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sabato 17 novembre 2012

Scrigni di frolla con marmellata di uva fragola



Nella pentola bollono le patate vitelotte in attesa di diventare gnocchi con i carciofi e il calore fa condensa sul vetro appannandolo e lasciandomi solo immaginare la montagna che si staglia fuori dalla finestra. Freddo davvero pungente e odore di camini accesi, comignoli che fumano e uno spicchio di luna sottilissimo che fluttua sopra la Valle mentre ti guardo scrivere appunti sul tuo quaderno nel silenzio della cucina. Casa. Semplicemente, finalmente, respirare una manciata di felicità e rifugiarsi in un abbraccio, pensando a nulla al di fuori di oggi e sgombrando i cassetti della mente dai mille pensieri polverosi e assillanti che per troppo tempo lì hanno albergato. 
In questo periodo fatto di genuine quotidianità e di valigie e ancora valigie e lavatrici e vestiti sempre in disordine e 90 km andata e ritorno per ritrovarsi di nuovo e ancora ho riscoperto il piacere delle piccole cose.








Come comprare la frutta e vederla diventare la marmellata che coccolerà ogni risveglio di chi è lontano, ma al tempo stesso profondamente e intimamente vicino al mio cuore.

Queste crostatine sono state fatte in settembre ma le mille corse e la vita in quanto tale hanno preso il sopravvento e il tempo da dedicare al mio angolo è miseramente svanito.
Ma il ricordo di questa profumatissima marmellata mi fa venire ancora il desiderio di mangiarla e di leccare golosamente il cucchiaino sporco adagiato sul piatto dopo averne spalmato una considerevole quantità su una fragrante fetta di pane.


INGREDIENTI per la marmellata:
:: 1 kg di uva fragola ::
:: 300 gr di zucchero ::
:: il succo di mezzo limone ::
:: 1 mela ::

Per la frolla:
:: 200 gr di farina ::
:: 100 gr di farina di mandorle ::
:: 150 gr di burro ::
:: 100 gr di zucchero a velo ::
:: 1 uovo ::
:: la scorza di mezzo limone ::
:: un pizzico di sale ::


Per la marmellata: fate bollire gli acini dell'uva ben lavata con 50 grammi di zucchero e un bicchiere di acqua per 10 minuti circa, devono cominciare a disfarsi. PAssate quindi al passaverdura per eliminare semi (fastidiosissimi!) e bucce (operazione noiosissima ma necessaria). Tagliate la mela a pezzi piccoli e aggiungetela alla purea di uva: versate anche lo zucchero e succo del limone e fate cuocere per circa 1 ora e mezza, il tempo che diventi densa. Invasate da bollente in vasetti sterilizzati, tenete capovolti finché freddi e conservate la marmellata al riparo da fonti dirette di luce.
Prepare la frolla: in una bacinella lavorate a crema il burro con l'uovo, lo zucchero a velo, la scorza del limone e un pizzico di sale e in un solo colpo aggiungete la farina e la farina di mandorle. Amalgamate velocemente con la punta delle dita senza rilavorare troppo e mettete a riposare in frigo avvolta da pellicola alimentare per circa 1 ora. Trascorso il tempo stendete la frolla in una sfoglia di 3 millimetri, foderate gli stampini da mini quiches e formate le crostatine aggiungendo la marmellata. Cuocete in forno caldo a 180° per circa 15 minuti, fate raffreddare, spolverizzate di zucchero a velo e servite.



venerdì 18 maggio 2012

Contro le jatture degli ultimi 6 mesi, crostata con crema amande e frutti di bosco


 Pubblicherò questo post quando sarò rientrata in base. Dove sono finita? E chi lo sa, almeno, io non lo so onestamente. Fisicamente mi trovo nel mio “buen retiro”, sono bellamente seduta su una sedia a sdraio imbottita sotto il mio portico, sottofondo di grilli del bosco, avvolta in una coperta di lana . Sono le 20, 50, mi trovo in questo luogo mooolto isolato da ieri perché ho preso e sono scappata dalla città. Le jatture sono state decisamente troppe al che ho pensato che prendendo la macchina e percorrendo questi 100 km magari le avrei disseminate. E’ un giovedì da caldo record, il sole di oggi mi ha ustionata e sebbene io sia circondata da pini montani anche qui ci sono stati 27 gradi quasi. Da dove ha inizio tutto? Da 6 mesi fa, forse 7. Dopo 6 mesi di tira e molla con MisterEx, mio bellissimo (ex) fidanzato di design, ero riuscita a convincerlo ad andare in vacanza insieme. Lui è il MisterBig all’amatriciana, de noantri. Quasi quarantenne, rampantissimo avvocato milanese, fascinosissimo, brillantissimo, elegantissimo, simpaticissimo, coltissimo… imprendibilissimo! Trascorriamo la nostra settimana in terra sarda nella lussuosissima tenuta che avevamo affittato (a un prezzo modico però eh!) nell’idillio tra topi grandi come gatti in casa, rane e animali di ogni tipo fuori dalle mura, acqua ghiacciata in bagno e un rientro Olbia-Genova che se non sono morta o di paura o di annegamento è solo che faccenda miracolosa. In ottobre decido che sì, è arrivato il momento di comprare casa: eh già, il tranello è teso. La compro io ma a suon di pollo ai peperoni & pizze all’unto ti accalappio e con l’inganno ti porto a vivere con me, ah ah! Trovo così la casa: bella, luminosissima, con un arco che è un sogno. Mia, mia, miiissima! Ma…. Ma la famigerata immobiliare che inizia per Pir e finisce con Elli guarda caso si dimentica di dirmi che il proprietario che vende non è il proprietario e dopo aver scartabellato chili di scartoffie tra tribunali, avvocati, notai e affini ne viene fuori che la compravendita è più losca della truffa Parmalat e di truffe si parla. Triste ma rassegnata dico ciao con la manina alla mia casa. E con lei se ne va pure MisterEx, annoiato e scontento della relazione dopo 5 anni si fa di fumo con i miei sogni di famiglia e convivenza. E chissenefrega, vattene brutto panzone che non sei altro, non sei nemmeno così bello come credi ecco (SNIFF, SOBB, datemi un altro kleenex).



