giovedì 16 giugno 2011

Clafoutis, Sogni & Deliri in agguato!



Qui la faccenda si fa Cosmica. Cosmicamente legata a triplo filo alla Jella. Giornata nero pece ieri, una sveglia ANTELUCANA per essere sul set dall'altra parte di Milano alle 7.30 . E già ci sarebbe moooolto da dire. Il giorno prima ho girato la città e l'intero Hinterland per preparare il lavoro raccogliendo materiali su materiali, facendo salti mortali con il runner e da sola per fare tutto. Tronfia di orgoglio per quello che avevo pensato preparo il mio set... et voilà, alle 9 dopo 2 ore di preparazione mi "smontano" tutto dicendomi un "nn piace" come motivazione. 


Livida mi metto la lingua in gola con 3 giri e eseguo come un automa i nuovi input "fai qui, metti lì, togli là, un poco + un poco meno" come se avessero un telecomando innestato con il mio cervello e muovessero loro le mie mani. Dopo due ore di questo delirio guardo il risultato finale e lo trovo esteticamente raccapricciante e disgustoso. La mia rabbia sale a livelli interplanetari. Sbotto con chi di dovere e faccio notare che il banco a tema marino che io avevo pensato in modo creativo si è trasformato nel Banco del Pesce della SoraLella a Fregene (che sarà pure bellissimo il banco della SoraLella, ma non indicato nel mio caso!). Il ritardo sulla produzione è di ore 2 al che, chissà come, mi addossano la colpa facendomi uno shampoo e contro shampoo "bla bla bla, ritardo, bla bla bla, colpe, bla bla bla". I miei iniziali GRRRRR si trasformano in ROARRRRR e solo lo sgabellino del domatore potrebbe tenermi a bada. Ribollo come il Vesuvio in fare pre eruttiva. 




Mi aspetta un pomeriggio faticoso di impacchettamento di tutti gli oggetti presi a noleggio, litigate con i pony, discussioni discussioni e discussioni.  Fine giornata, sfatta come poche, davanti al PC ore 21.30 a fare ancora ricerche, un mio "ammiratore" diciamolo così del set (esercitando anche una posizione di rilievo rispetto a me) che gentilmente e discretamente in disparte mi aveva chiesto un aperitivo insieme qualche giorno addietro , spazientito dall'attesa della mia risposta urla davanti ai capi "allora, quando andiamo a fare sto aperitivo?" Io che in realtà ho una timidezza innata sprofondo nella sedia, mi infiammo di color pomodoro estivo per la vergogna e balbetto qualche parola alla rinfusa senza senso. Stanca, mortificata, prendo su le mie cose e vado ad acchiappare una borsa di "prodotti" che la produzione aveva acconsentito di portare a casa da parte dello staff. Sgattaiolo fuori con il mio sacco in carta furtivamente (ok che avevo il nulla osta ma l'avevo ben riempita sta borsa!) e appena metto fuori il piede dalla porta... SVRAMMMM! Si straccia la carta e vedi rotolare in ogni dove pomodori, vongole, gamberi, basilico.... NAAAAAAAAA disastroooo! Raccolgo il tutto infilando, ahimè, in borsa il retino delle vongole (non avevo altro) e il sacchettino di mais con i gamberi, i mazzi di basilico e random i pomodori... arrivando a casa con una zuppa di mare nella mia borsa in pelle :(( Sono accadute anche altre cose Fantozziane da sbellicarsi dal ridere (se non le si vive in prima persona!) ma che non posso scrivere per privacy e per timore che vengano lette dalle persone che proprio non devono... eh eh!





Orrore. Orrore &Deliri :D Ok, bene, non può andare peggio... sìììì invece! Mi sveglio con una chiamata della produzione alla quale non rispondo di proposito (so che sono altre rogne) e senza i miei adorati biscotti per la colazione: scendo in cucina e mio fratello si sta addentando l'ultimo. Ragazzi, giornata faticosa pure oggi ^____^


Bene, però una buona c'è. Ovvero questa pubblicazione. Lo so, non è nulla di che, ma a me ha aperto il cuore. I miei sogni che accendono ogni giorno questo cuore come una stella cometa in un cielo d'agosto, riescono ancora a distanza di anni a darmi le più grandi delle emozioni.


