domenica 18 luglio 2010

Le pozioni dell'alchimista: parmigiana estiva.


Chi cosa faccio io nella vita? A me piace dire che sono un'alchimista. Trasformo le materie, le fondo, le mescolo, aggiungo e sottraggo, moltiplico e divido, coloro e schiarisco e scurisco. Le ho lì, in bella fila sul mio tavolo. E poi ci faccio magie fino ad arrivare al risultato desiderato. Già, come facevano gli alchimisti. Le mie pozioni sono spesso fatte per scopi davvero superficiali (la pubblicità lo è), però poi tendono radici lunghe e profonde quando esse vengono fatte per coccolare chi amo, per soddisfare la loro voglia di un momento di relax e di gioia da condividere insieme. La bellezza del cucinare per me davvero sta nel regalare felicità a chi voglio bene.


Fa un caldo davvero soffocante e la mia voglia di spignattare è pari a zero, però rimango golosa e oggi ho sperimentato questa davvero fantastica "parmigiana estiva": melanzane grigliate, pomodorini freschi spadellati 2 minuti, ricotta e pesto. Una poesia.


INGREDIENTI PER 4

una ricotta da 250 gr
due melanzane
pomodorini cherry
basilico q.b.
pinoli
olio evo


Cuocete nel forno a 150 gradi circa per un'ora la ricotta, fino a farla diventare brunita sui lati e asciutta.
Tagliate le melanzane a fette tonde, grigliatele e spadellate i pomodorini tagliati a metà o a quarti con un filo di olio evo, sale e qualche foglia di basilico per un paio di minuti. In un mixer frullate il basilico con i pinolu, il grana e un filo di olio evo. Componete le torrette mettendo prima una fetta di melanzana, poi pomodorini, qualche pezzetto di ricotta e un po' di pesto. Ripetete per 3 volte. Buonissime mangiate a temperatura ambiente.




martedì 6 luglio 2010

Di pensieri sparsi qui e lì tra caldo e fotografie





Il caldo fa accalcare i miei pensieri, che scorrono veloci si scontrano si accavallano e si rincorrono. No, non sono lineare di mio, in questi giorni meno che mai. Noto che questo blog, nato con un senso, ne sta prendendo un altro senza la mia volontà, credo sia una mutazione spontanea, come quando una nasce magrissima poi chissà come si inciccisce. Ecco. 
Il tempo da gennaio, con l'arrivo di nuovi obiettivi da raggiungere, è diminuito drasticamente, ma continuo ad amare questo angolo senza spazio fisico, questo pezzo di una Me che ha creduto e combattuto per sogni impossibili e che ogni giorno vive nuove sfide da vincere. Un mio ex fidanzato molto cattivo (mi ha lasciata per mettersi con una modella bellissima!) e molto stron** diceva una grande verità "tu hai un problema di autostima e sai perchè? perchè per avere stima di sè stessi bisogna mettersi in gioco, e vincere delle sfide. Solo così sarai una persona più sicura". 






Molto stronzo, ma parole molto vere. E oggi, a distanza di anni e partite vinte o almeno giocate e chilometri macinati e umiliazioni subite e gioie assaporate, ecco io oggi sono una donna che si stima. Almeno un po' ^___^



giovedì 24 giugno 2010

In mezzo al delirio un'oasi di pace: pesche ripiene al forno.





Frenesie, isterismi collettivi, ansie vomitate addosso da altri, tutti che credono di essere sempre chissà chi, ma chi??? Il mio lavoro mi mette di fronte a cose assurde, spesso ai limiti della sopravvivenza fisica (iniziare un  lavoro ore 8 di mattina e finirlo ore 4 e mezza di notte, domire 3 ore e ripresentarsi altre 9 ore su un altro lavoro facendo finta anche di essere sul pezzo non è una passeggiata di salute). Io donna che fa un lavoro strambo, bizzarro ma anche molto moderno, sono poi nell'anima una massaia vecchio stampo mancata, vorrei svegliarmi per coltivare la terra e raccoglierne i frutti in un mulino con la ruota, accudire il focolaio scaldata da un camino crescendo pargoli monelli e coccolando un solido compagno dal cuore grande. Nel mio quotidiano sono, quando il Cielo mi da la bontà di non strapazzarmi in qualche delirio professionale, alla ricerca della semplicità del gesto che fu, del sapore di qualcosa di magico, di vecchio, di buono.