 L’orrido e gelido inverno passa portando con sé le mie tristezze e in quel di febbraio un’immobiliare mi contatta: hanno la casa per me. Ma sì, me ne vado io a vivere da sola alla faccia tua, sai come sto bene, sai che pacchia senza i tuoi calzini sporchi e maleodoranti dopo gli allenamenti, senza i tuoi peli sparsi come un tappetino in bagno, senza le tue camice e completi da stirare. Tiè. La casa è lì: bella, bellissima, con il balcone che guarda verso le montagne lontane, con la cucina che è una bomboniera. E ricomincia con il direttore di banca e mise da guerra per estorcere il mutuo con mezzi ai limiti del lecito (no beh dai ero solo elegante come se stessi andando ad un ballo monegasco con i Principi), e conti in tasca e richieste e carte bollate e… in un mese le facciamo sapere. Passa il mese, con altri deliri come l’asportazione di un neo sospetto. “ma va chiara non essere tragica, che vuoi che sia un neo, sei ridicola”… La ridicola si è beccata 4,5 cm di taglio e 9 punti di sutura e un decorso che non è stato esattamente come una passeggiata a mangiare un gelato alla vaniglia & pistacchio. E sia, passata pure questa. Arriva la data e speranzosa chiamo la mia agente che con tono lugubre mi dice “mi spiace ma la proprietaria non ha accettato perché non ha trovato dove andare a vivere lei”. Le bestemmie e insulti che sono volati li so io e nessun altro al mondo, oltre i miei, i miei vicini di casa, le mie amiche, il mio capo ;) PorcacciaLadracciaMignottaccia ora mi tocca ricominciare la ricerca, e che palle di qui e che palle di là---- DRIIIINnnnnNN (telefonata del mio editore) “Sono spiacente di dirti che delle due testate che sviluppi per noi una chiude (Ergo ti diamo la metà dei soldi che ti davamo e Dio solo sa se questo ricettario continua o ti togliamo anche questo che ti resta). EMMISONOROTTALEPALLE, ecco! In 6 mesi ho: due case in meno, un fidanzato di Design in meno, una scucchiaiata di pancia (ma non di ciccia) in meno e un lavoro in meno. Per questo sto qui, medito nel buio del portico, tra lo scampanellare delle mucche e i grilli pensando che poteva andare peggio, che tutto quello che se ne va lascia il posto a qualcosa che arriverà e che la vita è una continua montagna russa: attese di ore per fare i biglietti (e trovare case degne, lavori possibili, fidanzanti non agghiaccianti) molta adrenalina, momenti di panico, attacchi di vomito, la sensazione di voler abbandonare la corsa spesso e volentieri ma pur sempre emozionantissima e terribilmente affascinante.


Per la frolla
::  300 gr di farina ::
::  150 gr di burro  ::
::  1 uovo ::
::  100 gr di zucchero a velo ::
::  scorza di un limone ::
::  un pizzico di sale  ::

Per la crema 
:: 250 ml di latte  ::
::  16 gr di farina  ::
::  40 gr di zucchero  ::
::  60 gr di burro  ::
::  60 gr di zucchero a velo   ::
::  60 gr di farina di mandorle  ::
::  2 tuorli + 1uovo  ::
::  scorza di un limone  ::
::  150 gr tra lamponi e mirtilli  ::

In una terrina lavorate a crema il burro con l'uovo, il limone, il sale e lo zucchero a velo. In un solo colpo aggiungete la farina e con la punta delle dita amalgamate molto velocemente lapasta in un panetto. Avvolgetela in pellicola alimentare e fatela riposare in frigorifero un’ora. Preparate la crema pasticcera: in un pentolino portate a bollore il latte con la scorza di limone in infusione.  In un altro pentolino amalgamate due tuorli con lo zucchero semolato e la farina, dopodiché versate a filo il latte filtrato e mettete sul fuoco: cuocete la crema rigirandola fino a bollore poi spegnete. Foderate una tortiera da 22 cm con la pasta frolla e mettetevi sopra un disco di carta da forno con appoggiati dei pesi, ad esempio fagioli secchi. Cuocete “in bianco” in forno a 170¡ per circa 10 minuti, eliminate i pesi e continuate la cottura per altri 5 minuti. In un mixer frullate la farina di mandorle con il burro a pezzetti, lo zucchero a velo e l’uovo e aggiungete il composto alla crema pasticcera: versate il tutto nel guscio di frolla, decorate con i lamponi e i mirtilli e cuocete a 170¡ per 25 minuti, il tempo che raddenserà la crema. Se i bordi della crostata dovessero scurire troppo potete proteggerli avvolgendoli con carta stagnola!

mercoledì 28 marzo 2012

4 anni. E una crostata meringata alla crema di limoni (senza latte)




1460 giorni. Oggi. E oggi più che mai li vedo come 1460 candele accese, una distesa infinita, ognuna con la sua storia da raccontare, i suoi spigoli appuntiti, le sue sfumature di luce tra il rosso, arancio, giallo e blu. 1460 anime che hanno dato vita a 1460 giornate spese nell'Amore più grande che io abbia provato, l'amore che ha reso unico questo cammino senza una meta finale e che vive nel solo desiderio di godere del viaggio e non fermarsi mai.