Clafoutis&Sogni. Binomio Pazzesco. Abbracci&Sorrisi per tutti voi.

NdR: ho scritto queste righe ridacchiando sotto i baffi. Perchè sui propri "guai" si deve solo che sdrammatizzare e dire una frase a me molto cara "me ne devo... ehm... infischiare" (sarebbe un'altro verbo che finisce in "ere" e comincia con "fot..." ma mi sembrava poco bello da citare sul blog ^__________^)

lunedì 30 maggio 2011

Gnocchi di PatateViola: alchimie navigando leggeri.



 Navigo ormai a vista da giorni, non cerco più itinerari o rotte da in - seguire, mi lascio cullare da queste onde e vado dove mi sta portando il vento. Questa condizione di ritrovata libertà da tutti quei maledetti schemi che da soli ci prefiggiamo mi sta dando una leggerezza che non avevo, un senso quasi mistico in cui la parola "possibilità" e l'aggettivo "possibile" sono le uniche che vengono riconosciute e stimate. Non so bene dove andrò, non so se mi basteranno i viveri e se vedrò aurore boreali oppure deserti di sabbia e palme. Non so se avrò compagni di avventura oppure sarò da sola nelle notti sotto la luna a immaginare il dolce suono dei grilli in un bosco e il profumo dei gelsomini in fiore, non so se mi basteranno le coperte o la mia pelle sarà arsa di luce azzurra e accecante. Quello che ora so è che parto da qui, da questo bagaglio di esperienze, sbagli, errori, avventure e di fiducia. Parto con il sorriso di chi respira a pieni polmoni l'aria frizzante di un'alba dorata e quella specie di elettricità sotto la pelle, parto con l'allegria di chi ha deciso di stare bene.





Chi frequenta questo blog sa bene che io non sono una chef e mai ho preteso di esserlo: ognuno faccia il suo lavoro, come dico sempre io. Non ho mai sperimentato cose "strane" dato che sono per la semplicità in cucina, e non mi sono mai lanciata in accostamenti bizzarri. Oggi, rompo lievemente il mio trend con questi che sono, lo posso giurare, gli gnocchi più buoni che io abbia mai mangiato o fatto: gnocchi di patate viola con zucchine, asparagi & pancetta croccante.


Le patate viola non sono una novità lo so bene, e non le ho nemmeno mai cercate: complice la produzione televisiva per la quale sto lavorando (ne parlerò in settembre...) mi sono capitate tra le mani e non ho saputo resistere alla tentazione di provarle: al di là del colore stupendo e stupefacente, hanno un sapore incredibilmente buono e una consistenza talmente perfetta che i miei gnocchi si scioglievano in bocca senza però essere molli.


DOSI PER 4 PERSONE

:: 500 gr di patate viola (da cotte e sbucciate!) ::
:: 120 gr di farina ::
:: un tuorlo d'uovo ::
:: sale, pepe & noce moscata ::
:: 3 zucchine piccole con il fiore ::
:: 5 asparagi ::
:: 70 gr di pancetta coppata ::
:: basilico & Timo ::
:: olio extravergine di oliva ..



Cuocete le patate CON LA BUCCIA fino a quando saranno morbide: spelatele e schiacciatele. Unite sale, pepe e un poco di noce moscata, il tuorlo e amalgamate con 100 gr di farina velocemente (a me sono bastati per avere gnocchi sodi e fantastici da lavorare). Formate gli gnocchi e tenete da parte. In un padellino antiaderente preparate il condimento spadellando a fiamma vivace le zucchine a rondelle con la pancetta a quadratini, in ultimo unite gli asparagi (sbollentati a parte) e gli aromi. Cuocete gli gnocchi, condite e adorate!