Come queste pesche, nate per caso perchè in realtà non mi hanno mai attratta, ma grande amore al primo assaggio: calde, morbide, profumatissime. Come una vecchia coperta che ti avvolge su una sedia a dondolo.




DOSI PER 4 PERSONE

4 pesche gialle mature
8-10 amaretti
40 gr di cioccolato fondente
6 savoiardi
marsala q. b.
2 cucchiai di zucchero di canna

Lavate le pesche, tagliatele a metà e scavatene la polpa per ricavare la cavità epr il ripieno. In un mixer frullate il cioccolato spezzettato, la polpa di pesca, gli amaretti, lo zucchero di canna, il cioccolato fondente e marsala quanto basta per legare insieme. Formate una pallina di composto, adagiatela nelle mezze pesche, sistematele in una pirofila, e sul fondo versate mezzo dito di marsala. Cuocete a 170° circa per una cinquantina di minuti, irrorando se volete con il marsala di cottura. Buonissime tiepide.

giovedì 17 giugno 2010

Pizzette da rinfresco: inno alla gioia dello stare insieme!


Sono tornata. Già, da una incredibile dis-avventura. Per la prima volta nella mia vita ho fatto l'accompagnatrice-referente per un gruppo di lavoro in incentive. Meta: Taormina. 6 giorni che mi hanno visto protagonista di mille e non più mille scenette, qualcosa che fatico a riassumere a parole. Ho avuto l'immensa fortuna di avere al mio fianco delle persone a dir poco fantastiche, a cominciare dal signor Sebastiano. Un metro e 45 cm di pura razza siciliana, un'età indefinibile confusa dalla pelle cotta dal sole e solcata da rughe profonde, mani di chi ha lavorato duro per una vita intera ma ancora piene di comprensione, sostegno e umanità. Un cuore grande rispecchiato nei suoi acuti occhi neri e una cavalleria e un rispetto che ormai purtroppo non se ne vedono più in giro. Lui è stato il mio Caronte, il mio traghettatore nelle mille andate e ritorno dall'aereoporto di Catania e nelle varie escursioni dei nostri sei giorni siciliani. E poi Sara, mio Angelo Custode che mi ha alleggerito animo e corpo in giornate lavorative di quasi 20 ore, una presenza salda, serena, dolce e comprensiva che è riuscita ad alleviare pene emotive e casini incredibili di organizzazione: ma che cavolo avrei fatto senza te, Saretta mia, donna favolosa? 


E poi tutte le meravigliose persone che ho portato in giro, che mi hanno commosso a non finire con le loro storie, i loro racconti, le loro parole e i tanti gesti di affetto che hanno avuto nei miei confronti soprattutto in momenti di mia stanchezza o difficoltà. In aereoporto al rientro ho pianto tutte le mie lacrime, le emozioni sono state davvero infinite e li ho adorati tutti come persone facenti parte della mia vita. Prima di partire avevo messo sulla bilancia e nella valigia ogni possibilità, bello e brutto tempo, fatiche e problemi da gestire, ma non sapevo che avrei avuto così tanta ricchezza d'animo. Ringrazio la vita che mi ha dato la possibilità di vivere questa avventura, mi sento infinitamente fortunata perchè Dio mi ha dato un cuore che sa leggere tutto questo e auguro ad ognuno di voi che passa di qui di poter anche solo una volta assaporare un'esperienza del genere.