In fondo a questa ennesima giornata sfinente di un periodo troppo inteso in termini di emozioni, adesso trovo la calma per farmi gli auguri.

Non cambierei nemmeno un secondo e anche i momenti più faticosi e dolorosi hanno contribuito a raccontare una storia davvero ExtraOrdinaria.


A Te, mio piccolo giardino segreto, a te che mi hai accompagnata come un vero diario di Viaggio, a te che mi hai regalato molto di più di quello che mi sarei immaginata, a te che hai continuato a crescere anche in momenti di grande aridità e di stravolgenti dolori, a te io con orgoglio oggi dico, Buon Compleanno. 



Un solo ringraziamento, ancora una volta. Al "capo", maestro e sostegno di un percorso molto articolato. Non avrò mai abbastanza parole per renderti quello che tu hai dato a me :)




Per festeggiare un dolce davvero delizioso, fatto con una crema al limone leggerissima perchè senza latte e con un solo tuorlo e una piccola nocciolina di burro.

 INGREDIENTi

::  300 gr di farina  ::
::  150 gr di burro  ::
::  100 gr di zucchero  ::
::  1 uovo  ::
::  un pizzico di sale  ::

Per la crema
::  300 ml di acqua  ::
::  70 gr di zucchero  ::
::  30 gr di maizena  ::
::  un tuorlo  ::
::  la buccia e scorza di un limone  ::
::  una nocciolina di burro  ::

Per la meringa
::  un albume  ::
::  il peso dell'albume in zucchero a velo  ::
::  il peso dell'albume in zucchero semolato  ::


Preparate la frolla amalgamando il burro morbido a pezzetti con l'uovo e lo zucchero. Aggiungete poi in un solo colpo la farina e mescolando velocemente formate una pasta che farete riposare in frigo per un'ora. Preparate la crema: in un pentolino mescolate il tuorlo con lo zucchero e la maizena, aggiungete poi la scorza del limone, l'acqua e mettete sul fuoco. Cuocete mescolando sempre fino a bollore. Aggiungete quindi a fuoco spento il succo di limone e il burro e amalgamate bene. Foderate una tortiera da 22 cm circa con la pasta, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e versate la crema al limone. Cuocete in forno per circa mezz'ora a 170° e fate raffreddare lievemente. Preparate la meringa come descritto qui e decorate la superficie della torta con una sac à poche. Infornate nuovamente per circa un quarto d'ora a 180°. Fate raffreddare completamente prima di servire.

Un piccolo suggerimento: se la crema risultasse troppo fluida potete solidificarla mettendo un poco di ulteriore maizena in un bicchierino, scioglietela con un dito di acqua fredda, aggiungetela al composto in cottura e cuocete finchè bolle.


venerdì 10 febbraio 2012

NOn credo nelle favole. E nemmeno nel marketing. O forse sì: meringhe coccolose.



Ebbene sì. Me ne hanno raccontate davvero troppe. Ma quanti "primi appuntamenti" con promesse di Matrimonio, progetti di casa, famiglia, focolare acceso e mani unite nell'eternità. Tzè. La casa non c'è mai stata, di matrimoni molti ma mai il mio, figli parecchi (delle amiche) e il camino l'ho acceso per bruciarci dentro ogni baggianata che mi hanno raccontato. E ora sono perseguitata dalla sindrome del "SanValentino" imminente.


Oggi pomeriggio, ore 16.30, pieno attacco di panico (ebbene...per non farci mancare niente adesso mi vengono pure loro!). Decido di fare un giro per distrarmi dalle ansie e per compensare un pochino: shopping di intimo (addicted). Dopo aver messo sotto sopra un punto vendita Intimissimi alla ricerca di un reggiseno che non mi strizzasse le ciccette e non mi facesse sembrare una coppa piacentina ben stringata, mi dirigo verso l'iper per comprare gli ingredienti dei Pain Au Chocolat (sono in fase "ricompensiamoci"). Girando e rigirando vengo istintivamente attratta da una macchia di colore invitantissima: fragole. In febbraio. E pure profumate e promettenti. Per un minuto mi faccio sedurre dall'idea di una macedonia di fragole e poi la mia attenzione viene catturata dalla panna a fianco. 2+2= trovata di Marketing Pro SanValentino. IO ODIO SanValentino. Da sempre e per sempre! Che orrore tutti sti cuori e cuori e cuori ancora e angioletti&puttini&rose rosse e... Bleah, da disgusto! Mi riprendo dal tranello della Fragola Afrodisiaca  e con testardaggine mollo sdegnata le belle rosse tentatrici e giro le spalle. Pubblicità, non mi avrai MAI. Mai e poi Mai, lo giuro! Giro e rigiro, burro e lievito, dove cavolo è la farina e mi trovo davanti ai thè e infusi. In un altro attacco di ansia. Lancio un occhio per curiosità e vengo letteralmente  ipnotizzata dalla varietà: drenante, snellente, tonificante, digestiva, rilassante. RILASSANTE, devi essere mia! Annuso ma il cellophane mi impedisce di sentire qualsiasi cosa, leggo e vedo un sacco di erbe promettenti a placare i miei attacchi di ansia. Tu, subito nel mio carrello! E giro le spalle ai miliardi di thè bellamente classificati, bel consapevole, essendo una donna che con il marketing e la pubblicità lavora da 12 anni, che queste pioprietà sono palesemente inventate e irreali. Quando lavoravo in agenzia di advertising sul beauty mi dicevano "Chiara, abbiamo 6 colori di bagnoschiuma. Tu e la tua copy trovate delle categorie." Et voilà che quello rosso diventava energizzante, il blu rilassante, il rosa calmante, il verde defatigante e via andare. Eppure, anche se so bene che quel nome lo ha abbinato qualche pubblicitario a quel prodotto, anche io mi lascio conquistare dal marketing. Ma tengo testa, sempre e fortemente, al SanValentino. Quello proprio nessuna tisana digestiva me lo farebbe andare giù ;)