PS: guardate che acqua bellissima: è quella di cottura degli gnocchi, le patate hanno lasciato il loro colore e me a bocca aperta :)


sabato 14 maggio 2011

Navigando guardando le stelle: fiori di zucca ripieni al forno.



Devo imparare a navigare guardando le stelle, come dice il mio caro amico Julian, nn ho altro modo. Sono partita come si parte sempre: carica di viveri per il viaggio, con una buona dotazione di vestiti leggeri e pesanti, una tela cerata contro la pioggia e la mia cartina del percorso. Con me anche gli affetti, che sono stati i primi a sostenere questo progetto. Ho "macinato" km di mare, terra e aria, ho conosciuto un miliardo di persone, amici, nemici, viaggiatori come me, pellegrini e avventurieri alla ricerca di una chimera da seguire o di Eldorado. 

Mi sono imbattuta anche in creature mitologiche e mostri da combattere come SanGiorgio, stremata dopo battaglie mi sono saziata di cibi afrodisiaci e ho bevuto davvero alla tavola di re da Mille e una notte tra oro e mirra. Posso dire che quanto a noia, a parte qualche giornata fiacca senza vento in attesa di nuove correnti da seguire, ne ho patita ben poca. Sulla mia barca in questo viaggio ho sempre avuto molto da fare, spesso davvero troppo. 

In questo ultimo periodo nel mezzo di una traversata pacifica mi sono ritrovata inghiottita da una violenta tempesta tropicale: lampi, fulmini, vento a millemila nodi, onde alte decine di metri: l'ultima onda ha inghiottito il mio cuore e la mia cartina del viaggio. Mi sono aggrappata all'albero il più forte possibile e ho atteso che il peggio passasse, e ho pregato e tremato e implorato e atteso ancora. Ed ora sono qui, non so più dove devo andare perchè il mio progetto se l'è mangiato Eolo, mi ritrovo vestita di stracci e stanca e perdura questo cielo plumbeo sopra la mia testa. Come dice Julian, se la tua bussola si è rotta impara a navigare guardando le stelle. Sì, è l'unica cosa da fare: riaccendere i sogni e farsi guidare, per l'ennesima volta, solo che da loro e dall'istinto. "Viandante, non c'è cammino. La strada si fa camminando". Sempre.

Questa ricetta è dedicata virtualmente alla mia amica Vale: non so in realtà se ama i fiori di zucca, ma dato che li ho gentilmente prelevati dalla "dispensa" dove stiamo lavorando insieme su questo folle set televisivo, e dato che mi è stata compagna di disavventure e deliri eno-gastronomici assortiti, mi piacerebbe farli a lei. Grazie Vale, che avrei fatto io davanti a quel momento da esorcismo senza il tuo appoggio? :) Giurami che a metà luglio finito il tutto ci andiamo a bere 4 casse di rhum x smaltire lo stress ah ah!


DOSI x 4 PERSONE

:: 12 fiori di zucca ::
:: una ricotta da 200 gr ::
:: una crescenza ::
:: 3 zucchine piccole ::
:: 1 melanzana lunga ::
:: basilico ::
:: menta ::
:: grana padano ::
:: sale& pepe&noce moscata ::
:: olio extravergine di oliva ::
:: pinoli q. b. ::



Lavate delicatamente i fiori di zucca ed eliminate il pistillo interno. Tagliate a quadratini le zucchine e le melanzane con la buccia dopo averle lavate, eliminate la parte centrale sia della melanzana che della zucchina e spadellate le verdure separatamente con un poco di olio extravergine di oliva e sale. Preparate la farcia: amalgamate la ricotta con la crescenza, unite formaggio grattugiato a piacere, le verdure cotte (raffreddate) e un trito di basilico e menta. Salate, pepate e aggiungete se piace della noce moscata. Trasferite il ripieno in una sac à poche senza bocchetta e delicatamente farcite i fiori. Adagiateli in una pirofila, irrorate con un filo di olio, salate e aggiungete in ultimo i pinoli. Cuocete in forno a 180° per circa 20-25 minuti. Ottimi da tiepidi!

mercoledì 4 maggio 2011

Risotto Fragole&Pannerone. Unioni possibili!



