slanci, sorrisi, entusiasmo, coraggio, tenacia, motivazione. Però quando i percorsi sono lunghi, e molto faticosi, queste scorte si esauriscono giorno per giorno per giorno.... E chi diavolo non ha voluto prendersi almeno per qualche tempo una "pausa di riflessione da se stesso"? Io lo penso quasi ogni mattina ultimamente. E ieri è stata, fino a sera, una giornata davvero storta. Fino a quando ho visto lui, che mi ha fatta ridere. E mi ha ricordato che questi 4 anni sono valsi davvero la pena di ogni battaglia. Lui che mi ha regalato tutto e non la finirò mai di dirlo. Lui che è lo Chef più bravo che io abbia mai visto al mondo. Lui che è il mio maestro. Il mio capo Iviano.

Quando ho avuto in mano quella lista di nominativi, ho scelto il suo numero da chiamare perchè lui ha radici vicine alle mie, la Valle Seriana. Questo è stato il segno che ho seguito.
E lui è stato uno degli incontri più belli della mia vita, perchè mi ha sempre insegnato tanto, con il cuore, senza gelosia ma con grande generosità e soprattutto in un mare di risate.



Sono trascorse infinite giornate e nottate assurde lavorative, viaggi e km in macchina, caldo di sole &scalini da fare in costiera campana e freddo porco a 3000mt sul SanGottardo, nottate negli hotel peggiori di tutta Italia (e non solo!), e quintalate di polli da cucire fronte&retro, sardine da squamare, piselli da selezionare (!) ecc... E sono felice di tutto e lo rifarei dal primo giorno.
La stanchezza fa parte del cammino e del percorso, e io ho solo bisogno di passare una intera notte a guardare la neve che cade, piccolo miracolo che ancora si avvera, e ho bisogno di credere che nessun Sogno è troppo grande per essere realizzato.
E grazie a te, capo, il mio è iniziato e continua ad essere da quasi 4 anni.

I casoncelli sono dei ravioli meravigliosi della bergamasca, e questa ricetta collaudatissima è proprio del capo.
Io ne faccio in dosi massicce perchè a casa mia se ne mangiano circa 14 a testa, gli uomini anche più! 



INGREDIENTI PER 6 MANGIONI

::  300 gr di pasta all'uovo (3 etti di farina, 3 uova, un goccio di olio, sale)  ::
::  200 g carne di maiale arrosto (meglio coppa di maiale)  ::
::  160 salsiccia o pasta di salame  ::
::  20 g mollica  ::
::  2 amaretto  ::
::  30 g parmigiano  ::
::  50 g polpa di pera  ::
::  10 g uvetta ::
::  10 g pinoli  ::
::  prezzemolo  ::
::  cannella, noce moscata, pepe  ::

::  burro  ::
::  salvia  ::
::  150 gr di pancetta dolce  ::

Frullate l’arrosto con la salsiccia, la mollica bagnata nel latte e strizzata;
unite il parmigiano grattugiato, l’amaretto ridotto in polvere, i pinoli e l’uvetta tritati finemente, la pera tagliata a dadini piccolissimi e fatta saltare in padella per trenta secondi, il prezzemolo tritato e le spezie. Amalgamate il tutto e aggiustate di sale.
Stendete la pasta in una sfoglia sottile, tagliatela a dischi con un coppapasta e al centro di ognuno mettete una pallina di ripieno. Chiudete i casoncelli come da indicazione fotografica (Se i bordi non si sigillassero bene, stendete con un pennellino un velo di uovo sbattuto per farli aderire). In un padellino fate dorare la pancetta senza altri grassi di cottura, eliminate il grasso in eccesso e aggiungete generoso burro e salvia e fate fondere. Cuocete i casoncelli, condite con burro fuso e abbondante parmiagiano reggiano e ... e mi direte che ne pensate!


venerdì 29 luglio 2011

Freddo Folle, Piatto Folle: Pasta&FAgioli, senza pasta!!