Ma a voi lascio queste meringhe, RibesRosso&CioccolatoBianco. Per voi che amate il SanValentino, e per chi come me ha bisogno di una dose di coccole anti-smancerie a gogo ^_^


PS: per la cronaca. Arrivata a casa apro il cellophane della mia tisana in compagnia di mia madre, che annusa e inorridita dice "ma questo non è rilassante, è vomitante. Che schifo, se uno non si sente tanto bene beve sta tisana, vomita tutto e poi sta meglio. Bleah!". Ah ah ah, mitica genitrice!


INGREDIENTI
  ::  un albume  ::
::  pari peso in zucchero a velo  ::
::  pari peso in zucchero semolato bianco  ::
::  una goccia di limone  ::
::  100 gr di cioccolato bianco  ::
::  3 rametti di ribes rosso + 2 cucchiai di zucchero semolato  ::

Pesate l'albume: sono importanti le proporzioni. Montatelo a neve qualche secondo, quando comincia ad essere spumoso aggiungetevi poi gli zuccheri poco alla volta sempre continuando a montare con le fruste elettriche. Questa operazione deve continuare per una decina di minuti, in modo che lo zucchero semolato si sciolga del tutto e otterrete una meringa lucida e setosa. COn una sac à poche dalla bocchetta liscia formate su una placca da forno rivestita di carta forno tanti mucchiettini. Cuocete le meringhe a 80°C per un paio di ore (Se piccoline) con lo sportello del forno lasciato un pelino socchiuso (io ci infilo una pattina piegata a metà così passa uno spiraglio di aria). Una volta cotte lasciatele in forno spento per altre 2 ore in modo che si asciughino bene. In un padellino mettete il ribes con lo zucchero, schiacciate con una forchetta i frutti e ottenete cuocendo a fiamma vivace per qualche minuto una composta ben densa. Nel mentre sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco. Stendete un velo di marmellata rossa su ogni metà meringa, versate un cucchiaino di cioccolato bianco, attendete che si stabilizzi per un minuto poi accoppiate schiacciando lievemente con un'altra meringa. Lasciate raffreddare per bene poi... coccolatevi!



domenica 18 dicembre 2011

A new day has just come: muffin ai mirtilli




9 novembre - 18 dicembre. Più di un mese di silenzio, non è da me. Eppure era necessario. Mia madre ha Santa ragione quando dice "magari per anni non succede nulla poi succede tutto in qualche giorno". Così è stato.

Oggi sono una Trasformista. Dal CuoreLeggero. E mi godo tutta la Bellezza che la mia vita è stata capace di darmi, e da sola mi faccio un regalo, perchè sono stata Brava. Ho abbracciato la mia vita e mi sono fatta abbracciare dopo anni lunghi e molto difficili, pieni di ogni negatività possibile.

La mia amica adorata Gio* lo diceva sempre "Se tu farai qualcosa per te stessa poi vedrai che ti sarà ricompensato e che qualcosa di bello accadrà"- Verissimo.

Mi godo la mia nuova Veste, mi godo le persone meravigliose che si sono strette intorno a me, mi godo l'attesa di una nuova trasferta di Lavoro che spero mi porterà tanto BelTempo, mi godo l'aver capito che la Vita può essere bella, ma sta a noi scegliere di essere felici.


E spesso la felicità è una scelta molto difficile.

Mi godo la Leggerezza che avevo perso sotto il peso delle negazioni imposte, accolgo tutto quello che arriverà e Ricomincio da Qui.

Trasformata&Leggera.


Questi sono i miei muffin preferiti. Sono perfetti, vengono sempre benissimo, sono soffici come nuvolette e velocissimi anche quando non si ha tempo.



INGREDIENTI


::  160 gr di farina  ::
::  2 uova  ::
::  100 gr di zucchero  ::
::  60 gr di burro  ::
::  50 ml di latte  ::
::  40 ml di panna  ::
::  essenza di vaniglia  ::
::  mezza bustina di lievito in polvere  ::
::  mirtilli  ::


In un mixer frullate il burro con lo zucchero, poi aggiungete le uova, il latte e la panna. Versate a pioggia poi la farina mischiata al lievito e l'essenza di vaniglia. In ultimo mettete anche i mirtilli e mescolate con cura. Mettete in stampini da muffin, decorate in superficie con qualche mirtillo e cuocete a 170° per circa 20 minuti.