Inno alla convivialità, dedico a tutti loro queste fenomenali pizzette da cocktail: fanno subito allegria, gioia e amicizia. Fatene in abbondanza perchè davvero spariscono in un lampo.


INGREDIENTI

125 gr farina manitoba
125 gr farina 00
100 gr latte
6 gr lievito di birra
50 gr burro sciolto e raffreddato
3 cucchiaini di sale
25 gr zucchero
salsa di pomodoro
abbondante origano
formaggio a piacere (io un mix di mozzarella e formaggi semistagionati)


Preparate un lievitino con il latte a temperatura ambiente, 100 gr di farina 00 e il lievito. Coprite con pellicola e fate riposare per una mezz'ora. Aggiungete a questo punto al lievitino la restante farina, il burro sciolto, lo zucchero e il sale e impastate con forza per almeno 10 minuti. Formate un panetto e fare riposare per due ore coperto da pellicola. Passato il tempo riprendete l'impasto, lavoratelo per altri dieci minuti energicamente e rimettete a lievitare in luogo asciutto e tiepido per altre due ore. Trascorso il tempo prendete l'impasto, stendetelo con un mattarello ad un altezza di circa 1 cm e tagliatene con dei coppapasta dei dischi: posizionateli sulla placca da forno nel forno preriscaldato a 50°C e fateli lievitare 40 minuti. A questo punto conditeli con salsa di pomodoro, formaggi e origano e cuocete a 200°C per 10-15 minuti circa.

sabato 5 giugno 2010

Charlotte en Rose. Ecco cosa bolle in pentola.



Il mare è un miraggio pari a quello delle oasi. Una cosa lontaaaaaaaana lontaaanaaa. Comincia a fare un caldo appiccicoso e le zanzare che mi girano intorno sono un numero che sfiora le tre cifre nel pomeriggio. Gioie e dolori di vivere nel verde fuori dalla metropoli di cemento. Periodo di grande lavoro, pochi progetti, giorno dopo giorno a completare le tessere che mancano alla prossima consegna. E pochi pensieri. Pensare è faticoso, la fatica fa aumentare la sudorazione. E già la temperatura è feroce: perchè fare altre fatiche? :D Soprattutto se il lavoro costringe anche a far andare il forno giorno e notte in produzione di mille e non più mille dolcini con frutta. 



Per alleviare la calura io vi propongo una favola al cucchiaio fatta per lavoro recentemente: charlotte en rose con fragole e yogurth greco. A voi provare per dire che ne pensate!

INGREDIENTI

una decina di savoiardi casalinghi
200 gr di fragole
175 gr di yogurt greco  
125 gr di ricotta 
125 gr di lamponi 
7 cucchiai di miele
l5 gr di colla di pesce
100 ml di panna
 zucchero a velo

Lavate le fragole accuratamente, privatele del picciolo e tagliatele a pezzi. Frullatele nel mixer fino ad ottenere una salsa liscia e cremosa. In una ciotola mescolate lo yogurt con la ricotta, il miele e in ultimo le fragole frullate. Ammorbidite la colla di pesce in acqua fredda, strizzatela e fatela sciogliere in un pentolino insieme ad un cucchiaio di fragole frullate che avrete tenuto da parte: aggiungetela al composto di frutta e formaggi e mettetelo in un recipiente cilindrico dai bordi alti foderato con pellicola o carta da forno bagnata e strizzata. Mettete in frigorifero a solidificare per 6 ore circa.
Sformate la charlotte con delicatezza, trasferitela su un piatto e spalmatela con un sottile strato di panna montata. Adagiate sui bordi della charlotte premendo lievemente i savoiardi, in modo che aderiscano bene alla panna. Decorate con lamponi e zucchero a velo e servite.

lunedì 31 maggio 2010

Il cammino dei sensi. Auguri Annina!