La prima settimana è andata. Con un mare di pioggia, grandine, distese di nuvoloni neri brontolanti pronti a piangerci in testa tutte le loro lacrime, pronti a farci chiudere persiane, finestre e case intere e a rifugiarci dentro guardando dietro i vetri appannati. E a cercare conforto dentro golfoni pesanti di lana, dentro coperte sul divano e sopra i letti, dentro pantofole morbide e dentro caffè bollenti e tisane fumanti. Una settimana che però mi ha ridato quel benessere che avevo perso, quell'equilibrio così prezioso, quella carica per continuare a lavorare ancora un intero mese prima di potermi concedere una settimana di distese oziose tra sabbia e onde e pelle che brucia. Questo folle clima ci ha fatto venire desiderio di comfort food (parola che mi mette una spina al cuore sti giorni...) e ieri, data che è piena stagione, ho preparato questa meraviglia: pasta & fagioli, senza pasta! Già, la mia pasta & fagioli è tutta matta, non ha la pasta e data la mia forte intolleranza alla odiatissima e temutissima cipolla, è fatta con altre verdure e spezie. Però posso dirlo: è un capolavoro!


DOSI PER QUALCHE PERSONA... da 4 a 6

::  8 pomodori perini ben maturi ::
::  5 carote ::
::  un pezzo di zucca ::
::  3 zucchine ::
::  1 kg di fagioli borlotti freschi ::
::  curry ::
::  paprika ::
::  alloro e timo ::
::  olio extravergine di oliva ::
::  sale &  pepe ::
::  un pezzetto di soppressa calabra (già, avete capito bene....) ::





Lavate la verdura e tagliate per primi i pomodori: in un pentolone (tipo quello della strega per intenderci...) mettete un goccio di olio, curry, paprika e alloro e fate rosolare il pezzo di spianata per 5 minuti, infine calatevi i pomodori. Fateli sobbollire e insaporire per 5 minuti, dopodiché mettete anche le altre verdure e continuate la cottura senza aggiungere acqua per almeno mezz'ora, 40 minuti. Quando le verdure cominciano a essere morbide, salate e mettete un poco di acqua alla volta. Continuate la cottura per un'ora e mezza circa. Nel mentre sgranate i fagioli e lessateli in acqua salata a parte. Passate poi le verdure in un passaverdure (eliminando la spianata) o in un mixer o con il minipimer e se risultasse troppo denso aggiungete acqua calda, versatevi dentro i fagioli e finite la cottura altri 10 minuti. Servite caldissimo condito con qualche fogliolina di timo fresco e una macinata di pepe nero.



lunedì 30 maggio 2011

Gnocchi di PatateViola: alchimie navigando leggeri.



 Navigo ormai a vista da giorni, non cerco più itinerari o rotte da in - seguire, mi lascio cullare da queste onde e vado dove mi sta portando il vento. Questa condizione di ritrovata libertà da tutti quei maledetti schemi che da soli ci prefiggiamo mi sta dando una leggerezza che non avevo, un senso quasi mistico in cui la parola "possibilità" e l'aggettivo "possibile" sono le uniche che vengono riconosciute e stimate. Non so bene dove andrò, non so se mi basteranno i viveri e se vedrò aurore boreali oppure deserti di sabbia e palme. Non so se avrò compagni di avventura oppure sarò da sola nelle notti sotto la luna a immaginare il dolce suono dei grilli in un bosco e il profumo dei gelsomini in fiore, non so se mi basteranno le coperte o la mia pelle sarà arsa di luce azzurra e accecante. Quello che ora so è che parto da qui, da questo bagaglio di esperienze, sbagli, errori, avventure e di fiducia. Parto con il sorriso di chi respira a pieni polmoni l'aria frizzante di un'alba dorata e quella specie di elettricità sotto la pelle, parto con l'allegria di chi ha deciso di stare bene.





Chi frequenta questo blog sa bene che io non sono una chef e mai ho preteso di esserlo: ognuno faccia il suo lavoro, come dico sempre io. Non ho mai sperimentato cose "strane" dato che sono per la semplicità in cucina, e non mi sono mai lanciata in accostamenti bizzarri. Oggi, rompo lievemente il mio trend con questi che sono, lo posso giurare, gli gnocchi più buoni che io abbia mai mangiato o fatto: gnocchi di patate viola con zucchine, asparagi & pancetta croccante.


Le patate viola non sono una novità lo so bene, e non le ho nemmeno mai cercate: complice la produzione televisiva per la quale sto lavorando (ne parlerò in settembre...) mi sono capitate tra le mani e non ho saputo resistere alla tentazione di provarle: al di là del colore stupendo e stupefacente, hanno un sapore incredibilmente buono e una consistenza talmente perfetta che i miei gnocchi si scioglievano in bocca senza però essere molli.