Un pensiero e una dedica particolare alla mia adoratissima amica Laura: ti adoro. Sei sempre nei miei pensieri ....

domenica 16 ottobre 2011

Pasta choux: quando dei profiteroles fanno sbocciare un fiore.



In certi momenti è difficile tirare fuori le parole. Credo di avere una specie di paralisi al racconto: e per una logorroica come me è sempre un segno che indica "work in progress": attese, situazioni in essere ma non risolte, sospensione del giudizio. Forse, semplicemente avrei solo bisogno di guardarti, e lasciare che i miei occhi ti raccontino tutto, nel mio silenzio. Tu lo saprai leggere, perchè il tuo cuore sa leggere il mio. Con la stessa dolcezza che ha accompagnato me in questo percorso, voglio ora essere io a sostenere te e a non lasciarti andare via. Nemmeno ora, ora che quello che viviamo è complesso e ci sta facendo soffrire. Ancora più di prima, molto più di prima, adesso sono con te, e la promessa che ti ho fatto in privato ora te la faccio pubblicamente: non mi perderai mai J. Con Amore, forte e rigoglioso e ostinato e tenace.

Questa scelta è un must: abbiamo iniziato il nostro cammino insieme chiacchierando di profiteroles, tu che morivi dalla voglia di vedere le mie foto e io che, pigra come sempre, tardavo a postarle. Giuro, se mai ne avrò la possibilità, te ne farò una montagna da farti fare l'indigestione ah ah!



DOSI PER CIRCA 25 BIGNè

:: 170 ml di acqua ::
:: 90 gr di farina ::
:: 50 gr di burro ::
:: 2 uova ::
:: un pizzico di sale ::

Crema pasticcera alla vaniglia per i Profiteroles
:: Per il topping al cioccolato ::
:: 100 gr di cioccolato fondente ::
:: un cucchiaio di maizena ::
:: 300 ml di panna ::

:: Crema Zabaione per la Croquembouche ::






Il segreto dei bignè risiede nella perfetta cottura della pasta e nei giusti passaggi. La pasta choux è facile da fare, niente di complesso, ed è assolutamente versatilissima per essere farcita per preparazioni dolci o anche salate. Io li ho usati anche per una croquembouche ripiena di zabaione: la fine del mondo.

In un pentolino mettete l'acqua con il burro e il sale: appena bolle spegnete e in un solo colpo versate la farina. Girate velocemente fino a quando si formerà una palla che si stacca dalle pareti: rimettete sul fuoco per un paio di minuti. Fate intiepidire. Aggiungete un uovo alla volta amalgamando perfettamente prima di incorporare l'altro fino ad ottenere una pastella consistente. Trasferite in una sac à poche con bocchetta liscia e fate tanti mucchietti ben distanziati su una teglia da forno. Cuocete a 200° per circa 10 minuti poi abbassate a 180° per altri 15. Lasciate raffreddare in forno spento per una mezz'ora.
L'essenziale è che la pasta al suo interno sia perfettamente asciutta, altriemnti i bignè cederanno e si schiacceranno usciti dal forno. Riempiteli con una siringa da pasticceria con la crema prescelta e rifinite il dolce 

Per la croquembouche:  fate un caramello, intingete la punta di ogni bignè velocemente e con molta attenzione e montateli a piramide. Io ho decorato prima di servire con fili di caramello.

Per i profiteroles: fate una salsa mescolando perfettamente la maizena alla panna fredda, mettete sul fuoco sempre mescolando e una volta arrivata a bollore aggiungete il cioccolato tagliato a pezzetti. Spegnete, lasciate fermo il composto un paio di minuti (il cioccolato inizierà a sciogliersi per il calore da solo) e infine mescolate energicamente.


mercoledì 28 settembre 2011

Alle parole non dette. Alle emozioni. E a Laura: marmellata di more.



Le parole che non ci siamo detti, ma che Meraviglia mi hanno portato. Le parole che non ho mai avuto il coraggio di dedicarti apertamente. Quelle di cui vado enormemente fiera, ma solo perchè non hanno un nome cucito addosso o un indirizzo verso il quale volare. Le parole che ho lanciato al vento, perchè tu potessi coglierle grazie al sesto senso (che solo le donne hanno funzionante al 100%, ricordi?). E anche queste, che so non leggerai. Le parole che a vicenda non ci siamo dedicati, come le ciliegie che non abbiamo mangiato dalla bocca l'uno dell'altra e il bicchiere di vino che non ti ho versato, mi hanno portato a Lei. E anche solo per questo ne è valsa la pena: gioire, aspettare, vivere, immaginare, sperare, costruire in sogno castelli fatti di petali di camomilla. E avere paura, e piangere e soffrire e sperare ancora. Ma tutto, tutto questo è ricompensato dall'aver trovato Laura
La bellezza dei sentimenti di un cuore di donna non è andata sprecata nel mare blu del web e un altro cuore era pronto ad ascoltare ogni vibrazione. Laura è ancora più bella, elegante, affascinante, forte, travolgente, ironica e luminosa di quanto sapessi e averla potuta abbracciare di persona è stato uno dei tanti doni che questo angolo di rete mi ha regalato in questi anni.



