domenica 16 maggio 2010

Contro i rospi vivi... Cocottine di Uova, asparagi & Chèvre





Ho fatto indigestione di rospi. Già. E' un periodo che mi mangio così tanti rospi vivi che ora ho uno stagno nello stomaco che gracida. Maledetti. E poi sta pioggia incessante ha alimentato questi esseri verdi e il mio umore saltella dal nervoso, depresso, pessimo con punte di acido da far paura e oscenamente inverso. Grazie al cielo non apatico, sono troppo nevrotica per essere svogliata da tutto. Diciamocela, mi sono rotta di un bel po' di cose. Qualche buona notizia è anche arrivata e qualche frutto è stato portato a casa (anche se la maldicenza imperante non poteva astenersi dal commentare in modo maligno e saccente). Alla faccia dei rospi verdi, della gente che dovrebbe pensare al suo invece che guardare al mio, alla faccia del maltempo che spero sia terminato, del malumore e delle negatività, alla faccia della cattiveria e delle gelosie, e pure dei rospacci che mi sono dovuta ahimè ingollare, mi pappo queste facilissime cocottine: asparagi, uova, una spolverata di grana e qualche fettina di chèvre. E faccio un po' pace almeno con me stessa.



INGREDIENTI per 4 

un mazzetto di asparagi fini (o asparagina)
4 uova
grana
un tocchetto di burro
chèvre semi stagionato
sale e pepe




Fate bollire o cuocere a vapore gli asparagi fino quando saranno teneri. Preparate le cocottine: con un pennello da cucina spennellatele con burro ammorbidito, cospargetele bene di abbondante grana e sul fondo mettete una fettina di chèvre. Ripiegatevi dentro gli asparagi, se fosse difficoltoso tagliateli anche a pezzetti, apritevi sopra un uovo facendo attenzione a non rompere il rosso, completate con una grattata di grana, sale, una macinata di pepe nero e una fettina di chèvre. In forno a 180° per circa 10-15 minuti (guardatele perchè sembra non cuociano mai poi d'improvviso sono anche fin troppo cotte!). Mangiate belle calde gustandovi la favolosa crosticina di chèvre gratinato.




mercoledì 5 maggio 2010

Storie di Mamma e Figlia. Crema al caramello light





Trambusti, tanti progetti, poco tempo e soprattutto, disordine ovunque. Per non parlare di dover condividere la cucina: io per lavoro, e tu anche (sfamare 6 persone 3 volte al giorno da 38 anni è un lavoro da Premio alla Carriera). Questo indubbiamente ci fa litigare, bisticciare. Per non parlare di quante volte mi fai sempre la stessa domanda, perchè la risposta che ti do non ti piace e speri di averne una diversa. No, se la risposta è quella, quella rimane (spesso anche perchè non dipende da me). Madre e figlia, uniche due donne in una casa di uomini disordinati, pigri, musoni, introversi, intrattabili, egoriferiti e nulla-aiutanti (credo che il 98% degli uomini sia così). Storie di una figlia ormai grandicella che spesso gioca a fare la bambina, che ancora ti butta la testa tra le braccia in cerca di una carezza, che è felice come un giullare se per caso o per sbaglio riesce a stare da sola con te  anche solo tre ore, senza fratelli/padri/nonni gelosi a fare da guastafeste. Storie di disavventure ridicole, di un gelato mangiato sedute sui gradini del Duomo di Milano tra piccioni e teenagers a vagabondare, storie di giornate passate nel gelo con la caldaia rotta a 5° in casa la Vigilia di Natale, storie di capponi ripieni chiamati Abdullah, di notti insonni causate dall'ennesimo fidanzato stronzo che ti molla perchè se la fa con una più gnocca di te, storie di risate a crepapelle, confessioni impossibili e speranze condivise.




 Storie semplici, fatte di gesti sempre uguali, di una coperta ricamata a 6 mani con la nonna, di spese con 2 carrelli enormi e scontrini lunghi un metro a sfamare questi lupi che si aggirano per casa, storie di trasferte in macchina epiche, con i pacchi sopra, sotto i piedi e anche in braccio e oltre.Storie di mamma e figlia.
Pensi che io non ti voglia bene solo perchè siamo bisticciose, però se guardo anche oltre me, io e te abbiamo il più bel rapporto mamma-figlia che la storia abbia mai visto. E so per certo che se tutte le figlie avessero avuto una mamma come sei tu, il mondo sarebbe stato un posto davvero molto più felice.