DOSI PER 4 PERSONE

:: 500 gr di patate viola (da cotte e sbucciate!) ::
:: 120 gr di farina ::
:: un tuorlo d'uovo ::
:: sale, pepe & noce moscata ::
:: 3 zucchine piccole con il fiore ::
:: 5 asparagi ::
:: 70 gr di pancetta coppata ::
:: basilico & Timo ::
:: olio extravergine di oliva ..



Cuocete le patate CON LA BUCCIA fino a quando saranno morbide: spelatele e schiacciatele. Unite sale, pepe e un poco di noce moscata, il tuorlo e amalgamate con 100 gr di farina velocemente (a me sono bastati per avere gnocchi sodi e fantastici da lavorare). Formate gli gnocchi e tenete da parte. In un padellino antiaderente preparate il condimento spadellando a fiamma vivace le zucchine a rondelle con la pancetta a quadratini, in ultimo unite gli asparagi (sbollentati a parte) e gli aromi. Cuocete gli gnocchi, condite e adorate!

PS: guardate che acqua bellissima: è quella di cottura degli gnocchi, le patate hanno lasciato il loro colore e me a bocca aperta :)


mercoledì 4 maggio 2011

Risotto Fragole&Pannerone. Unioni possibili!



Periodo di grandissimo impegno lavorativo e di attese riempite da attacchi isterici miscelati a momenti di calma e di felicità e poco tempo da dedicare alla mia amata cucina, anche se lavorando nel food già alle 7 del mattino sono lì a maneggiare carni come un anatomopatologo o a "evirare pesci" (lapsus prettamente freudiano causato da intolleranza a certi soggetti maschili). Tornerò a dedicarmici anima e corpo, torneranno i sorrisi, tornerà la pace, torneranno nuove sfide, nuove vittorie, nuove prospettive, nuovi tramonti e nuove albe.




Oggi Fragole & Pannerone. La storia di una "lei" dolce ma spesso con una punta di acido (che in certi casi diventa acidissssima e pure isterica da matti), coloratissima, golosa, simpatica e molto ma molto versatile. E un "lui": monocolore, forte, deciso con un retrogusto pungente e dal carattere ben marcato. Ma potranno mai sposarsi davvero? Così diversi, così terribilmente lontani per mondi e appartenenza, così ancorati alla loro unicità. L'esperimento odierno tra le padelle mi dice che sì, che sono una coppia davvero perfetta, nonostante tutto. Credo che la parola "nonostante tutto" sia quella che meglio caratterizza questa stramba e intricatissima relazione, fatta di alchimie che solo io e lui sappiamo spiegare, affinità elettive che sulla carta sembrano davvero "impossibili" ma che poi... che poi scoprono un gusto meraviglioso, fatto di perfetti equilibri in azzeccatissimo stile "agrodolce". Attendo... la tiara, il pizzo e il bouquet di peonie bianche e rosa ah ah! :) Chissà mai, non mi chiamo Kate ma per fortuna di chiese è pieno il mondo e di Principi senza corona ancora qualcuno in circolazione ce n'è!




INGREDIENTI PER 4 PERSONE

:: 320 gr di vialone nano ::
:: brodo vegetale leggero ::
:: 250 gr di fragole ::
:: spumante secco ::
:: pannerone ::
:: olio extravergine di oliva ::
:: pepe nero ::
:: una noce di burro freddo ::
:: grana padano ::
:: timo fresco ::


Io non faccio il soffritto perchè non mi piace, consiglio chi lo volesse fare lo scalogno che come sapore è più delicato. Mettete un filo di olio extravergine di oliva in una risottiera, aggiungete un terzo delle fragole tagliate a cubetti, cuocete per 5 minuti poi aggiungete il riso, fatelo tostare e sfumate con lo spumante. Aggiungete man mano il brodo ben caldo, poco alla volta e a 5 minuti dalla fine cottura le altre fragole. Spegnete, aggiungete pannerone a cubetti, la noce di burro, il grana, il timo e una macinata di pepe nero e lasciate mantecare un paio di minuti. 




giovedì 10 marzo 2011

Fregola di primavera: evviva i contest!