Insieme a te, amica mia, vorrei fare colazione domani mattina con questa marmellata di more selvatiche rubate in giornate settembrine assolate e lente. Il souvenir di ore che hanno ancora il sapore delle coccole. Quelle di cui tanto avrei bisogno stasera, insieme alle tue orecchie ad ascoltare le ultime sconvolgenti dichiarazioni (fresche fresche di giornata!!! gulp!)



La marmellata normalmente io la faccio con frutta matura e perfettamente sana, la lavo e la asciugo delicatamente. Poi peso la frutta, la taglio a pezzetti e metto un terzo del peso in zucchero e il succo di mezzo o un lime. Faccio bollire a fuoco basso fino a quando raddensa (per questa di more ci è voluta una buona oretta e le more metà ne avevo passate e metà lasciate intere). Intanto sterilizzo i vasi con le capsule in acqua bollente per 5 minuti, scolo su un canovaccio sterile (o comunque pulitissimo), asciugo l'interno dei vasi e invaso la marmellata ancora calda riempiendo fino ad un dito dalla chiusura. Poi ribalto sottosopra per una notte intera per formare il sottovuoto. Conservo le marmellata in luogo fresco e asciutto al riparo dalla luce diretta del sole (dentro una credenza). Perfetta anche per farci una golosissima 
crostata autunnale.




sabato 3 settembre 2011

Pavlova: l'ultima riga delle favole.



Mi chiedo davvero... esiste l'ultima riga delle favole? Forse è qui, ora. Questa credo sia l'ultima riga di questa favola, che è durata un mese e mezzo, fatto di corse e di affanni in un oceano di Pace. Alla rincorsa della mia Felicità. Già, esiste la felicità, e io la sto cercando con ogni mia forza, oltre le cattiverie altrui, oltre l'invidia (ma che brutta bestia!) e oltre i luoghi comuni. Qui, in questa terra di pini e abeti, le gambe piene di graffi e le unghie spezzate e il sangue che scorre dopo aver sistemato 500 kg di legna. Eh già, come amo fare questo lavoro. Sporca, piena di polvere e schegge, con le mani nere e il sudore caldo, pezzetti di resina e di corteccia di pino e faggio tra i capelli, e la mia grande catasta pronta. Come me, pronta. Ho fatto le scorte e le ho messe da parte, le ho ammucchiate bene ordinate, sono bellissime, e la loro immagine mi evoca nella mente il caldo della casa, la neve, l'inverno, il freddo che punge e le lunghe ore buie passate davanti al fuoco che scalda, non solo il corpo, soprattutto il cuore. Il lavoro manuale, quello che ti fa tornare alle origini, che ti fa sentire in pace con il mondo, che ha il sapore buono che solo le cose autentiche hanno, che ti fa sentire male in ogni dove per la fatica ma che riesce a rasserenarti la mente. E poi la corsa al bosco con mia madre, donna la cui dolcezza e tenacia hanno portato avanti una famiglia pesante. Io e lei, come due bambine, nel grande prato a rubare dai rovi le more settembrine, quelle cresciute selvatiche e spontanee nel verde degli abeti. Io e lei, sole, una rarità per la quale essere felici. Le more dolcissime maturate al sole del sottobosco, regalo per cui gioire. La legna pronta per il freddo pungente, la pace del mio cuore. La felicità è scritta qui, in questa ultima riga di questa favola, e ora sono pronta davvero per tornare a continuare a combattere per la Mia di Felicità.



Tutta questa Bellezza dentro non poteva che essere rappresentata da questa Bellezza per occhi&gola: la Pavlova. Io non sono un'amante delle meringhe, affatto, eppure mi ha saputa conquistare con la sua semplicità. Credevo fosse una sfida impossibile, mi sbagliavo: è una vittoria di grande eleganza e poesia.


INGREDIENTI PER 5 pavlove piccole

: 100 gr di albumi (circa 3 uova) ::
: 100 gr di zucchero semolato + 2 cucchiai ::
: 100 gr di zucchero a velo ::
:: un cucchiaino di succo di limone + il succo di mezzo limone ::
:: un cucchiaio di maizena ::
:: 150 ml di panna fresca ::
:: un cestino di fragole e mirtilli ::


Fate una classica meringa cominciando a montare gli albumi con le fruste elettriche, poi incorporate man mano gli zuccheri, il limone e la maizena. Continuate a montare fino a quando lo zucchero semolato sarà sciolto completamente e la meringa sarà lucida e setosa. Mettete il composto in una sac à poche con bocchetta liscia e fate degli anelli con la meringa. Cuocete in forno a 75- 100° lasciandolo lievemente aperto (io ci ho messo in mezzo una pattina piegata) per non far scurire la meringa. Va cotta per circa 75 minuti poi tenuta a asciugare in forno una notte. Il giorno dopo montate la panna e mettetela al centro, servite con fragole macerate con zucchero e limone un paio di ore in frigo.