Per il tuo compleanno, tra un paio di ore, il tuo dolce preferito, come lo faccio io: con pochissime uova, un poco di zucchero, latte e vaniglia.




DOSI PER VARI BICCHIERINI
500 ml di latte
80 gr di zucchero+200 per il caramello
un uovo e due tuorli
un baccello di vaniglia




Semplice, come la migliore delle coccole. Portate a ebollizione il latte con la vaniglia, raschiatene i semini e lasciate in infusione per un quarto d'ora. In una terrina sbattete le uova con 80 gr di zucchero, versate il latte a filo e mescolate bene. Fate il caramello in un pentolino di acciaio, girate solo per necessità con un cucchiaio di legno e appena brunito spegnete. Versate subito il caramello nei bicchierini, e sopra la crema ottenuta.
Cuocete a 120 -130 gradi a bagnomaria in forno per un paio di ore, rimane morbido e delizioso se rispettate la temperatura (l'acqua non deve mai bollire!). Fate raffreddare prima a temperatura ambiente poi in frigo per 4 ore circa prima di affondarci il cucchiaino!

giovedì 22 aprile 2010

Farfalle moderate di primavera ai pomodorini al forno, per moderare i miei "troppo"

Risucchiata da una specie di calderone di inferno dantesco, mescolata con del magma liquido come quello del vulcano che erutta e tornata ad una sembianza di normalità, che di normale non ha nulla dato che sono in previsione trasferte di lavoro incompatibili con le scadenze di progetti importanti milanesi. Arrrghhh, mannaggia ma come mai nella mia vita o non lavoro per nulla (non per volere ma per mancanza di) oppure lavoro troppo?
Troppo credo sia la parola che mi descriva meglio. Ebbene sì, sono una donna di eccessi, il grigio non so cosa sia, io vesto o nero o bianco o fuoco. Di me si dice che sono una persona troppo teatrale, troppo sensibile, a volte fuori luogo, troppo in ogni caso. Sono troppo felice, oppure troppo triste. Dormo troppo oppure troppo poco. Sono troppo vitale, cadendo poi in periodi di troppa "stasi". Esco troppo facendo tardi per locali, oppure mi rintano in casa per mesi e non vedo nessuno. Però c'è una cosa di cui vado fiera, in questo mare di cose non del tutto positive: la via di mezzo è che mi voglio bene, non troppo da essere egoista, e non troppo poco da farmi calpestare. E in fondo, mi sto simpatica e in qualcosa mi cambierei, ma non troppo :)





La ricetta di oggi è semplice e moderatissima: non troppo light, non troppo calorica. Non troppo saporita, non troppo sciapa. Una giusta perfetta via di mezzo che amo molto. E la dedico con grande grande affetto alle mie due Girls, Anni e Ste, che per una terrificante settimana del Salone del Mobile di Milano mi hanno sostenuta in un luuuuuunghissimo servizio di catering che è stato un Truman Show di 13 ore al giorno per 7 giorni no stop: grazie grazie grazie cuori cuori cuori!




INGREDIENTI
2 zucchine
pomodorini cherry
olive nere taggiasche e verdi
semi di finocchietto
origano
alloro
buccia di limone
un peperoncino piccante
pangrattato
olio extravergine di oliva


Facilissimo: tagliate a metà i pomodorini, conditeli con abbondante olio extravergine, le olive, origano, sale, peperoncino, le zucchine a rondelle sottili, i semi di finocchietto e alloro e fate cuocere in forno a 170° circa per una quarantina di minuti. Cuocete la pasta (farfalle) e nel mentre fate tostare il pangrattato in un padellino antiaderente. Scolate la pasta, conditela con le verdure al forno, grattugiate del limone fresco e una spolverata di pangrattato. Buonissime.


domenica 4 aprile 2010

Tradizioni pasquali&Pastiera: Zia AnnaMaria docet



Anche i muri conoscono le mie origine sorrentine, anche perchè ne vado abbastanza orgogliosa. Tutti mi scambiano per nordica per aspetto, faccina pulita da Madonnina e capellino biondo. Però quando mi conoscono meglio capiscono che dietro questo aspetto etereo c'è O' Vesuvio! E... si salvi chi può ah ah!