Periodo di grandissimo impegno lavorativo e di attese riempite da attacchi isterici miscelati a momenti di calma e di felicità e poco tempo da dedicare alla mia amata cucina, anche se lavorando nel food già alle 7 del mattino sono lì a maneggiare carni come un anatomopatologo o a "evirare pesci" (lapsus prettamente freudiano causato da intolleranza a certi soggetti maschili). Tornerò a dedicarmici anima e corpo, torneranno i sorrisi, tornerà la pace, torneranno nuove sfide, nuove vittorie, nuove prospettive, nuovi tramonti e nuove albe.




Oggi Fragole & Pannerone. La storia di una "lei" dolce ma spesso con una punta di acido (che in certi casi diventa acidissssima e pure isterica da matti), coloratissima, golosa, simpatica e molto ma molto versatile. E un "lui": monocolore, forte, deciso con un retrogusto pungente e dal carattere ben marcato. Ma potranno mai sposarsi davvero? Così diversi, così terribilmente lontani per mondi e appartenenza, così ancorati alla loro unicità. L'esperimento odierno tra le padelle mi dice che sì, che sono una coppia davvero perfetta, nonostante tutto. Credo che la parola "nonostante tutto" sia quella che meglio caratterizza questa stramba e intricatissima relazione, fatta di alchimie che solo io e lui sappiamo spiegare, affinità elettive che sulla carta sembrano davvero "impossibili" ma che poi... che poi scoprono un gusto meraviglioso, fatto di perfetti equilibri in azzeccatissimo stile "agrodolce". Attendo... la tiara, il pizzo e il bouquet di peonie bianche e rosa ah ah! :) Chissà mai, non mi chiamo Kate ma per fortuna di chiese è pieno il mondo e di Principi senza corona ancora qualcuno in circolazione ce n'è!




INGREDIENTI PER 4 PERSONE

:: 320 gr di vialone nano ::
:: brodo vegetale leggero ::
:: 250 gr di fragole ::
:: spumante secco ::
:: pannerone ::
:: olio extravergine di oliva ::
:: pepe nero ::
:: una noce di burro freddo ::
:: grana padano ::
:: timo fresco ::


Io non faccio il soffritto perchè non mi piace, consiglio chi lo volesse fare lo scalogno che come sapore è più delicato. Mettete un filo di olio extravergine di oliva in una risottiera, aggiungete un terzo delle fragole tagliate a cubetti, cuocete per 5 minuti poi aggiungete il riso, fatelo tostare e sfumate con lo spumante. Aggiungete man mano il brodo ben caldo, poco alla volta e a 5 minuti dalla fine cottura le altre fragole. Spegnete, aggiungete pannerone a cubetti, la noce di burro, il grana, il timo e una macinata di pepe nero e lasciate mantecare un paio di minuti. 




mercoledì 13 aprile 2011

Alla faccia di chi mi vuol male: latte in piedi ai pistacchi con arcobaleno di frutta



"Quanto tempo che è passato senza che me ne accorgessi..." Canticchio una canzone molto carina che ho nelle orecchie da qualche tempo, pensando a quanta verità in merito a cellulite e consapovolezze ah ah. L'alba di un nuovo giorno, l'alba di una luce dorata e piena di bellezza, la magia di questo istante così imperfettamente perfetto, la sensazione di essere ad un nuovo inizio di una nuova meravigliosa avventura. Le ultime due settimane sono state un disastro di jatture, sfighe, rotture, perdite di cose e affetti: se dovessi fare i conti direi che sono dissanguata e che mi hanno distrutto le cose a me più care, sono arrivati nel cuore del mio castello e l'hanno fatto a pezzi. Eppure, eppure non ho mai smesso di avere voglia di sorridere e di stare bene e di essere felice "nonostante tutto".Oggi ho quel senso dannato di rivalsa che mi è connaturato, ho nel sangue quel rosso che mi porto dentro e che mi fa mordere la vita più forte di quanto lei faccia con me, ho questa maledetta energia che mi fa tremare ma non mollare mai. Lo devo a me stessa. A una Me che non ha mai smesso di andare contro tutto, a una me che è stata capace di affrontare la sua più grande fobia da sola, a una me che oggi festeggia una nuova occasione di crescita da cogliere, una nuova possibilità di vivere e di essere felice. Nonostante tutto e SOPRATUTTO alla faccia di chi mi vuol male! Tiè! ;)