lunedì 25 luglio 2011

Consoliamoci: pain au chocolat





Finalmente. E' finita.
Ovviamente con un coup de theatre e un'ultima punta assassina, come da previsioni.
Questo periodo il lavoro mi ha assorbita totalmente, al punto che ho dei rasta nei capelli dato che non ho avuto il tempo di pettinarli, la pelle del corpo  spelata a quadretti come quella dei coccodrilli (risultato di due giorni di piscina, ustione fucsia e poi mai più creme idratanti), le unghie delle mani non si possono vedere sembra che io lavori in miniera e la faccia mi cade a tocchi. Come mai? Semplice: lavorare SEMPRE dalle 8 del mattino sul set e tornare SEMPRE a mezzanotte dopo 15 ore in piedi a parare deliri non è facile. Si arriva a casa che si ha solo voglia di una doccia evitando sprechi di tempo per spazzola e creme e poi nanna filata quelle circa 6 ore. Per cui sono un relitto lo ammetto e venerdì ho toccato la vetta più alta: dopo 3 giorni di tartassamento da parte del famigerato fotografo di turno (definito da una mia carissima amica che lavora nel settore "tanto carino, tanto burino"), dopo che ero lì per lui a parargli il c**o con il suo miglior cliente internazionale (ha combinato dei casini di planning atroci e davvero subdoli), lavorando senza sosta correndo per il set, preparando food per almeno 3 decine (!) di scatti fotografici, facendogli da segretaria rispondendo anche al telefono (e non si  mai vista una food stylist che risponde al telefono....), preparando caffè per i suddetti clienti (per altro adorabili) ecc ecc ecc andando anche gratis una mattina... beh, dopo tutto ciò mi ha maltrattata per 3 giorni perchè è il classico uomo che se la sa prendere solo con chi è più debole (pusillanime delle mie palle!) e chi è in condizioni di non rispondere (se solo avessi potuto...)


Come ultima cosa io vado appunto GRATIS l'ultimo giorno per fargli un favore e lui mi chiama vicino e con fare atrocemente iroso mi intima di lasciare il set! Il tutto per una sua paranoia irreale. Al che mi è presa una crisi isterica (dovuta appunto per il fatto di non aver potuto dirgli in faccia che omuncolo di m... che è ) e mi sono tappata in bagno come una bambina di 12 anni a piangere tutte le mie lacrime, con i clienti internazionali che bussavano volendo fare pipì e io che non potevo uscire causa faccia rossa maculata di pianto isterico ... porcaccia ladra. Penso che il fotografo sia sulla tazza del water da 3giorni dato le maledizioni che gli ho mandato, e se non c'è ancora finito spero ci vada presto in preda a coliche e ad aerofagia incontrollabile, augurandomi che si scateni il tutto proprio davanti ai tanto cari clienti ;))


E a me, auguro la più serena delle discese, sempre lavorando, ma meno faticosamente e consolandomi con queste meraviglie...




PAIN AU CHOCOLAT

:: 125 gr di farina 00 ::
:: 125 gr di farina manitoba ::
:: 50 gr di zucchero ::
:: 20 gr di burro ::
:: un tuorlo ::
:: 120 ml di latte ::
:: 6 gr di lievito di birra ::
:: un pizzico di sale ::
:: 100 gr di cioccolato fondente ::

per il tournage
:: 125 gr di burro ::


Fate un lievitino con 70 ml di latte latte, 50 gr di farina 00 e il lievito: mettete a lievitare per un'ora. In una ciotola mescolate il burro, lo zucchero e il tuorlo a crema, aggiungetevi poi le restanti farine, il sale e il latte fino ad ottenere una pasta briciolosa. Mescolatela con il lievitino e incorporatela lavorando energicamente per almeno 15 minuti su un piano infarinato fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica. Fatene un panetto e fatela riposare in frigo per circa 40 minuti. Prendete il burro e mettetelo tra due fogli di pellicola e con un mattarello schiacciatelo fino ad ottenere un panetto basso e compatto, della consistenza della plastilina: tenetelo in frigo. Ora riprendete la pasta, stendetela in una sfoglia sottile, su una metà adagiate il panetto di burro e l'altra metà libera ripiegatela sul burro formando un panetto e sigillando bene i bordi. Ora  fate i classici giri di tournage per sfogliare (il sito di paoletta lo spiega benissimo). Io ho fatto 5 giri, steso la pasta in una sfoglia grande, ricavato dei rettangoli e avvolto nei rettangoli dei pezzi lunghi di cioccolato. I rettangoli li ho lasciati in frigo tutta notte, al mattino dopo li ho fatti lievitare 2 ore e mezzo e poi cotti a 180° per circa 20 minuti. Giuro, erano buoni che non potevo crederci di averli fatti io!!! Grande ricompensa morale e di gola per questo allucinante periodo ^____________^





mercoledì 6 luglio 2011

Quando un viaggio volge al termine... Comfort food: Torta albicocche e caramello


Il canto notturno delle anguille erranti di Viale Mecenate. Le rane alle quali "ridare una forma di rana perchè così spellate e decapitate sono orrende". Le lumache cotte e bollite da "rimettere nel guscio che sgusciate non si possono vedere". Le interiora da porzionare alle 7 del mattino. Nessun animale vivo sul set. Le zucche marce che esplodono emanando un odore da voltastomaco che ti trapana la testa. I chili di gelato da farci le riprese in centomila gradi estivi milanesi! Le ore a passo d'uomo in tangenziale. Il catering, maledetto catering, sempre sempre sempre lo stesso, grrrr.... La lotta al maltempo e il dono della "luce di Dio" per fare le foto. Le sveglie antelucane e le corse delle 6 del mattino. I bigodini in testa tutta la notte (ovviamente insonne) per avere un aspetto decoroso (e successo garantito!). La food designer (che poi beh, il titolo nn corrisponde alla professione). La ricerca folle delle foglie di bambù e il relativo piccolo furto... Le cassette da riempire, cassette da riempire, cassette da riempire.... Il tavolo da scenografare. La torta sette veli e Biasetto, che persona meravigliosa! Gli alimenti decomposti che cambiano forma/colore/odore/consistenza. Il banco del pesce di SoraLella a Fregene. I filetti di triglia volanti. L'adrenalina ancora forte a mezzanotte dopo giornate interminabili. Le due Me che ora hanno fatto pace tra di loro. L'accettazione con il mio passato. I miei amati ricettari da portare avanti come una crociata nel mezzo dei deliri. I fiori di zucca da me cucinati per famosissssssssssssimi imprenditori milanesi (e una gocciolina di sudore da pathos che scende dalla tempia mentre il suddetto li mangiava...)