Vorrei essere brava a scrivere. Ma non lo sono. Però faccio lo stesso un regalo alla mia amica ANna, un regalo sottovoce, di quelli bisbigliati in un orecchio. Per il tuo compleanno partecipo con queste foto al tuo contest bellissimo, Il cammino dei sensi. Non riesco a trovare le parole per descrivere questo luogo, il tuffo al cuore che mi prende quando scendo dalla macchina e respiro a pieni polmoni il profumo di bosco, pini, erba, stelle e fiori di campo in estate e neve pungente in inverno. So solo che le mie radici risiedono lì, questo luogo dove il tempo non ha tempo e dove ogni cosa sembra restare fissa, dove io torno ad essere Chiara di sempre, di quando avevo 15 anni e il postino mi portava le lettere da me tanto attese durante estati passate a scorrazzare con gli amici. 



Già, gli stessi che un tempo giocavano con me a guardia e ladri di notte per le piccole stradine nascondendoci nelle case del villaggio, gli amici con i quali si andava tutti "ai 3 scalini" e si usciva fuori che si puzzava così tanto di fritto e fumo che solo lì si poteva essere stati, gli amici dei Capodanni nel bar ghiacciato o in taverna da Ale, gli amici che scendevano insieme a me come pazzi con i bob nel pratone del bosco innevato, gli amici che bivaccavano negli inverni in taverna da me e con i quali ho passato praticamente tutti i compleanni della mia vita essendo io nata sotto le stelle cadenti di agosto. 





Gli stessi amici che oggi sono mamme, papà, promessi sposi e professionisti avviati ma che nel mio cuore in questa incantata cornice di una favola senza tempo restano sempre i bambini che correvano come pazzi nel bosco. AnninaCara, per te e per il tuo compleanno un piccolo pezzo di cuore attraverso queste mie emozioni.
Ti voglio bene, davvero. Auguri con grande affetto.



domenica 16 maggio 2010

Contro i rospi vivi... Cocottine di Uova, asparagi & Chèvre





Ho fatto indigestione di rospi. Già. E' un periodo che mi mangio così tanti rospi vivi che ora ho uno stagno nello stomaco che gracida. Maledetti. E poi sta pioggia incessante ha alimentato questi esseri verdi e il mio umore saltella dal nervoso, depresso, pessimo con punte di acido da far paura e oscenamente inverso. Grazie al cielo non apatico, sono troppo nevrotica per essere svogliata da tutto. Diciamocela, mi sono rotta di un bel po' di cose. Qualche buona notizia è anche arrivata e qualche frutto è stato portato a casa (anche se la maldicenza imperante non poteva astenersi dal commentare in modo maligno e saccente). Alla faccia dei rospi verdi, della gente che dovrebbe pensare al suo invece che guardare al mio, alla faccia del maltempo che spero sia terminato, del malumore e delle negatività, alla faccia della cattiveria e delle gelosie, e pure dei rospacci che mi sono dovuta ahimè ingollare, mi pappo queste facilissime cocottine: asparagi, uova, una spolverata di grana e qualche fettina di chèvre. E faccio un po' pace almeno con me stessa.



INGREDIENTI per 4 

un mazzetto di asparagi fini (o asparagina)
4 uova
grana
un tocchetto di burro
chèvre semi stagionato
sale e pepe




Fate bollire o cuocere a vapore gli asparagi fino quando saranno teneri. Preparate le cocottine: con un pennello da cucina spennellatele con burro ammorbidito, cospargetele bene di abbondante grana e sul fondo mettete una fettina di chèvre. Ripiegatevi dentro gli asparagi, se fosse difficoltoso tagliateli anche a pezzetti, apritevi sopra un uovo facendo attenzione a non rompere il rosso, completate con una grattata di grana, sale, una macinata di pepe nero e una fettina di chèvre. In forno a 180° per circa 10-15 minuti (guardatele perchè sembra non cuociano mai poi d'improvviso sono anche fin troppo cotte!). Mangiate belle calde gustandovi la favolosa crosticina di chèvre gratinato.




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