Sapete che c'è? Che sento la necessità di cambiare, io che da sempre amo l'inverno con le sue giornate di sole azzurro e di neve candida adesso ne ho davvero piene le...! Ho una insana voglia di potermi dedicare alle piantine, alla rinascita dei miei lamponi e vederne l'evoluzione, ho voglia di togliere questi 4 abiti in lana e godermi un po' di luce. Forse, solo e semplicemente, ho desiderio di rinnovarmi e rigenerarmi.


Oggi poche chiacchiere, partecipo a due contest: prendo due piccioni con una fava, e già anticipo buona parte del tutto. Ci tengo a dire che dopo ore e ore di scervellamento e meningi fumanti mi è venuta in mente questa ricetta, che ho fatto ad hoc per i contest, non è un riciclone ;)

Normalmente devo dire che sono restia, un po' per mancanza di tempo e un po' perchè ormai non è che io partecipi molto alla blogosfera per una serie di motivazioni mie personali. 
Primo contest è del bellissimo "AboutFood", fave&piselli, che io adoro. 
E visto che ci sono, e visto che la ricetta lo consente alla grande, partecipo anche a quello straordinario di Anna e della Pippi (so che ci sono altri creatori, cito loro in quanto amiche vicine), "Cucinando con le erbe aromatiche".




La mia ricetta è una semplicissima fregola primaverile con olio aromatico alle erbe e mantecatura al pecorino.
Bando alle ciance e via alla padella, sono certa che chi proverà questa ricetta la amerà come l'abbiamo amata noi ieri a casa.

about food
  

DOSI PER 4 PERSONE

:: 380 gr di fregola sarda ::
:: 150 gr di fave ::
:: 7 asparagi :::: 150 gr di piselli :::: 60 gr di brigante grattugiato ::
:: timo, basilico & santoreggia ::
:: un goccino di panna ::
:: olio extravergine di oliva ::
:: sale & pepe nero ::
:: mezzo bicchierino di vino bianco ::


In una padella da risotto fate rosolare con un filo di olio extravergine di oliva le fave, i piselli sgusciati e i gambi degli asparagi pelati e tagliati a tocchetti. Salate e dopo qualche istante versatevi la fregola. Fatela rosolare anch'essa e sfumate con il vino bianco. La fregola è terribile, attacca sul fondo sempre quindi va rigirata spesso. A questo punto aggiungete acqua bollente oppure brodo e cominciate la cottura versando man mano i liquidi. La fregola cuoce in circa 20-25 minuti, va a gusti e va assaggiata per capire che grado di cottura preferite. Preparate l'emulsione di olio alle erbe: in un bicchierone alto frullate abbondante timo, basilico e santoreggia (o erba cipollina in base ai gusti) versando a filo generoso olio extravergine di oliva: otterrete un olio profumatissimo. Quando sarà cotta la fregola spegnete, mantecate con un goccino di panna fresca, il brigante grattugiato e rifinite con olio aromatizzato alle erbe.Una macinata di pepe e il gioco è fatto.

In pratica la fregola, che è una tipica pasta sarda, in questo caso viene cotta esattamente come un risotto, ma ha la peculiarità di non scuocere come il risotto, per cui è un validissimo e divertente sostituto.



mercoledì 2 marzo 2011

Lasagnetta per il Viaggio: scamorza &cherries

Ci sono attimi che vorresti fermare, racchiudere in una sfera di cristallo e tenerli custoditi gelosamente dentro un baule segreto, un vecchio baule da aprire per rivedere quei frammenti di vita e risentirne l'odore quando si ha nostalgia.
Questi primi mesi dell'anno me ne hanno regalati, momenti in cui l'unica cosa razionale sarebbe prendere ogni orologio del mondo e frantumarlo a terra, istanti da assaporare come un cioccolatino caldo che si scioglie sulla lingua, attimi in cui ci sono due cose da fare: o trattenere il respiro e attendere oppure inspirare profondamente per paura che  l'adrenalina ci tradisca. Il mio baule in questo periodo si sta riempiendo di sfere luminosissime, tante fiammelle a ricordarmi quanto il percorso che mi ha portata oggi qui è stato lungo e desiderato, e quanto sono stata fortunata  a riuscire a gustare nel tragitto la bellezza del viaggio. Come disse un caro amico "Io conosco anche un'altra Chiara, che è partita per Itaca". I fatti sono importanti, ma anche le parole che smuovono montagne dentro di noi lo sono.

"Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente, e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi penetranti d'ogni sorta, più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti?"




Una giornata fredda vissuta come un primo giorno di primavera: ecco una lasagna davvero gustosissima, carica dell'energia che richiede questo lungo viaggio e piena della positività dei colori che richiamano la vita e il sole.

INGREDIENTI

:: una confezione di pasta per lasagne ::
:: 500 ml di latte ::
:: 50 gr di farina ::
:: 50 gr di burro ::
:: sale & pepe ::
:: noce moscata ::
:: pomodorini cherries ::
:: olio extravergine di oliva ::
:: abbondante basilico ::
:: scamorza affumicata ::
:: parmigiano reggiano ::


Fate una besciamella portando a bollore in un pentolino il latte. In un padellino a parte fate il roux sciogliendo il burro e aggiungendo la farina, dopodiché buttate il roux nel latte bollente, sciogliete eventuali grumi dando un energico colpo con la frusta e fate cuocere a fuoco dolce per circa 5 minuti coperto, rigirando ogni tanto. Salate, pepate, aggiustate di noce moscata e fate raffreddare.
TAgliate i pomodorini a quarti, spadellateli con olio extravergine di oliva e generoso basilico e una volta cotti spegnete. Scottate le sfoglie di pasta lasagna e componetela in una teglia: besciamella, pasta, pomodorini, scamorza a fettine, grana e basilico. Ripetete per altri 3 strati e fate cuocere in forno a 180° per circa 25 minuti, fino a quando la superficie sarà ben dorata.

sabato 30 ottobre 2010

Il MioHalloween: gnocchi di ricotta con ragù di zucca e pancetta



"Eva con i suoi stivaletti rossi voleva andare per forza a "caccia di zucche", falle capire che le zucche nascono nei campi e non sono animaletti! Forza dell'immaginazione dei bimbi. E' da stamattina che si aggira per la casa ululando che se non ha la zucca la strega non la troverà e che lei e Wilma, la nostra asinella di 6 anni, non potranno volare sopra i tetti sulla scopa. Per sfinimento mi ha convinta, mi sono vestita in quattro e quattro otto e sono corsa a comprarle questa benedetta zucca ornamentale, ad un patto: che lei però mangiasse gli gnocchi, ovviamente alla zucca. Che tenera, non ha fiatato e con i suoi occhi neri enormi, pieni della magia dei suoi 3 anni, ha preso in braccia quella che ora troneggia sul davanzale a mo' di lampada, con le sue tre fiammelle dentro. 

Il lavoro è stato faticoso, lei e la Wilmetta ci hanno messo tutto il pomeriggio, e tra una merenda con thè e biscottini e un capriccetto ora esauste sono felici in adorazione della loro opera; con i musini appiccicati al vetro guardano fuori dalla finestra, cercando nel cielo la strega e il gatto nero, suo fedele amico. Non sanno che ho preparato per loro una sorpresa: mantelline da pipistrello per andare tra le vie nella danza delle foglie amaranto, suonando campanelli alla ricerca di un dolcetto"




Che storia è questa? E' una storia bellissima, che vive nella mia testa e nel mio cuore, una storia che parla della semplicità della vita nella sua infinita bellezza. E' la storia che colora con le sue mille sfumature le mie giornate, la storia che vorrei davvero poter raccontare nella sua interezza.

Halloween lo festeggio da ben 17 anni, quando era una festa solo americana e qui nessuno la conosceva! Quest'anno la festeggio così: con una mia illustrazione pubblicata sul questo bellissimo sito e una ricetta fenomenale. Gnocchi di ricotta con ragù di zucca, pancetta croccante e amaretti. 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

:: 300 gr di zucca pulita ::
:: 80 gr di pancetta coppata ::
:: 4 o 5 amaretti duri ::
:: uno spicchio di aglio ::
:: rosmarino ::
:: olio evo ::
:: 300 gr di ricotta di pecora ::
:: 80 gr di pecorino ::
:: 120 gr di farina bianca ::
:: 1 tuorlo e un cucchiaio di albume ::
:: sale & pepe ::