Un inno al colore, alla freschezza, al sapore, alla leggerezza, alla primavera con le sue meraviglie. Latte in piedi ai pistacchi con arcobaleno di frutta.



INGREDIENTI

:: 50 gr di pistacchi ::
:: 300 ml di latte ::
:: 8 gr di colla di pesce ::
:: 60 gr di zucchero ::
:: una bacca di vaniglia ::
:: una fetta di ananas ::
:: una fetta di mango ::
:: 5 fragole ::
:: 2 kiwi ::
:: un passion fruit ::

FAte bollire i pistacchi per qualche minuto e eliminate la pellicina: frullateli in un mixer con un goccio di latte a lungo in modo da ottenere una crema omogenea. In un pentolino portate a bollore il latte con lo zucchero e la bacca di vaniglia: lasciatela in infusione per un quarto d'ora. Ammorbidite la colla di pesce in acqua fredda, strizzatela e scioglietela su fuoco dolce con un cucchiaio di latte, poi unite la colla al latte alla vaniglia e ai pistacchi. Mescolate con cura, passate al setaccio per eliminare eventuali grumi e mettete in stampini in silicone a solidificare per almeno 3 ore. Servite con coriandoli di frutta fresca.

lunedì 28 marzo 2011

3 anni. Auguri a tutti i miei desideri.

Ed eccoci qui, dopo 3 anni. 3 anni fa ho aperto questo blog, con un sogno chiuso in un cassetto e tutto il mio cuore. Non riesco a dire a parole cosa sono stati questi anni, in termini di avventure, disavventure, lavori folli in condizioni davvero pessime, tra freddo glaciale a tremila metri sul SanGottardo oppure nel caldo di inferno di una cucina incandescente nel cuore della toscana in un torrido luglio e forno a 270° fisso a cuocere lasagne alle 2 del pomeriggio. Per non parlare dei viaggi spesso notturni con il capo risalendo lo stivale cercando la via di casa dopo giornate di straordinaria follia... 3 anni che mi hanno regalato davvero tutto e che ho pensato di festeggiare degnamente facendomi venire un fantastico ascesso del dente del giudizio, con conseguenti 3 notti in bianco dal dolore e 3 giorni digiuna per lo stesso motivo. Tiè, tanto per non farci mancare nulla. E in tutto questo dovevo farmi giusto una piccola foto, che verrà pubblicata qui
Cerca e ricerca di foto mie che io non sia su una piramide, guadando un fiume, su un cammello o con parrucca in testa con pailletes nn ne avevo, quindi dovevo farla. Ma, il bellissimo dentino mi aveva fatta gonfiare come una zampogna la sera della Vigilia di Natale e sembravo un criceto prima del GrandeLetargo, con guancia enorme e fluorescente, motivo per cui mi ero arresa a dire "DEVO trovare qualcosa" negli archivi. Se..... che ingenua che sono! Gli archivi nn offrivano nulla, quindi stamani in mezz'ora ho dovuto improvvisare con urla apocalittiche, spostamento di mezza casa, strilli e allucchi un piccolo set dove potessi essere vagamnente credibile. Tiravo giù parolacce come una dannata tra un bigodino e l'altro a mia madre , la poveretta, che secondo me non era abbastanza brava a riprendermi (santa donna!) e dopo un secondo facevo l'occhiolino alla camera per venire fuori decente. Un patema durato pochissimo dato il nullo tempo a disposizione, ma che mi fa sorridere ora che è finito.  Bene, posto la foto, dato che qui sul blog nn compaio mai, questo è il mio modo di festeggiare i miei primi 3 anni insieme ad un dolcino che sempre oggi è comparso sulla nostra tavola.