Questo, e molto molto molto altro sono stati gli ultimi 3 mesi. Un viaggio nel viaggio, che tra una settimana volgerà al termine. Tanto non vedo l'ora che finisca questo lavoro, tanto so che ne sentirò la dannata mancanza e una volta che le porte del set si chiuderanno, per l'ultima volta, dietro le mie spalle so che scoppierò in un pianto. Liberatorio, isterico, malinconico e dannatamente viscerale. Ve lo racconterò. Tra circa 7 giorni.

Ecco un dolce che amo molto: torta sottosopra, in questo caso albicocche e caramello. Amore garantito.

INGREDIENTI

:: 6 albicocche mature ::
:: 200 gr di farina ::
:: 50 gr di frumina ::
:: 3 uova ::
:: 180 gr di zucchero + 8 cucchiai per caramellare::
:: 140 ml di latte ::
:: 80 gr farina di mandorle ::
:: 180 gr di burro ::
:: mezza bustina di lievito ::
:: vaniglia ::
:: limone ::

In una terrina montate i tuorli d'uovo con 3 cucchiai di acqua bollente fino a che saranno gonfi e spumosi. Aggiungete lo zucchero e continuate a montare. Aggiungete alternate farina ,farina di mandorle, frumina e il latte. Fate sciogliere a bagnomaria 150 grammi di  burro, fatelo intiepidire e versatelo a filo nel composto. Montate a neve gli albumi, aggiungeteli e terminate con vaniglia, limone e lievito. Foderate il fondo di una tortiera a cerniera con carta forno, imburrate e infarinate le pareti e sul fondo mettete 8 cucchiai di zucchero + qualche fiocco di burro, le albicocche lavate e tagliate a metà e sopra versate il composto. Cuocete in forno a 180° per circa 40 minuti, sfornate e capovolgete ancora calda sottosopra. Potete poi, come ulteriore tocco, versare ancora caramello fatto con zucchero e burro sulla superficie prima di servire. Molto comfort food.



mercoledì 13 aprile 2011

Alla faccia di chi mi vuol male: latte in piedi ai pistacchi con arcobaleno di frutta



"Quanto tempo che è passato senza che me ne accorgessi..." Canticchio una canzone molto carina che ho nelle orecchie da qualche tempo, pensando a quanta verità in merito a cellulite e consapovolezze ah ah. L'alba di un nuovo giorno, l'alba di una luce dorata e piena di bellezza, la magia di questo istante così imperfettamente perfetto, la sensazione di essere ad un nuovo inizio di una nuova meravigliosa avventura. Le ultime due settimane sono state un disastro di jatture, sfighe, rotture, perdite di cose e affetti: se dovessi fare i conti direi che sono dissanguata e che mi hanno distrutto le cose a me più care, sono arrivati nel cuore del mio castello e l'hanno fatto a pezzi. Eppure, eppure non ho mai smesso di avere voglia di sorridere e di stare bene e di essere felice "nonostante tutto".Oggi ho quel senso dannato di rivalsa che mi è connaturato, ho nel sangue quel rosso che mi porto dentro e che mi fa mordere la vita più forte di quanto lei faccia con me, ho questa maledetta energia che mi fa tremare ma non mollare mai. Lo devo a me stessa. A una Me che non ha mai smesso di andare contro tutto, a una me che è stata capace di affrontare la sua più grande fobia da sola, a una me che oggi festeggia una nuova occasione di crescita da cogliere, una nuova possibilità di vivere e di essere felice. Nonostante tutto e SOPRATUTTO alla faccia di chi mi vuol male! Tiè! ;)


Un inno al colore, alla freschezza, al sapore, alla leggerezza, alla primavera con le sue meraviglie. Latte in piedi ai pistacchi con arcobaleno di frutta.



INGREDIENTI

:: 50 gr di pistacchi ::
:: 300 ml di latte ::
:: 8 gr di colla di pesce ::
:: 60 gr di zucchero ::
:: una bacca di vaniglia ::
:: una fetta di ananas ::
:: una fetta di mango ::
:: 5 fragole ::
:: 2 kiwi ::
:: un passion fruit ::

FAte bollire i pistacchi per qualche minuto e eliminate la pellicina: frullateli in un mixer con un goccio di latte a lungo in modo da ottenere una crema omogenea. In un pentolino portate a bollore il latte con lo zucchero e la bacca di vaniglia: lasciatela in infusione per un quarto d'ora. Ammorbidite la colla di pesce in acqua fredda, strizzatela e scioglietela su fuoco dolce con un cucchiaio di latte, poi unite la colla al latte alla vaniglia e ai pistacchi. Mescolate con cura, passate al setaccio per eliminare eventuali grumi e mettete in stampini in silicone a solidificare per almeno 3 ore. Servite con coriandoli di frutta fresca.
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