Pulite la zucca, eliminate semi e scorza e tagliatela a cubetti piccoli (5 mm di lato). Lavoro lunghetto, ma necessario. in una padella antiaderente mettete un filo di olio e fatevi rosolare l'aglio e il rosmarino. Aggiungete la zucca e cuocete aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di acqua calda a fiamma vivace. In una terrina amalgamate la ricotta (freschissima e da banco, NON centrifugata) insieme con il pecorino grattugiato, l'uovo e la farina, sale e pepe. Otterrete un composto omogeneo e stabile: fatene una palla e con una spatola prendetene delle porzioni. Aiutandovi con la farina formate dei cilindri, tagliateli a tocchetti e posateli su un vassoio con sotto farina per non fare attaccare. Scaldate il forno a 200 gradi, mettete la pancetta su una placca e fatela cuocere finché croccante ( 5-10 minuti). Cuocete gli gnocchi in acqua calda, scolateli, saltateli nel ragù di zucca e servite spolverizzando con pancetta, mezzo amaretto e generoso parmigiano reggiano.


Amici, vi invito a partecipare a questo concorso: raccontateci le vostre disavventure in ufficio! Le vostre storie saranno pubblicate sul sito e pubblicizzate su vari media!

domenica 3 ottobre 2010

Follie ballano intorno ad un piatto di gnocchi gratinati



Ce l'ho scritto nel dna, non ne conosco le origini certe, nessuno che io sappia in casa ha questa passione. Quando ero bambina non leggevo i topolini: leggevo i libri di ricette e i ricettari di mia madre. Lo so che ora starete pensando che è una gran cazz...ehm...volata, ma mia madre, Santa donna, può raccontarvi che una bimba di otto anni dalle lunghe trecce bionde stava sdraiata sul tappeto della casa in montagna leggendo tutti i libri di cucina e dando persino i voti alle ricette! Posso sembrare matta, ma quando sono triste vado all'Esselunga a girare tra le corsie e subito mi viene il buon umore, e se nel letto non riesco a prendere sonno, penso alle amate torte o qualche cosa da sperimentare e mi addormento come un angioletto. Altro che contare pecore! Se è una malattia, io dico che di certo è la più bella del mondo, perchè questa sorta di follia dona gioia alle persone che amo. Cosa di più bello di quelle due mani che si tendono verso di me quando ho in mano un pacchettino con dentro la crostata, quegli occhi che tornano bambini, golosissimi e furbetti alla vista di un dolcino da prendere di fretta, scrutare per bene, annusare e poi addentare con una voracità mai vista. La cucina non è più solo il mio hobby, ormai è diventata anche il mio lavoro e la mia vita, la cosa che più mi riempie di gioia. 




Questi li ho fatti per la mia carissima Esme, amica oltreoceano che ha inseguito il Sogno Americano e che con grande forza va avanti alla ricerca della sua felicità. Esme, mille stelle cadenti per mille desideri che tu possa realizzare. Accompagnati magari da gnocchi gratinati fumanti, uno dei migliori comfort food al mondo, anche a NewYork :)


INGREDIENTI

1 kg di patate
300 gr circa di farina
1 uovo
sale pepe
noce moscata
due cucchiai di grana 

700 gr di pomodorini cherries
un bel mazzetto di basilico
stracchino o crescenza
100 grammi di formaggio grattugiato


Lavate le patate, bollitele (io le faccio nella vaporiera) e una volta cotte ancora calde sbucciatele e passatele al passapatate. Fate raffreddare 5 minuti, aggiungete un tuorlo d'uovo, sale, pepe e noce moscata, il formaggio e amalgamate. A questo punto aggiungete farina quanta ne prende l'impasto senza maneggiarlo troppo.
Porzionatelo in parti, lavoratele a strisce dello spessore di 1 cm e tagliatele a tocchetti di 2 cm circa. Passate gli gnocchi sui rebbi della forchetta e infarinateli per non farli attaccare. Preparate il condimento facendo scaldare molto bene una padella antiaderente, aggiungetevi generoso olio extravergine di oliva e i cherries tagliati in quarti. Aggiungete il basilico e aggiustate di sale e pepe. Cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata, scolateli, versateli nel condimento, fate insaporire e sistemate in una pirofila da forno adagiandovi sopra fette di stracchino e formaggio grattugiato. Passate in forno a 180° fino a doratura di quella irresistibile crosticina gnammy gnammy!

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