Il dolcino è un semplice trifle fatto di lemoncurd, fragole marinate a pezzi con zucchero e limone, panna e pan di spagna imbevuto in succo di arancia. Finito con granella di pistacchi.




Una sola parola: grazie a tutti quelli che sono passati e che con le loro parole mi hanno regalato mille emozioni. Chiara

lunedì 21 marzo 2011

Finally SpringTime: MiniMimose!



Ciao ciao golfoni di lana spessa 4 centimetri, goffi e pesanti quanto un macigno che ti impediscono di sentire il calore della pelle degli amici. Adios guanti di lana che non ti fanno coccolare le mani della persona amata, che non ti fanno afferrare bene le opportunità lasciandoti la presa instabile e troppo morbida. Arrivederci cappelli calcati che schiacciano il taglio nuovo di piega e ottenebrano i pensieri ovattandoli e lasciandoli dai contorni indefiniti e slabbrati. Au revoir scarponi dai lacci stretti, troppo stretti che ti ancorano i piedi a terra, quando invece noi dovremmo essere in grado di volare in alto con tutti i sogni che abbiamo.
E' Primavera, Grazie al Cielo, e ormai è tempo di buttare tutte le stupide scuse che ci hanno fatto poltrire per un inverno intero, tutte quelle attenuanti dietro le quali ci siamo nascosti per non affrontare i problemi. E' tempo di spolverare le opportunità, di assaporare le possibilità e di afferrare con gioia e grinta tutto quello che ci passa anche solo accanto e di fare realmente qualcosa in maniera fattiva per poter dire "sì, io sono felice".

Per questo giorno così simbolico, un dolce che è uno spettacolo: mini mimose con fragole.



INGREDIENTI
:: 150 g di zucchero ::

:: 70 g di fecola di patate  ::

:: 70 g di farina  ::
:: 2 uova intere  ::
:: 3 tuorli d'uovo  ::
:: 60 g di burro  ::
:: 1cucchiaio di miele  ::
:: 1 bustina di vanillina  :: 

:: 250 ml di latte ::
:: 3 tuorli d'uovo ::
:: 40 gr di zucchero ::
:: un cucchiaio di farina ::
:: la bacca di vaniglia ::

:: panna ::
:: 200 gr di fragole ::

:: scorza di limone ::
:: bacca di vaniglia ::
:: zucchero qb ::


In una terrina montate con le fruste le uova con lo zucchero e il miele a lungo, fino ad ottenere una crema gonfia e spumosa (operazione importante, deve essere ben gonfia!). A pioggia versate la farina e la fecola setacciate, poi in ultimo versate a filo il burro fuso e incorporate velocemente. Fate cuocere in stampini singoli a 170° per circa 25-30 minuti. Fate raffreddare, sformate, tagliate una fettina di pasta dal fondo e scavatene profondamente l'interno. Tenete da parte la pasta gialla eliminando le parti scure dell'esterno, dovrete tagliarla e farci quadratini per l'effetto mimosa. Io ho anche preso un paio di intere tortine e le ho tagliate a cubetti di rivestimento. Ho preparato una classica crema pasticcera, fatta raffreddare e a questo punto assemblato tutto. Nei buchi delle mimose ho messo crema e fragole a pezzetti, rimesso il loro coperchio che era la base tagliata, ribaltate sottosopra e pronte per essere decorate. Fate uno sciroppo portando a bollore e lasciando in infusione per mezz'ora dell'acqua con zucchero, la bacca di vaniglia lavata della crema e la scorza del limone. Con la bagna imbevete bene le tortine, poi spalmatele con panna e infine decorate con i quadratini di pasta avanzati. Prima di mettere a riposare in frigo, imbevete tutte le tortine aiutandovi con un cucchiaio con la bagna  precedentemente utilizzata. Fatte riposare 12 ore sono ancor più golose. Felice Primavera a tutti!




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