Un anno fa, con grande sorpresa, ci ha fatto visita direttamente da Meta di Sorrento Zia Annamaria e suo nipote Angelo. Da brava zietta è arrivata carica di doni: una meravigliosa pastiera e un limoncello fatti da lei. Una sinfonia.
Io mi vergognavo come una ladra a far vedere le mie pastiere "nordiche", rispetto la sua verace sembravano prodotte a Berlino, a Oslo!(sebbene siano dieci anni che le faccio tra tribulazioni varie, troppo secca, cruda da far schifo, bruciata fuori liquida dentro..) Ovviamente non ho perso tempo, taccuino e penna ed eccomi qui, con la sua ricetta, che devo dire è una bomba. Ho diminuito lo zucchero perchè io non amo i dolci dolcissimi, ma ugualmente la percentuale risulta così zuccherina che ha letteralmente creato caramello bellissimo in cottura, uno spettacolo alla vista. Le dosi sono enormi, perchè da usanza se ne fanno tante per essere regalate ad amici (che non aspettano altro voraci come lupi e pronti a combattere duelli a sangue per una fetta di pastiera) e parenti, a me ne sono venute 6. Se volete dividete in tre e fatene due.







DOSI PER 6 PASTIERE 


Pasta frolla
1500 gr di farina
750 gr di burro
500 gr di zucchero
6 uova
buccia di 3 limoni

Crema Pasticcera
1,5 litri di latte
12 uova
220 zucchero
120 farina
vaniglia

Per il ripieno
1, 5 kg ricotta
3 scatole di grano da 420 l'una
900 di latte
1200 gr di zucchero
9 uova
3 cucchiai di burro
4 fialette Pane Angeli essenza fior d'arancio
1 fialetta essenza Millefiori
vaniglia
cannella
300 gr canditi arancia e cedro
buccia di 4 limoni
succo di 2 arance
un bicchierino liquore Strega



Fate la frolla e fate riposare in frigo per almeno un'ora. Preparate la crema pasticcera e fate raffreddare. Mettete il grano con il latte e il burro in un tegame a fuoco basso finchè non diventa crema e fate raffreddare. Unite in un recipiente molto capiente la crema, il grano, la ricotta, le uova, lo zucchero, i canditi, i profumi vari. Foderate con la pasta frolla, mettete ripieno fino all'altezza della teglia con un mestolo, fate le strisce per decorare e la parte più delicata: la cottura.


La pastiera va cotta a 170° massimo per un'ora e mezza circa. Deve risultare dorata, lucida e la pasta colorita ma non scura. Fate raffreddare, conservate in frigo un giorno e al secondo giorno gustate in tutto il suo splendido profumo inebriante. Grazie Zia, è una delizia.



sabato 27 marzo 2010

Focaccia Simil Barese. Esercizi per coccolare una futura mamma



Già, anche a me la primavera mette sonno. Un sonno incredibile. Ma la ragione sta nel fatto che la notte la passo progettando, rimuginando, organizzando, facendo liste di "to do" e calcolando tempistiche, giorni di lavoro e dedicati ad altro. E finisco in questa specie di delirio adrenalinico a non dormire e a svegliarmi con un sonno atavico. Poi un caffè, doccia e si ricomincia con la lunga giornata. Arrivo distrutta a letto, yawwwnnn, ultimo sforzo la crema in faccia, spengo la luce finalmente posso dormire lettuccio morbido... ma ho segnato quel lavoro? La mail alla fine l'ho mandata o no? Allora domani faccio quello, poi passo a fare le compere per il lavoro, poi devo andare a cercare il vestito del mariage, poi no, ecco, forse è meglio se... Fino le due passate. Ora in cui devastata svengo e... Attaccano i colombi. Malignazzi, tubano tutta la notte sul tetto sopra camera mia, UUuhhhh...UUUhhh e io a girarmi e rigirarmi e aprire e chiudere la finestra a scacciarli. Ah, maledetta primavera eh eh!




La ricetta è dedicata con infinito amore a GiuliaMia, sorella lontana che ha festeggiato una data bellissima, i suoi 30 nel modo più straordinario: nella sua pancia cresce il prossimo incanto. Il cuore la porterà al nord, lontano dalla sua terra natia, e io per farla sentire "a casa" faccio prove di focaccia con i pomodorini da portarle in regalo ogni volta che andrò a trovarla. Quando ho infornato sono scesi tutti affamati come lupi in cucina, attirati dal profumo. Erano le tre del pomeriggio!




DOSI PER DUE FOCACCE

300 gr di semola di grano duro
200 gr di farina 00
mezzo cubetto di lievito di birra
3 cucchiaini di sale
1 cucchiaino e mezzo di zucchero
60 ml di olio evo
1 patata da 200 gr circa
pomodori ciliegina a volontà
una scatolina di polpa di pomodoro
olive verdi
stracchino se piace (a me piace, eccome se piace)
origano generoso
acqua q.b.



Fate bollire la patata, spellatela , schiacciatela e fatela raffreddare. Preparate il lievitino con 100 gr di farina 00, il lievito e mezzo bicchiere di acqua tiepida. Mettete a riposare coperto da pellicola per mezz'ora. Trascorso il tempo aggiungete al lievitino le restanti farine, sale, zucchero, olio e quel poco di acqua ad ottenere un impasto omogeneo. Lavorate energicamente sul piano per una decina di minuti, fate una palla, incidete una croce e mettete a lievitare due ore. Trascorso il tempo prendete la pasta, dividete in due parti, ungete due teglie e stendetevi i panetti aiutandovi solo con le mani. Distribuite sui panetti un velo di polpa a pezzetti di pomodoro. Tagliate a metà i pomodori ciliegina e infilateli nella pasta, così fate anche con le olive e con le dita fate dei buchi per mettervi dentro lo stracchino che avrete tagliato a cubetti. A questo punto una spolverata di sale, origano e un goccio di olio. Fate riposare un'ora in forno a forno spento. Cuocete a 200° una ventina di minuti.



Ti voglio tre universi di bene GiuliettaMia.


giovedì 18 marzo 2010

Risvegli di Primavera: carciofi e patate aromatici



E' passata la burrasca lavorativa. La tempesta è stata grande, ci siamo attaccati bene forte stringendo i denti, abbiamo portato pazienza, sorriso, pianto, gioito, tenuto botta al colpo e perseverato.Quando passa la tempesta lascia oltre il sollievo un senso di vuoto e io dopo due giorni di riposo sono già pronta a cominciare una nuovabattaglia, bella carica e iper adrenalinica. Sarà anche questo accenno di primavera, sarà che ho voglia di vita, sorrisi, allegria e tante storie da poter scrivere ancora. Ancora direi è una delle mie parole del cuore. 
Quella che dico sempre davanti a questo, che è uno dei miei piatti preferito in assoluto e ne mangio quantità industriali. Patate e carciofi con gli aromi: sarà semplice e un po' banale, ma chi ha detto che le cose complicate sono le più buone? E poi, ci vogliono i giusti trucchi per renderlo al top. La morte sua? Con una fetta di pecorino morbido e pane casareccio tostato!




DOSI PER 6 PERSONE

4 carciofi
4 patate grosse
uno spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
due rametti di rosmarino
un ciuffetto di menta
timo fresco
sale &  pepe


    Eliminate le punte dei carciofi e tutte le foglie esterne dure, conservando solo il cuore tenero. Tagliatelo a metà, eliminate la "paglia" interna e dividete a spicchi regolari. In una padella antiaderente mettete un filo di olio extravergine di oliva  e lo spicchio di aglio in camicia. Una volta dorato eliminatelo e aggiungete i carciofi, salate e fate cuocere coperto con un poco di acqua calda fino a cottura. In ultimo aggiungete una macinata di pepe fresco e del timo. Nel mentre in un'altra padella avrete fatto rosolare le patate con poco olio extravergine di oliva e un rametto di rosmarino a fuoco vivace scoperte, in ultimo aggiungete sale. Unite le patete e i carciofi in un'unica padella e fate cuocere insieme 5 minuti. A coltello tritate della menta fresca, del timo e del rosmarino e emulsionateli con dell'olio extravergine di oliva: aggiungete il trito aromatico alle verdure solo in ultimo, in modo da mantenere intatti i profumi delle erbe. Servite caldo.

    giovedì 11 marzo 2010

    Le favole crescono.





    Questo anno è iniziato con la mia favola. Un momento che mi ha regalato una gioia incredibile, energia pura che mi ha accompagnata attraverso un percorso molto faticoso, fatto di felicità infinita e tanta dedizione. E le favole continuano. Con una piccola magia racchiusa nel ventre di una sorella, con i sogni nel cassetto che vengono portati avanti con forza, con i desideri che urlano la loro voglia di diventare realtà. La favola continua con le favole che verranno scritte per tutti i bimbi che verranno dalla mia Gio, fantasia fervida e occhi di bimba.
    Le favole mi hanno portata lontano dal blog, ma il mio cuore risiede sempre qui. Prometto che prestissimo sono di ritorno, voglio il tempo da dedicare a questo angolo che ha visto seminare un sogno e che mi vede, a due anni di distanza, sempre certa delle scelte impossibili che ho fatto.
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